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lunedì 6 ottobre 2014

week end di fine estate

Gli amici si preparano ad andare sul Sumbra, per me, per il mio ginocchio, è ancora presto.
I windgrams dicono sia buona solo a Diecimo, e allora capita di salire in decollo al primo giro, a prendere il sole, che sembra ancora estate, e la giornata ancora non è partita.

Arriva in decollo chi a Diecimo più o meno ha fatto giusto l'esame, e ti trovi a spiegare che di là c'è la croce di Brancoli, e ci si dovrebbe appoggiare su quella gobba per passare la valle del Serchio, che a nord c'è il Prato Fiorito e poi l'appennino, e ad ovest le Apuane, e di là da quella cresta il Prana e, di fronte, Camaiore. 
Che buffo, sai: il pollo di casa che racconta di creste sognate, dove non è stato mai, a chi mentre parli è già a farsi i conti della quota che serve per passare.

Ed oggi? Oggi è nord-est, sarebbe da andare al mare, dico. È giusto lì dietro. Magari, penso. Sarei dovuta andarci con la quota di marzo , a saper la strada.
Stessa frequenza, si gira insieme la prima termica. Parte sulla cresta. Parto anche io.

La cresta tiene, ma solo un po', e sullo spigolo macché non c'è la termica che mi aspettavo...
Dietrofront! sono controvento e la cresta ovviamente non tiene più. 
Ma quanti c@@o di boschi ci sono a Diecimo! Li ho visti piuttosto da vicino, pianta per pianta. Quanto sono lunghi 5 minuti per venirne fuori!

La radio mi suggerisce d'appoggiarmi lì a sinistra, che senz'altro un po' darà. M'aspetta parcheggiato sullo spigolo, fino a che non mi vede al sicuro su Dezza, poi lo vedo partire verso ovest.

Amelio ha lasciato la termica e s'è parcheggiato a vedere dove diavolo andrò a finire. M'aspetterà in atterraggio per dirmene quattro...

Sbuca inaspettata da Valdottavo la vela viola. È andato a Camaiore ed è pure rientrato. 
Io, se mai da Diecimo passerò il Prana, di sicuro andrò ad atterrare al mare, per godermi l'ultimo bagno dell'estate. Il bikini è da sempre nel cockpit.



Domenica i wingrams lasciano sognare.
Propongono basi a 2000 in Pizzorne e 2500 a Diecimo. Siamo tutti qui.
Abbiamo scherzato, eh, dovrebbero scrivercelo in fondo.

È un esercizio di pazienza, invece. Metro su metro, i picchi che gli altri hanno registrato io non li ho trovati, e volare senza zavorra stavolta davvero aiuta.

Palazzina, antenna, decollo, Gromigno. Avevo voglia oggi di tornare a Diecimo, e di andarci in volo. È ancora nord est sopra le creste, debole debole, quello che serve.
Davanti a me c'è un delta parcheggiato: posso partire anche io.

Tengo d'occhio l'altimetro e finalmente questa volta non mi faccio fregare dalla parallasse. La croce di Brancoli è intorno ai 700mt, e ho ancora quota da spendere, non sono così bassa. 

A Diecimo si sale poco, giusto un giro per Dezza, con Ulisse che gioca con il Rush 4.

La vela viola nel frattempo sta tornando in Pizzorne con una quota davvero ridicola.

giovedì 5 giugno 2014

LUCCA e LA GARFAGNANA

(pubblicato sul n. 249 di Volo Libero FIVL, maggio 2014)


su un'idea di Luciano Cassiago.

La prima volta che sono stata a Lucca, da sola, avevo ancora la vela scuola. Coi 1500 mt recuperati sull’atterraggio, iniziati a girare nel debole bip-bip del vario per il solo gusto che il volo durasse un po’ di più. La città si avvicina maestosa, con le Mura seicentesche, e i prati  delle corse campestri degli anni della scuola. Sulla carta sono solo 13 km, ma appena metti giù i piedi a porta San Jacopo, la gioia è così tanta che non puoi non telefonare a casa “babbo, sono a Lucca!” “Ma non ci vai tutti i sabati?”. Già, ma oggi ci sono arrivata in volo, e da sola per giunta.

Lucca e la Garfagnana

Costeggiando il fiume, appena ci si affaccia oltre Valdottavo, la valle del Serchio si apre alla vista di chi percorre verso nord la provinciale Ludovica o la Statale del Brennero e dell’Abetone. Il decollo di Diecimo, la croce di Brancoli, boa per chi fa il traverso dalle Pizzorne, e verso nord, il Prato Fiorito: in pochi km, a nord di Lucca, si concentrano tre campi di volo, adatti a tutte le esigenze: allievi e principianti, domenicali che aspettano la sera,  piloti esperti a caccia di cross impegnativi, turisti per una passeggiata tra le nuvole.

Da quasi trent'anni a Diecimo si viene ad imparare a volare. Due scuole formano qui i loro allievi, ed altre ci raggiungono in prossimità degli esami.  È un’isola felice: quando nel resto della Toscana la meteo  è avversa, ritorna anche chi qui ha imparato a staccarsi dal suolo e poi ha spiccato il volo per altri decolli: Diecimo stupisce per la sua capacità di farci volare quando altrove tutti stanno a terra.

È la morfologia della valle che regala voli insperati in dinamica o termodinamica per ogni stagione dell'anno: la conformazione del costone e della valle del Serchio che lo fiancheggia permettono un perfetto allineamento della brezza che si incanala da sud.  I venti da nord e da est vengono attenuati dall’Appennino o dalle Pizzorne, e il sud prevale , e te lo trovi dritto in decollo. Qui per volare un po’ di vento ci vuole,è bene dirlo, perché il decollo è piuttosto corto e non permette grandi prese di velocità.

È un volo molto spesso stanziale, ma se si riesce a far quota, almeno 1500 mt, anche da Diecimo si parte per il cross, verso le Pizzorne o Prato Fiorito, magari, in giornate speciali, ad ovest verso il mare. Più facile però venire ad atterrare a Diecimo dalle Pizzorne, seguendo il crinale verso nord-ovest, o nelle giornate buone, da Prato Fiorito passando la Val Freddana e sorvolando il ponte del Diavolo, che rappresenta questa parte di Garfagnana ed i ragazzi del Club di Diecimo hanno disegnato sulle maglie da qualche tempo.

L’altopiano delle Pizzorne si affaccia sulla piana di Lucca, sui monti pisani e sul mare, offrendo un meraviglioso scenario naturale e culturale. Oltre al superbo panorama sulla città famosa in tutto il mondo per le sue bellissime mura circondate da vasti prati - ottimi atterraggi-  e per il suo centro storico, da qui si vede il mare in lontananza, la catena delle Apune e dell’Appennino e si sorvolano sulla via dell’atterraggio le famose ville seicentesche che caratterizzano questo angolo d’Italia davvero affascinante.

Il sito di volo è di quelli completi, in termini di opportunità di volo e di condizioni: i piloti meno esperti sceglieranno gli orari più calmi del mattino o della sera, per la gioia di una planata sulle principesche Ville di Marlia, con i  loro  curatissimi parchi, e su splendide distese di ulivi e casali in pietra, badando però di non baloccarsi strada facendo, ché in atterraggio si arriva in efficienza ma senza troppo margine e per buona parte del volo sotto i piedi si hanno solo boschi, ulivi, e vigne.

Nelle ore centrali dei giorni di primavera, ed in estate,  le Pizzorne regalano frizzanti voli in termica e interessanti opportunità di cross. Un paio di termiche di servizio consentono solitamente di spostarsi a sud verso  Lucca, ad ovest verso il Serchio e Diecimo, oppure ad est verso Pescia e Collodi. Nelle giornate davvero buone, è poi possibile arrivare a nord fin verso l’Appennino, per rinfrescarsi con una birra da Beppe a Prato Fiorito. Il volo è un po’ impegnativo, soprattutto nelle ore centrali: le termiche che si staccano a volte sono solo bolle, strette e  frastagliate dal maestrale del pomeriggio.

Il volo che riempirà gli occhi ed il cuore di chi avrà la fortuna di compierlo è quello che porta dal decollo delle Pizzorne fin sopra la città di Lucca. La magia non sta tanto nei 13 km di pianura, con i loro punti di sgancio delle termiche piuttosto prevedibili e ripetitivi, quanto nel sorvolare uno dei centri cittadini meglio conservati d’Italia ed atterrare ai piedi delle sue maestose Mura, smaltendo la quota residua davanti agli occhi affascinati di migliaia di cittadini e turisti.

Il sito ospita anche un cospicuo numero di deltaplanisti, per i quali è un vero paradiso: è l’unico decollo raggiungibile completamente in auto, sotto il pilone dell’Alta Tensione che dà nome al club locale, pochi passi sul prato e via,  verso la piana, l’Appennino, o le Apuane. Il volo è un po’ tecnico, le termiche strette. C’è Daniele con l’ala rigida, che ogni tanto lo perdi di vista e ti telefona dal Mugello, dalla Maremma o dal Subasio, e ti chiede soltanto di recuperargli l’auto...

Di Prato Fiorito, da pollo, respiravo l'attesa. Quella che ti fa fermare sulla strada per il decollo consueto a traguardare se di neve ce ne fosse ancora e a stimare quando sarebbe potuta iniziare la stagione. Conoscevo la luce negli occhi di chi -se il meteo prometteva- riusciva a lasciare il lavoro alle 10 del mattino per andare lì a volare. Ma solo quando sei là fuori ne scopri la magia.
È un volo in termica, impegnativo e generoso. Un immenso prato verde per decollare. E camini sulla parete rocciosa a sud dove si sale velocemente e con forza; in pochi istanti si è già sul culmine del Prato, a guardare il Mosca, il Tre Potenze, il Rondinaio, e tra loro l'Orrido.
L’Orrido di Botri è una spaccatura nella montagna, una lama stretta, un’aspra gola calcarea dalle ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del Rio Pelago. L’avevo visto, da dentro, in un percorso di 5 ore scendendo dentro l’alveo del torrente con muta, imbraco, discensori e corda accompagnata dalle guide di torrentismo.  A vederlo dall’alto, l’Orrido fa davvero paura. Di qui comincia l'appennino Tosco Emiliano. Di là dalle creste l'Emilia, e nelle domeniche di sole spuntano le vele di chi, proveniente da quella parte, è animato dallo stesso spirito.

Il giro del pollaio lo chiamano quelli bravi. Si risale la cima del Prato Fiorito, si fa quota, ci si sposta sul Mosca, e poi di lì si attraversa l’Orrido verso il Rondinaio, il Tre potenze, di nuovo il Mosca per atterrare da Beppe, o di nuovo sul Prato, dopo un giro sul Coronado, per il top sulla sella accanto al decollo. In questo cross non ci sono atterraggi di fortuna, di nessun tipo. Si fa top su quell’immenso panettone brullo che è il Prato Fiorito, c’è tutto lo spazio che si vuole. Se proprio non ci si fa a salire nei camini, si atterra giù in valle, a San Cassiano dove c’è un unico campo in discesa.  Anche atterrare da Beppe, accanto al parcheggio, è piuttosto impegnativo.
Per chi invece torna sul Prato con abbastanza quota, c’è la possibilità di un cross verso Diecimo, o le Pizzorne, tenendo d’occhio il bosco da attraversare ed i pochi atterraggi alternativi nella valle del Serchio.

La zona di Lucca, allora, vale sicuramente una visita, sia culturale che con la vela al seguito. I tre siti  offrono condizioni e possibilità di volo variegate ed adatte a tutti i livelli. Innumerevoli le alternative al volo per chi vuole arricchire la propria vacanza.

Il paesaggio è variegato e suggestivo, aspro a volte, l’alternarsi di creste e colline prepara dolcemente l’avvicinarsi dell’Appennino e delle Apuane. Verso sud i paesi arroccati al sole sui costoni lasciano il posto alle Ville maestose delle famiglie principesche, e attraversando la piana fanno desiderare le Mura della città. Il fiume Serchio e la sua valle non molto ampia raccolgono la brezza e modificano i venti regalando voli insperati in ogni stagione.  Sono boschi di castagni e querce, e olivi e vigne che profumano e colorano la primavera, e rendono ogni chilometro percorso una conquista e una gioia.
Sono chilometri densi: di volo, di natura, di cultura, di buon cibo. Come certi week end.

Infine l’elemento soggettivo, non perché sia meno importante ma proprio perché è speciale: qui da noi un sorriso, una battuta, un aiuto, non lo si nega a nessuno. Fate attenzione quindi perché questo posto, la sua gente, i suoi voli, vi rimarranno nel cuore e vorrete sicuramente ritornarci.
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Per chi non vola:
un giro in centro a Lucca, e sulle mura; il percorso della marcia delle ville a Marlia;  prendere  il fresco sull’Altopiano delle Pizzorne; il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano; Canyoning nell’Orrido di Botri o nel Rio Selvano;  Rafting nella Lima;  Escursioni sul Prato Fiorito : trekking, cavallo, montain bike, quod.
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Diecimo:

43°58’39.36″N, 10°30’13.32″E,  720m slm,
     Esposizione: Sud, decollo rovescio da preferirsi. Vento talvolta rafficato.
43°58’5″N, 10°31’22″E, 52 m slm

para2.jpgAllievi & principianti, piloti esperti.
Volo in dinamica / termodinamica.
Top Landing impegnativo per la termica di servizio e gli alberi.

deltaplano.jpgNecessita di un po’ di strada a piedi per raggiungere il decollo.


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Pizzorne
↗  43.93402 N, 10.58442 E , 940 m slm, Esposizione: Ovest
↘  43.89997 N, 10.57112 E, 71 m slm

para2.jpgPiloti esperti. Principianti solo nelle ore serali/mattutine
Volo in termica.
Top Landing non possibile per la presenza di cavi elettrici e antenne.
deltaplano.jpgPerfetto  per il deltaplano.


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Prato Fiorito
↗   44.05403 N, 10.62032 E, 1200 m slm, Esposizione: Sud. Immenso.
 Top Landing, ovunque sul Prato Fiorito.

para2.jpgPiloti molto esperti. Molto impegnativo nelle ore centrali. Per il cross non ci sono atterraggi di emergenza, di nessun tipo.
Piloti poco esperti : solo nelle ore calme (serali/mattutine) con atterraggio a San Cassiano. Volo in termica.
deltaplano.jpgn/a. Si sorvola  provenendo dalle Pizzorne, o dall’Appennino.

lunedì 31 marzo 2014

Diecimo, verso Nord Ovest

Sui Windgrams c'è est un po' forte, ma basi a 2000 a Diecimo  e in Pizzorne. E la festa per Tatiana, il nuovo Sint Wind. Ci si facesse almeno a decollare...

A Diecimo promette Sud in decollo nelle ore centrali, sarà da crederci. È la nostra valle, riparata ad est dalle Pizzorne appunto, e arricchita dal venturi del Serchio. 
Da qualche tempo però capita di trovarmi sul decollo sbagliato, quello dove non c'è aria per partire, o ce n'è troppa mentre di fronte li vedi alti e colorati.

Vabbè, c'è da preparare la festa. Io e Marco il dentista si va a Diecimo, intanto, si fa la spesa, si mettono le birre in fresco nel fiume. In atterraggio il vento è da nord, ma è presto ancora. Almeno, c'è il sole.
Arrivano i ragazzi, c'è attesa. Ecco il nord si attenua, si chiama Tatiana: in decollo sembra buona, intanto si va! Whatsapp mi porta i baci di una bimba, le mie bolle di sapone, e l'invidia di chi da lontano vede disegnata la base a duemila su Lucca. 
Esce Stefano e in due giri è già altissimo. Forza ragazzi: tutti fuori.

Il vento in decollo è perfetto, mi zavorro (è primavera, e a duemila, se mai ci fossero, mica ci si arriva gratis) e mi preparo, prima che il vento decida di fermarsi o di girarsi da est. 
Esco e vado subito su Dezza, si deve salire di sicuro. È frizzante e giocosa, 1200 intanto poi torno sul decollo e in valle a riprendere fiato, e la attacco di nuovo. 
Oggi si sale: è bellissimo! Stringo i denti e giro, e il vario mi mostra numeri che non avevo visto mai. Ma davvero ho 2250 ? A Diecimo?
Almeno avessi agganciato la videocamera... il Prato Fiorito è lì di fronte, e dall'altra parte le Apuane bianche di neve.

Guardare e andare, che oggi la quota c'è, e ho voglia di metterci un po' di strada. Sì, ma dove, con tutti questi boschi? Davanti a me la vela di Amelio è già partita per il traverso. Ma non l'aveva cambiata? È Gabriele, scoprirò poi. 
Un po' di speed per il traverso, il vento viene dal fiume, perdo di vista la vela blu, l'ho vista girare verso il fiume, ma dove proverà a risalire? Sono in discendenza ma non mollo e punto la cresta che ho davanti: se c'è deve staccare lì. Da qui a guardare indietro non riconosco niente, non vedo la cava, chissà dove sono. A guardare verso il fiume, il ponte m'è parso quello di Fornaci di Barga, ma non è possibile, in auto ci vuole un sacco, ed io sono in volo solo da mezz'ora, non posso essere così lontano. 
È quello, invece.. Sono a nord di Vallico di  Sopra, sul monte Penna.

Ok, sono da sola, non so dove sono, c'è da tornare indietro,e 1400 sono pochi per tornare. Ma oggi salgono anche le pentole, deve staccare da qualche parte qui intorno. M'affaccio sulla valle di Turrite Cava. Eccola c'è: 1800,  ho la quota per tornare. 

A terra si fa festa. Oggi a Diecimo ci sono proprio tutti, che oggi in tutta la Toscana si vola solo qui e si fanno quote strabilianti. Mi faccio spiegare dove sono stata, che io e la geografia proprio non ci capiamo, nemmeno nei monti sotto casa. A guardar la traccia, quando sono tornata indietro avevo la Pania di fronte, e nemmeno troppo lontana.

Qualcuno mi dice: ma lo sai che oggi, con quella quota, se andavi verso Ovest, passavi il Prana e saresti potuta arrivare al mare? che pollo che sono ancora... 
Ma oggi ho fatto la quota e i chilometri di quelli bravi e sono tornata da sola, e tanto basta.

lunedì 18 marzo 2013

DUEMILA !

Dopo tanta pioggia il sabato si preannuncia promettente un po' dappertutto, prefrontale. I windgrams prevedono quote interessanti e venti deboli, e un irraggiamento adeguato.
In tanti passiamo il venerdì a guardare, a studiare. Qualche fortunato ha il venerdì festivo e va a farsi un volo. La situazione è alquanto strana: sul Serra è anche nevicato.

Passo il venerdì sera a predisporre il casco: il babbo m'ha regalato una bellissima Midland XTC 300, e devo ancora provarla in volo. L'idea è di accenderla e dimenticarsi d'averla indosso. Chissà che ne vien fuori. 

Il sabato mattina inizia alla stalla. Mauro sta predisponendo il tondino che servirà per domare Rashid, ed passiamo qualche ora ad inchiodare tavole. I cavalli nel frattempo si godono il sole proprio nel tondino, e Mauro mi da prova della doma di Said. Appena gli mostra una vettina, quel meraviglioso arabo esegue agile e scattante gli ordini di Mauro, che li impartisce semplicemente con la voce e con un gesto.

Nel frattempo si studiano i cumuli sull'antenna delle Pizzorne, guardiamo come si formano ed evolvono, e quel leggero Nord che li porta avanti. Speriamo che il sole scaldi abbastanza la pianura da far girare il vento.

Mentre andiamo in atterraggio ci viene in mente di lasciare la piccola Aygo davanti alla gelateria. Il nostro abituale ritrovo dopo volo si è spostato dal Tamoil al Dolce&Amaro, un po' più a sud dell'atterraggio ufficiale ed è circondato da ampi campi non coltivati. Adatto per chi non ha voglia d'aspettare il recupero in atterraggio e preferisce ingannare l'attesa davanti ad un gelato.

Nel frattempo arrivano sms dagli amici: dopo tanta neve, parcheggiati bimba e peluche dai nonni, tutti in decollo!

Pronti si va! La pioggia ha lavato la strada, non c'è più neve per andare in decollo. Il vento è rafficato, ma la giornata è promettente e impegnativa. Esce Antonio e in due giri è altissimo.
Noi bovi ci prepariamo uno accanto all'altro.  Esce Ivano ( Bove 2) poi Mauro (Bove 1), infine io. 
Metto tutta la zavorra: è primavera, e non mi fido a metterne meno.
La giornata è ballerina, fin da subito. Più avanti c'è la vela gialla di Mauro. Il vario inizia a suonare nella termica che ci riporta sull'antenna, ma non voglio farmi scarrocciare e ad ogni giro devo tornare avanti. Il cumulo è proprio sopra di noi spostato un po' dietro.
Il mondo inizia a farsi guadare lì sotto, a 1300 sull'antenna.

"Bove 2 ai Bovi..."  dice la radio: Ivano è atterrato dal gelataio. Anche Mauro raggiunta l'antenna si dirige verso sud.

Mi sposto sul decollo e di lì sul Gromiglio (Spazzavento). È la termica di servizio.
Il vario suona debole, a volte più forte. La giro finché ce n'è. Ad ogni giro l'antenna si fa più piccola. Lo strumento registra un picco di +6.3 m/s, e quota 1956 s.l.m. Accidenti per me è la prima volta di un quasi-duemila. Questo panorama l'avevo visto solo in bipo, un sacco di tempo fa. Ci sono  il mare, le Apuane, la valle di Diecimo. E ci sono io, arrivata fin qui da sola. Peccato che il bosco sia spoglio e c'è solo marrone invece che verde. 



Il gelato sarà per un'altra volta. Scelgo di andare a Diecimo, passando dalla croce di Brancoli. "I bovi a bove cinque" dice la radio. Mi chiamano per sapere dove sono: vorrei rispondere ma tra gli ingombranti guanti invernali, la radio nel taschino, e soprattutto l'aria frizzante là fuori dopo un paio di tentativi di lasciare i comandi rinuncio. Pazienza, vi telefono quando atterro.

Direzione Croce di Brancoli, il vento è un po' di lato, e non trovo proprio niente per risparmiare quota, tutt'altro. Attivo alla boa con 1050 mt: ho speso oltre 900 mt per il traverso. 
La media valle e il Bargiglio sono lì in tutto il loro splendore, basta non guardare le cartiere lungo il corso del Serchio. 
Alla croce di Brancoli la termica c'è: è la confluenza tra il vento meteo e la valle, e per questo piuttosto impegnativa. L'attraverso senza girare e proseguo.



Per attraversare la valle impego altri 500 mt tanto che mi viene il dubbio se riuscirò sullo spigolo più sporgente del costone. Aggancio e recupero in dinamica sulla cresta est. In volo ci sono due vele, piuttosto alte. Il vento sul decollo sembra molto rafficato, non decolla nessun altro e anche i ragazzi in volo ondeggiano un po'.

Decido che per oggi può bastare! Sono contentissima dei miei duemila e del mio traverso. Si può andare ad atterrare!

Telefono ai bovi la mia gioia prima ancora di togliermi l'imbraco, poi approfitto di un passaggio per tornare in Pizzorne insieme a Pietro e Federico arrivati in volo da San Giuliano.

Con calma si finisce di fare i recuperi e ci si gode il tramonto dalle Pizzorne.

mercoledì 9 gennaio 2013

La befana vien dal cielo 2013


Quest'anno ci eravamo preparati per tempo! Per coinvolgere i bambini delle scuole già dalla metà di Dicembre avevamo pronta la locandina, contattato le scuole, la Pro Loco del Borgo ed inviato parenti ed amici! L'ultima settimana, però, l'abbiamo passata a preparare macchine, pupazzetti, crostate e per gli ultimi ritocchi.
Inutile dire che con cuore guardavamo il meteo per la domenica...

Sabato la base è davvero sotto i piedi. Le foto di Bracino di venerdì dall'antenna delle Pizzorne mostrano un mare di nubi, proprio come le slide dei corsi di Zanocco, solo che a casa nostra non mi era mai capitato di vederle. Intanto allerto Mauro per il piano B: se non si potrà  volare la Befana arriverà a cavallo. Quest'anno, anzi, in aggiunta ad Amelio e Merendina, abbiamo anche Mirco e Lucia. Lucia si è cucita addirittura il vestito. Sabato pomeriggio, in atterraggio, ci sono comunque i ragazzi. È evidente a tutti che non si può volare, ma siamo lì, casomai cambiasse qualcosa. Li metto tutti al lavoro a preparare calzette!

Domenica mattina, dalla stalla, non si vede neppure Matraia, lo strato di nubi è ancora più basso. Alle 11 inizio a pulire Said, e a telefonare in giro. Incredibile: Il Bargiglio è pulito! Il mare di nubi si è fermato a Valdottavo.

Tutti in atterraggio allora, prepariamo l'acqua per la cioccolata dei bimbi, il tavolo coi dolci, e vino cannella e chiodi di garofano e lasciamo il signor Alberto, babbo di Amelio, con una radio a sorvegliare il vin brulè. In atterraggio c'è un leggero sud: si va tutti in decollo! 

Aiutiamo a vestire le befane e a preparare le vele, in decollo c'è una leggera brezza, qualcuno parte. L'appuntamento è per le 14.30. Ci dicono per radio che l'atterraggio è pieno di bambini in attesa.
Siamo pronti ma di brezza non ce n'è più. Anzi a tratti sembra addirittura da dietro. Il sud sta portando avanti il mare di nubi ed è evidente che chi partirà lo farà all'italiana, correndo a più non posso. Qualcuno prova a partire sfiorando i cespugli, qualcuno si infrasca e torna su con la vela a fiocco.

Mirco e Lucia aspettano il vento zero e poi decollano correndo a perdifiato. Che bravi! Portano con sé coriandoli, un fumogeno e il sacco dei doni.
Prepariamo Merendina (Daniele) e Amelio per il secondo tandem, ma aria per partire proprio non ce n'è.

Decido di tornar giù in auto, per vedere almeno la fine della festa.
Quando arrivo, ci sono ancora genitori e bambini, Lucia ha distribuito calzette a grandi e piccini.
Arrivano intanto altri parapendii, e la notizia che il  secondo tandem non partirà.

Mi consolo col vin brulè: dopo tre ore sul fuoco di alcol non ce n'è davvero più ma è buono, caldo e contrasta il freddo e l'umido che è già arrivato. Ne avevamo preparato 10 Lt e non ne è avanzato neppure un po'. 

Ci sono i nipoti di M. ad aspettarlo in atterraggio. Simon ha fotografato tutti, aspettando lo zio, che atterra per ultimo a chiudere la festa.
C'è Morgan, biondissimo, ad aspettare la befana. "Sei stato buono?" - chiede la madre coprendosi il viso e camuffando la voce- " Abbastanza". "Dov'è la tua mamma?" "È andata a volare"

lunedì 19 novembre 2012

WEEK END METEO

Abbiamo iniziato a parlarne in una riunione, un mesetto fa. Di quelle che magari è venerdì sera e non viene  quasi nessuno."Si fa un corso Meteo, e si chiama Damiano?"

Io, Damiano l'avevo conosciuto nel 2009. A Lucca nevicava. Era il corso meteo precedente. Io ero un pollo,  e un buon matematico. Da matematico imparai a leggere i grafici; da pollo, un po' meno a capire.

Questa volta è diverso. Questo corso per me inizia alla fine di ottobre, quando Damiano ci conferma le date e il programma.
In due-tre settimane ho contattato i club e i piloti delle nostre zone, e quelli di Emilia Romagna e Liguria, cercando di scrivere a tutti. Ho chiesto indirizzi e contatti agli amici volatori, anche a quelli lontani.
In questo, facebook permette di raggiungere un sacco di gente.
C'è anche chi mi chiede: come mi hai trovato? 

E ti trovi a scrivere a gente che non conosci, a parlarci al telefono, per poi scoprire il sabato mattina che faccia abbia.  Anche a dare un nome alle facce che vedi ogni tanto sui decolli. E una faccia a piloti di cui hai sentito parlare.  

Il mio sabato mattina inizia addirittura il mercoledì pomeriggio. Ho in forno 7 crostate con la marmellata d'arancia per le pause durante il corso. Una, ovviamente, è per Mauro il Bove, che mette a disposizione degli amici la sua casa: basta portarsi il sacco a pelo e scegliersi il divano, o un letto. 

C'è aspettativa il sabato mattina. L'auditorium è bellissimo. I volatori arrivano quasi tutti puntuali. C'è chi - come me- scopre che a Capannori di piazza Aldo Moro ce ne sono due: l'altra è a Marlia, che è sempre nel comune di Capannori e il tom tom si confonde.
Il più lontano è Gianni di Ostia, che rientra a casa con 4 litri d'olio nuovo, c'è la moglie di Giuseppe che lo ha accompagnato da Monfestino, i ragazzi di San Giuliano, qualcuno da Firenze, i deltaplanisti della Versilia,  Alessandro e Roberto dalla Maremma. I più giovani e promettenti Piergiorgio e Gabriele.
Gli allievi di Endrio e di Mirco, tra cui Marchino, quello che porta il sole alle grigliate.
Alla fine siamo quasi in sessanta.

S'inizia col chiederci se potremo volare. Se quell'est che è previsto per oggi non sarà così forte in decollo per permetterci di partire. Si guardano i windgram di Diecimo, si descrivono le informazioni che contengono, una per una. Con la curiosità di andare in decollo e vedere se è vero.

Briefing in decollo - foto A.Antoni
All'ora di pranzo si va in decollo, aspettandoci una planata, alcuni in Pizzorne, altri a Diecimo.
Damiano in decollo ci descrive la giornata, per come l'abbiamo letta sulle carte, e poi tutti in volo. 
C'è poca aria per partire, seguiamo i cicli termici, quanto basta per partire all'italiana. Damiano prepara in un angolo la vela a fiocco. Noi, come al solito, ci prepariamo direttamente in decollo...

Non c'è quasi niente fuori. Ma il quasi va già bene. Senza zavorra galleggio più degli altri, la termica è debole ed io mi fermo sulla palazzina a recuperare quei pochi metri per star su. Faccio anche da termo cavia: mi vedono galleggiare e girare e me li trovo sotto. E poi giriamo insieme.
Quante vele in Pizzorne, per esser novembre! Andrea-Power-Point ci immortala tutti, e alle 20 siamo già on-line. Nel pomeriggio debriefing, e le blipmaps. E le nuvole accelerate di Damiano.

Poi pizza a Colognole, tutti insieme, per fortificare le nuove amicizie. Io e Ulisse salutiamo i Liguri che rientrano verso Genova scambiandoci inviti per un volo in compagnia, e un po' di vodka russa che non s'è capito bene perché l'abbiano in macchina. Per tornare a Sesto di Moriano basterebbe orientarsi con le luci delle Pizzorne, invece andiamo in giro ridendo per la piana con una nuova navigazione zen "boh? prova ad andar di qua..." Ci ritroviamo alle mura di Lucca che quasi neppure le riconosco.

La domenica si sa già che non voleremo. Si parla di termiche, di diagrammi, di curve di stato, di adiabatiche. E nel pomeriggio di psicologia e benessere nel volo. Damiano ci racconta la sua esperienza di campione di Cross,  nei suoi voli da 8-9 ore. Strategie, e suggerimenti.
Si conclude con le calamite: quelle che ti riportano a terra anche se non ce n'è motivo, che dopo che sei atterrato ti chiedi perché sei sceso, tipo aver la macchina in atterraggio o avere un impegno la sera.
La prima dell'elenco, la più importante riporta il titolo famiglia, ma la foto contro sole ne mostra un aspetto che fa esclamare "ora se entra il Direttore del centro, voglio vedere come lo spieghi che stiamo facendo un corso meteo!"

venerdì 26 ottobre 2012

RUSH 2

È arrivata mercoledì la vela in prova. Michela mi ha spedito il suo Rush 2, il corriere è stato velocissimo.

Giovedì dalle finestre vista mare dell'ufficio sembra ancora estate. Le previsioni dicono però che il week end è da stare in casa, e ugualmente  il successivo.

La mia indecisione dura solo fino alle 12... poi di corsa a casa, a prendere la sacca della vela, e via in autostrada. Destinazione Diecimo, che ho da provare il Rush nei cieli di casa, prima che inizi a piovere.

In atterraggio ci sono anche gli allievi, ad approfittare di un giorno di sole. 
Ne approfitto per un po' di gonfiaggi.

Accidenti com'è piccola! Eppure la superficie è come quella del Dragon. Controlliamo l'etichetta: taglia XS, 55-75 Kg, 19 mq di superficie proiettata, EN-B... DHV 2.
Ed io che mi sono fidata di para2000 e pensavo fosse un  DHV 1-2!

La porto in decollo, con un po' di timore. La giornata è liscia, l'ideale per il primo volo con un due.
Appena fuori dal decollo me la sento piccola ma è solo una sensazione momentanea.
Mi sono divertita da matti! I comando sono morbidi, gira che è una bellezza. Piano piano che ci prendo confidenza mi avvicino al costone, poi provo su Dezza, torno un po' bassa ma recupero quota decollo in due passaggi. M. mi sorveglia dal decollo. 
Un'ora di pura gioia!

Però le considerazioni da fare sono diverse.
Sono ancora un pollo, come dice il nome di questo blog, per di più un peso piuma, con qualche chilo di zavorra da aggiungere alla XS. Nella mia taglia le vele intermedie sono necessariamente più cattive, hanno spesso omologazioni diverse dalle taglie superiori.
Non sono ancora pronta per un Due, per un Due  in primavera, magari in giro per decolli, nelle ore centrali. 
Per quest'anno c'è da allenarsi col Dragon, poi si vedrà!

lunedì 10 settembre 2012

SOTTOVOCE

Sabato ho perso la voce. 
Non saprei dire come, eppure la mattina c'era quando con Shila e Rashid sono andata a passeggiare insieme a Maurizio e Mif. Tanto più che io con Shila ci parlo, e anche con Rashid. Non che dica delle cose sensate, però ho l'illusione di farle sentire la mia presenza di fronte a quelle cose colorate che proprio non le piacciono.

Nel pomeriggio il mio volo in Pizzorne non è stato un gran che: discendenza e un po' di chiusure; ho anche collezionato un nuovo fuoricampo. Mi consolo con una mezz'ora a Diecimo. Giovanni, ovviamente, c'è arrivato in volo.

Poi di corsa a far la spesa per la grigliata del club, che non si sa mai quanti siamo...
C'è Marchino che ha mantenuto le promesse: ha portato il sole, un po' d'estate, un po' di musica, insieme al suo amico Federico. La serata è piacevole, quasi calda. Allegra.
Per la mia voce è comunque un disastro. Pazienza, tornerà.

Domenica si va a Prato Fiorito! I ragazzi si sono organizzati mentre io preparavo la cena, e mi danno appuntamento per la mattina alle 11. 
Prima di andare, però, io e Mauro andiamo a far gli zoccoli a Shila e a Said. Said è senza ferri da qualche mese, nella speranza che gli crescano un po' le unghie. 

Pronti! alle 11 in atterraggio a Diecimo, per fare i conti delle auto. La mia ovviamente non è disponibile, e non solo perché è minuscola ma anche perché ho tutte le cose della grigliata, da riportare a casa.
Insieme agli altri arrivano anche Lele in scooter, Massimone insieme a Gabriele, Gianpiero con Libero, il suo cane. Alessio ci aspetta al bar, a San Cassiano.

A Prato Fiorito troviamo anche i volatori della Versilia.
In decollo c'è un bel po' di vento, ci sarà da aspettare. Nel frattempo parte Pietrino, e il Bove lo segue (ma chi era quella vela gialla?? ), fa il suo giro e viene a far top. Fuori, dice, anche se non è bella come il giorno prima, vento non ce n'è. L'aria che è in decollo è la termica.

Partono Lele e Massimone, con un bel po' di vento. Ma loro hanno anche una bella stazza che li aiuta.
Aspetto un po', poi ci prepariamo più bassi, e si parte sulla pausa.
Ho le istruzioni per il giro del pollaio, ma mi concentro sul primo step: almeno 1500mt per andare sul Mosca. Ci sono stata in bipo, diverso tempo fa. ...
Ce l'ho anche io oggi quota per andare!
Parto per il traverso, mi appoggio sul Mosca, lo seguo per un po' ma non trovo altro. Davanti a me Gabriele invece punta per il Rondinaio.
Decido di rientrare, là sotto ci sono anche i campi accanto alla capanna di Beppe. Invece ho quota e torno in decollo a far top!

Riparto per un nuovo giro, fuori si sta spengendo, mi pare, trovo per salire solo in fondo, sul boschetto. M'accontento, per non andare ad atterrare giù a San Cassiano, torno in decollo e piego. Mario e Alessio hanno fatto top da Beppe, e ci aspettano davanti a un panino.

Massimo per radio chiama il figlio: Vieni a far top? Che più o meno significa: è un'ora e mezzo che sei lì fuori, siamo atterrati tutti, giù al bar non c'è nessuno, ne hai per molto?
Maurizio che ha preferito volare in aria più calma fa top e riparte: non troverà per risalire e ci aspetterà al bar.
Il ponte del Diavolo - Gabriele in arrivo al Borgo
Gabriele atterra. Dice due cose e poi riparte... sembrava non ci fosse niente ed invece lo perdi un attimo di vista ed ha già fatto di nuovo duemila. 
Dopo un po' lo si sente per radio: è entrato nella valle, e prosegue verso sud. Già che c'è, s'è dimenticato di lasciare la chiave della Corsa. Massimo scuote la testa: si vede che Gabri aveva voglia di un po' di chilometri. 
Poi telefona. Mentre noi si piegava le vele, perché la giornata ci sembrava conclusa, Gabriele andava ad atterrare al Borgo! 

Davanti a un prosecco, Alessio commenta con i suoi concittadini la fortuna del principiante...

lunedì 20 agosto 2012

DIECIMO TWICE

Dopo il Subasio, Il Sumbra e il Ferragosto a Massanera, io e i bovi sembriamo ragazzini in gita, la voglia di vedersi il sabato per volare insieme è tanta.

Si guardano le previsioni per il sabato. Promette un po' di est, più forte nelle ore centrali. Instabilità diffusa e generosa. Decidiamo di anticiparci, e di trovarci in atterraggio alle 12, per esser fuori prima che rinforzi troppo.

Con Gabriele arriva anche Massimo, suo padre. D'accordo che sono di strada, ma hanno lasciato una delle auto all'atterraggio di Diecimo. Per Giovanni è più che un invito!
Parto per ultima, non mi capita quasi mai. Menomale in decollo c'è ancora Daniele col l'Atos.



Fuori c'è un bel po' di gente. Giovanni e Mario sono già verso Diecimo. Gabriele e la sua vela celeste giocano tra il Gromigno e Deccio, Paolo se ne va in giro tra Lammari e Pescia, insieme ad Ulisse, poi ogni tanto si rivede passare. 
Io giro la termica del Decollo, arrivo a 1300, poi però è solo discendenza. Non voglio appoggiarmi al costone, vabbè, penso, ho bucato anche oggi. Davanti a me Massimo con la sua up arancione, e Lucian con la vela bianca. Vanno verso Matraia, proverò anche io lì, sperando nella Pupporina, o nella termica del campanile.
Davanti a me Massimo inizia a salire, è debole, ma c'è, sul paese e verso il costone. Vado anche io. Giriamo insieme io e Massimo, ed ho come l'impressione che mi stia aspettando, si allarga, perché è più veloce, si appoggia al costone e lo seguo. Non mi capita spesso una termica in compagnia! Accidenti, abbiamo recuperato oltre 900mt, e siamo sul Gromigno.
Massimo parte per il traverso, io faccio ancora un paio di giri, ché il vario suona ancora. Adesso ho la quota per partire! 
Seguo la cresta: di fronte a me la croce di Brancoli, Anchiano, il decollo e l'atterraggio di Diecimo. Scelgo la rotta più breve e meno efficace. Mi affaccio sulla valle del Serchio con 1100mt ma non riesco ad appoggiarmi al costone. Gli altri, invece, passati dalla croce di Brancoli hanno agganciato il Bargiglio e girano tra il decollo, e Dezza.
Vado ad atterrare, felice. Era facile oggi, dicono. Ma ci sono anche io, questa volta, proprio quando sembrava di dover andare in atterraggio, ed è la prima per me. È una gioa.

La domenica inizia presto. La giornata è mossa, dicono le previsioni. L'appuntamento rimane fissato per le 12. Però prima ho voglia di andare a vedere Shila, e Rashid e Said.
Said il giorno prima è anche caduto in una buca. Sta lì di casa da quasi vent'anni. Possibile che non sappia dove mette i piedi? Ma le more probabilmente erano dolci.
Metto la sella a Shila, e Mauro inizia un discorso che suona così: allora oggi esci con Shila, sali qui a destra... 
Io? da sola senza il Bove?  Shila è tranquilla, Rashid segue ordinato la madre, ed io vado, nel primo giro fuori casa da sola. La cavalla ubbidisce, Rashid è curioso. Ogni tanto lo chiamo e m'illudo che sappia che parlo con lui. Seguo i sentieri, scegliendo le vie più facili, tra olivi e vigne. 
Mauro lo so è preoccupato ma non lo dà a vedere. Da un po' di tempo mi allena e mi propone solo cose che sono in grado di affrontare, ed oggi sono pronta ad andare da sola. 
Sulla strada del ritorno Said ci ha già sentiti, e chiama la sua amica. Rashid corre avanti, ha sentito la strada di casa.

Pronti per tornare in decollo, allora. Ivano ci chiede di andare prima, per un volo meno impegnativo di quello del sabato. Saliamo intanto in decollo, Giovanni si offre come autista. Su ci sono già i Delta.
Partono Ivano e Mauro, per il volo del mattino. Fuori è mossa. Molto. L'assimmetrica di Mauro fuori dal decollo ci mette un'infinità a risolversi. Daniele ripassa sul decollo, poi va a farsi un giro sulle Panie.
Arrivano i volatori senza fretta, e li guardo prepararsi e partire. Fuori mi sembra davvero troppo mossa, è sud, e anche abbastanza sostenuto.
Quando sembra mollare mi preparo, ed esco. 

C'è sud, sono lenta e per passare il bosco devo seguirlo per un po', e c'è solo discendenza. Punto sulla Pupporina. È il rilievo più a sud che ho davanti, spero in qualche bolla, per recuperare qualche metro e poi andare a vedere. Se stacca m'aspetto di trovarla lì.
Trovo solo discendenza: immagino di essere nella discendenza della termica ed è vero. Eccola, c'è!
Prima debole, poi più forte mi appoggia alla cresta e mi riporta in decollo. 
Verso il Gromigno, e Spazzavento, seguo il costone, poi mi affaccio verso Deccio, e rientro.
Accidenti se è mossa. Respiro quando mi sento sollevare un attimo prima che il vario suoni più forte e ...giro! Non solo solo orecchie, colleziono anche un bel paio di asimmetriche, una dietro l'altra, ho le mani sulle bretelle, pronta a contrastare e mi giro verso valle, per uscire da quella lavatrice. Per oggi mi pare possa bastare.
Basta poco e si calma. Il vario continua a suonare però, mentre riprendo fiato ho recuperato quasi 300 metri, senza far nulla.  Allora si può continuare! Torno sul Gromigno attaccandolo dal punto più alto. Ho voglia di nuovo di un traverso. Seguo il costone, come il sabato, indecisa se puntare verso la croce di Brancoli o ripercorrere la via più breve. Non ho molta efficienza: quando il costone si divide scelgo di nuovo di andare verso destra, perché temo che la quota non mi basti per superare la croce. Sono errori di parallasse, invece: la quota per passare c'era...

E per festeggiare aspettiamo il recupero con un rigenerante bagno nel Serchio! Non a caso nella mia attrezzatura da volo ho messo anche il costume e un asciugamano!

È lunedì, ma la testa è ancora sul Gromigno con la quota per passare. Ho scaricato le tracce, ho guardato  su xc quelle dei Bovi, e degli Uccellacci. Loro sono andati in giro per i monti, io ho fatto solo un paio di traversi. Ma c'ero anche io, a chiedere un passaggio, questo week end. Dopo un certo numero di anni passati a guardare.




mercoledì 25 luglio 2012

TRENTAQUATTRO


Ne abbiamo fatti volare trentaquattro. 

Sono i passeggeri della nostra giornata di promozione del volo libero in parapendio
Ne avevamo iniziato a parlare più o meno per la Befana, perché gli amici della Pro-Loco del Borgo erano rimasti piacevolmente sorpresi di Amelio e Silvio arrivati con Said con le ceste piene di caramelle, carbone e macchinine. 
Ed all'inizio ci avevamo creduto solo io e Marco. Ma Marco, il presidente, è un inguaribile ottimista. 
C'è giusto una timida mail di Massimo " io e mio figlio ci siamo". Massimo è di poche parole, si sa.
Il suo aiuto e quello di Gabriele saranno preziosi.

Pensammo allora di integrarci un po' meglio nelle attività del Borgo, in quella loro festa "Festival" della Birra, ma non solo, che si svolge praticamente per tutto il mese di luglio. 
Perché, d'accordo che non è proprio come giocare a bocce, ma i volatori sono persone più o meno come tutte le altre. Solo, hanno una passione che li porta a godere di un panorama privilegiato. Tutto qui.

Prepariamo quello che ci viene in mente. Il giornalino della festa, la Pro Loco, Facebook, un po' di mail a quegli amici che hanno sempre detto che avrebbero voluto provare e non sono mai venuti.

Per due settimane Stefanino e Gabriele hanno presidiato il gazebo, portando un imbraco, il bonanza, e un po' di foto. Gli unici prenotati per un biposto promozionale sono solo il figlio di Marco e qualche suo amico.
Ci tocca quasi dar ragione a quelli che ci dicevano di lasciar perdere...

E invece il fine settimana del 14 ecco che arrivano le prime timide prenotazioni.  Qualcuno allo stand, qualcuno per mail o telefono. Io e Marco riprendiamo fiato. 
Ci sarebbe davvero dispiaciuto. Anche di aver chiesto agli amici bipostisti di riservarci un sabato, per voli a metà prezzo.
Ci aggiorniamo con Gabriele per sms e mail, per non dimenticare nessuno. Siamo a 10, poi no... 18.
Martedì poi passo il giorno al telefono, siamo a 26, qualcuno continua a chiamare: il padre che vuole fare un regalo al figlio e poi si aggiunge la fidanzata, un'amica di Siena che incuriosita dai miei racconti porta con sé la madre e la sorella. E poi chi richiama per aggiungere la sorella, chi un'amico. Sono tantissime le ragazze.
Decidiamo di fermarci a trenta, con cinque piloti (Mirco, Lucia, Endrio, Francesco, Walter), e di accettare prenotazioni  fino a giovedì.

Nel frattempo abbiamo la disponibilità di una navetta del Comune, di Mario come autista, e di Ivano col pick-up. E dei ragazzi in decollo e in atterraggio.

A chi mi contatta il venerdì dico solo di presentarsi dopo le 17, senza impegno.

Già lo sapevo da tempo, ma io sabato 21 non ci sono. Si sposa mio zio, proprio quel sabato lì, e in Sardegna per giunta.  Passo giovedì e venerdì al telefono, al mare, e a leggere la posta dal telefono.
E il sabato a seguire gli aggiornamenti: le previsioni promettono vento nelle ore centrali, i passeggeri vengono convocati un'ora prima, e si spera che non sia troppo forte per decollare.

Sono stati proprio bravi i ragazzi, dalle 7.30 a preparare il gazebo in atterraggio, a preparare i turni, ad accogliere i passeggeri e portarli in decollo, a farli volare, senza perdere tempo, per non lasciare a terra nessuno. Marco ha passato al gazebo oltre 12 ore, senza allontanarsi mai.

Stanchi e soddisfatti, ne hanno fatti volare 34. Tutti quelli che si sono presentati.
Oltre ogni più rosea aspettativa. 
I passeggeri sono entusiasti. Chissà: qualcuno avrà voglia di fare il corso...




sabato 7 gennaio 2012

Primo Volo dell'anno

Tramonto a Diecimo
Pronti per il primo volo dell'anno. Il mio, almeno. Gli altri hanno già volato e ci sono già in giro le loro foto.
Speravo, ieri, in una Befana volante. E invece il nord-ovest con raffiche di oltre 30 Km/h ci ha impedito di fare qualsiasi cosa. Inaspettatamente per il sabato invece le previsioni sono confermate. Dopo un'oretta passata con Shila, sempre più rotonda nella gravidanza, sotto la supervisione del Bove, eccoci pronti alle 12 in atterraggio alle Pizzorne. Si va in decollo, c'è il vento giusto per partire.
Senza ulteriore attesa decolla Giovanni ed è subito chiaro che fuori c'è proprio poco. Ma in fondo è gennaio!
Quando è il mio turno devo riprendere un po' di dimestichezza con la vela, sono quasi due mesi che non volo! Senza zavorra, adesso, è ovvio. Sul Dragon ho deciso che metterò comunque un po' di piombo, ma oggi non serve davvero.

Mi porto a sinistra, cercando la termica della casina. In effetti ogni tanto il vario suona, e giro un po', in compagnia di Ulisse, qualche deboli bolla, con la soddisfazione di essere più in alto (ma è solo perché lui è un po' carico sulla vela nuova, ed io sono senza zavorra).

Poi mi lascio un po' fregare dai fumi della valle, mi sembrano molto schiacciati, da sud, e mi viene il dubbio che in valle il vento sia rafficato, e che stia aumentando. Controllo il gps, ma nonostante questo mi porto in direzione dell'atterraggio, per accorgermi, una volta lì, che vento non ce n'è neanche un po'.

Atterro, soddisfatta di esser rimasta almeno un po' per aria, per il poco che c'era.
Condivido in atterraggio le calzette avanzate: mandarini, noccioline, caramelle.

Poi a Diecimo. Anche i ragazzi hanno volato, e sono tutti in atterraggio.... ci sformo un po': l'avessimo avuta venerdì una giornata così che festa dell'epifania sarebbe venuta fuori!
Vado in decollo ad accompagnare Mauro, Giovanni e Marco per la planata della sera. È l'occasione per uno splendido tramonto vista mare!

venerdì 6 gennaio 2012

Befana a Diecimo

Abbiamo ripreso, quest'anno, la tradizione di aspettare la Befana in atterraggio, invitando i bambini.
Da quando ci sono io, confesso, la befana non l'ho mai vista, ed ero curiosa del risultato.
Quello che avremmo voluto, ovviamente è che Befana e Befanotto si spostassero col mezzo di locomozione che più gli confà... il parapendio!

Per tutta la settimana abbiamo consultato le previsioni, sperando in un cambiamento. Purtroppo il maestrale non ci ha permesso di volare, e abbiamo modificato un po' in  nostri piani. Qualche genitore ci ha creduto lo stesso e ha accompagnato i figli in atterraggio.

E per la gioia dei bambini la befana è arrivata a cavallo!



Grazie ad Amelio, a Silvio, a Mauro, a Said, a Shila

lunedì 24 gennaio 2011

Inversione Termica

Nella settimana in cui M. è passato di qua abbiamo provato ad andare a volare in tutti i giorni utili. Controllando il meteo tutte le sere e pianificando particolarmente a caso i nostri spostamenti. La piccola Aygo ha macinato una marea di km.

Intanto il meteo promette un pessimo fine settimana, allora puntiamo sul giorno più promettente: il giovedì.
Altri insieme a noi ci hanno creduto. Ben presto ci accorgiamo che quelli di noi che hanno preso ferie sarebbero potuti andare a lavorare con maggior successo. Le Pizzorne sono in nube, e a Diecimo la valle è libera ma il decollo è in nube. Andiamo in decollo ugualmente, magari tra un po' scalda e si apre...

Partiamo invece, uno alla volta, quando la nebbia sembra dare un po' di chiaro. Rotta verso sud, lontano dal costone e verso valle, fino a che non è tutto chiaro. È il mio primo decollo in nube. M. mi dice solo "se vuoi decolla. Vieni dritta e non aver paura". Dura meno di un minuto ma è emozionante! Chiaramente è solo una planata, ma sono contenta ugualmente.Vista da fuori la nube è appoggiata su tutto il costone, fino oltre il cucchiaio

A dispetto delle previsioni, sabato c'è vento a sufficienza per stare in dinamica e addirittura domenica c'è un bel sole. Arriviamo in decollo verso l'ora di pranzo. Gli altri sono lì dalle 11, a prendere il sole. Ci sono oltre 15 gradi. Però non c'è vento neppure per partire. Arriverà, per una planata, verso le 14. C'è anche chi torna in decollo per un secondo giro.

L'inversione termica vista dal decollo è bellissima. Non posso far altro che fotografarla...






lunedì 18 ottobre 2010

PIU' IN ALTO

Da qualche settimana le previsioni per i week end sono pessime, e cambiano di ora in ora.
È sempre più complicato pianificare un week end di volo, soprattutto adesso che parto da casa, insomma a oltre due ore di auto dal decollo.
L'unico modo è, appunto, guardare su web, telefonare, e comunque mettersi in viaggio.

Già lo scorso fine settimana il NE sembrava non dare tregua, e invece Diecimo ci ha regalato una insperata mezz'ora in dinamica, per sgranchirsi un po'. Alla fine eravamo in tanti in volo, a ricordarci che Diecimo ha proprio questo di bello: si vola un po' di più quando altrove proprio non si può.

Per sabato aspettavamo pioggia, prima o poi, e copertura totale verso le 14.
Abbiamo scelto, allora, di andare a Diecimo. In decollo sembra che non ci sia neppure aria per partire, invece poi un pallido sole fa capolino e decolliamo.
Senza zavorra, oggi, che le condizioni sono deboli e non serve. Fuori tiene poco e restiamo in dinamica attaccati al costone. Poi il vento si incanala sulla cresta accanto al cucchiaio, e stacca una debole bolla. Che bello galleggiare! appena supero il costone inizio a girare e arrivo oltre 900mt. Il sole non c'è più, sopra è tutto lattiginoso, nella valle c'è foschia.
Sono sola a quella quota, gli altri 400 mt più in basso raschiano il pendio, e non salgono. Mica per caso mi sto facendo aspirare troppo? Mi porto al centro valle e vado in atterraggio con le orecchie.

Più tardi, davanti a un caffè, subisco gli sfottò di chi avrebbe pagato pur di galleggiare così! Intanto fuori è iniziato a piovere...

lunedì 30 agosto 2010

DIECIMO

Il blog è rimasto un po' indietro: dopo una lunga serie di anni passati sui tasti di un PC sono passata al Mac! Devo trasferire un po' di cose ed il blog è una di queste.

Da qualche tempo guardiamo i siti meteo senza troppa convinzione. Fino alla sera prima promettono che la fatica di un viaggio valga la pena, poi, al mattino quando già si è per strada, cambiano improvvisamente, di quel poco che non amareggia i bagnanti ma che lascia a terra i volatori.

Così anche sabato sera controlliamo il meteo di domenica, e quindi ce la prendiamo comoda. Il meteo promette Est, e sostenuto. Anche la centralina in Pizzorne fin dal mattino: Est a 30km/h.
Invece poi il vento sembra diminuire, e decidiamo di andare ugualmente. Portiamo  anche il costume... al più si andrà a fare il bagno da qualche parte. Chiamiamo i volatori delle Pizzorne: ci hanno creduto un po' prima di noi e sono già in decollo. 

Così: destinazione Diecimo!
Andiamo in decollo, il vento sembra calato. La brezza di valle prevale. Decolla M., poi Francesco in bipo, poi io.  C'è abbastanza dinamica sul costone. Il sole sembra scaldare.
Sul costone ecco la termica! Inizio a girarla insieme al biposto, poi continuo da sola... fino a 1150 mt! È
la prima volta che arrivo quassù. Sono più alta di tutti. In decollo stanno arrivando gli altri, e diranno poi di non avermi riconosciuto. Antonio sostiene addirittura di avermi scambiato per M. (da non credere!).
Vado un po' in giro e poi torno in dinamica... Fuori si sta così bene che mi dispiace di non aver portato la macchina fotografica: c'è tutto un mondo da guardare con quei 200mt in più del solito!

Vado in atterraggio dopo un'ora di volo, e per una volta senza aver bucato!

Negli altri decolli della zona non ci sono condizioni per volare e allora biposti e scuole sono tutti a qui. Finalmente Diecimo pieno di vele in volo! Il pre-frontale sembra giovare a Diecimo. Oggi (lunedì) piove. 


lunedì 3 maggio 2010

ZENA

Basta uno sguardo veloce alla meteo, venerdì, per decidere che il nostro week-end in giro è da rimandare anche questa settimana.
Allora sabato rimettiamo la sveglia e siamo pronti per il volo del mattino, che non poi così sicuro che il pomeriggio si possa volare. Di domenica invece si sa già che dovrebbe piovere... 
E così arriviamo in atterraggio verso le 10.30. C'è già un'auto, si vedono all'interno le sacche dei para (inconfondibili!) e tre ragazzi giocano sul prato: chissà chi sono... nel frattempo arriva un'altra auto.
Vengono da Genova: Maria Carla, Giorgio, Luca, Emilia, Daniele. Da neo brevettati, ritornano a volare a Diecimo, dopo esserci stati qualche volta durante il corso, adesso che in Liguria la stagione estiva impedisce di volare sulla spiaggia.
Dopo le consuete osservazioni (non smaltite troppo sottovento, che poi non si riesce a rientrare), andiamo insieme in decollo per il volo della mattina. Per me è un volo in dinamica, però un po' tiene. 
Mentre mi presento sull'atterraggio sento una voce per radio che mi guida... quando atterra anche Emilia mi accorgo che abbiamo gli stessi colori e dall'atterraggio mi avevano scambiato per lei!
Torniamo su per il volo del pomeriggio. Nel frattempo è arrivato anche Marco, con 4 porzioni di baccalà prese alla sagra ad Anchiano e che riuscirà anche a portare a casa per cena.
In decollo il vento sembra rinforzato un po'. Io aspetto. Marco invece decolla e con l'aiuto di M. per radio inizia a girare le termiche: sopra Dezza arriva a 1400 mt!
Poi decollo anche io, e qualche suggerimento per girare lo seguo, con Lucia in bipo che aspetta che lasci la termica per sfruttarla senza darmi fastidio.
In atterraggio, poi, decidiamo di fare un salto anche noi alla sagra del baccalà, ma niente, è già finito. 
Ci consoliamo con una birra da Bruton, prima di riprendere, in direzioni diverse, l'autostrada.