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giovedì 5 giugno 2014

LUCCA e LA GARFAGNANA

(pubblicato sul n. 249 di Volo Libero FIVL, maggio 2014)


su un'idea di Luciano Cassiago.

La prima volta che sono stata a Lucca, da sola, avevo ancora la vela scuola. Coi 1500 mt recuperati sull’atterraggio, iniziati a girare nel debole bip-bip del vario per il solo gusto che il volo durasse un po’ di più. La città si avvicina maestosa, con le Mura seicentesche, e i prati  delle corse campestri degli anni della scuola. Sulla carta sono solo 13 km, ma appena metti giù i piedi a porta San Jacopo, la gioia è così tanta che non puoi non telefonare a casa “babbo, sono a Lucca!” “Ma non ci vai tutti i sabati?”. Già, ma oggi ci sono arrivata in volo, e da sola per giunta.

Lucca e la Garfagnana

Costeggiando il fiume, appena ci si affaccia oltre Valdottavo, la valle del Serchio si apre alla vista di chi percorre verso nord la provinciale Ludovica o la Statale del Brennero e dell’Abetone. Il decollo di Diecimo, la croce di Brancoli, boa per chi fa il traverso dalle Pizzorne, e verso nord, il Prato Fiorito: in pochi km, a nord di Lucca, si concentrano tre campi di volo, adatti a tutte le esigenze: allievi e principianti, domenicali che aspettano la sera,  piloti esperti a caccia di cross impegnativi, turisti per una passeggiata tra le nuvole.

Da quasi trent'anni a Diecimo si viene ad imparare a volare. Due scuole formano qui i loro allievi, ed altre ci raggiungono in prossimità degli esami.  È un’isola felice: quando nel resto della Toscana la meteo  è avversa, ritorna anche chi qui ha imparato a staccarsi dal suolo e poi ha spiccato il volo per altri decolli: Diecimo stupisce per la sua capacità di farci volare quando altrove tutti stanno a terra.

È la morfologia della valle che regala voli insperati in dinamica o termodinamica per ogni stagione dell'anno: la conformazione del costone e della valle del Serchio che lo fiancheggia permettono un perfetto allineamento della brezza che si incanala da sud.  I venti da nord e da est vengono attenuati dall’Appennino o dalle Pizzorne, e il sud prevale , e te lo trovi dritto in decollo. Qui per volare un po’ di vento ci vuole,è bene dirlo, perché il decollo è piuttosto corto e non permette grandi prese di velocità.

È un volo molto spesso stanziale, ma se si riesce a far quota, almeno 1500 mt, anche da Diecimo si parte per il cross, verso le Pizzorne o Prato Fiorito, magari, in giornate speciali, ad ovest verso il mare. Più facile però venire ad atterrare a Diecimo dalle Pizzorne, seguendo il crinale verso nord-ovest, o nelle giornate buone, da Prato Fiorito passando la Val Freddana e sorvolando il ponte del Diavolo, che rappresenta questa parte di Garfagnana ed i ragazzi del Club di Diecimo hanno disegnato sulle maglie da qualche tempo.

L’altopiano delle Pizzorne si affaccia sulla piana di Lucca, sui monti pisani e sul mare, offrendo un meraviglioso scenario naturale e culturale. Oltre al superbo panorama sulla città famosa in tutto il mondo per le sue bellissime mura circondate da vasti prati - ottimi atterraggi-  e per il suo centro storico, da qui si vede il mare in lontananza, la catena delle Apune e dell’Appennino e si sorvolano sulla via dell’atterraggio le famose ville seicentesche che caratterizzano questo angolo d’Italia davvero affascinante.

Il sito di volo è di quelli completi, in termini di opportunità di volo e di condizioni: i piloti meno esperti sceglieranno gli orari più calmi del mattino o della sera, per la gioia di una planata sulle principesche Ville di Marlia, con i  loro  curatissimi parchi, e su splendide distese di ulivi e casali in pietra, badando però di non baloccarsi strada facendo, ché in atterraggio si arriva in efficienza ma senza troppo margine e per buona parte del volo sotto i piedi si hanno solo boschi, ulivi, e vigne.

Nelle ore centrali dei giorni di primavera, ed in estate,  le Pizzorne regalano frizzanti voli in termica e interessanti opportunità di cross. Un paio di termiche di servizio consentono solitamente di spostarsi a sud verso  Lucca, ad ovest verso il Serchio e Diecimo, oppure ad est verso Pescia e Collodi. Nelle giornate davvero buone, è poi possibile arrivare a nord fin verso l’Appennino, per rinfrescarsi con una birra da Beppe a Prato Fiorito. Il volo è un po’ impegnativo, soprattutto nelle ore centrali: le termiche che si staccano a volte sono solo bolle, strette e  frastagliate dal maestrale del pomeriggio.

Il volo che riempirà gli occhi ed il cuore di chi avrà la fortuna di compierlo è quello che porta dal decollo delle Pizzorne fin sopra la città di Lucca. La magia non sta tanto nei 13 km di pianura, con i loro punti di sgancio delle termiche piuttosto prevedibili e ripetitivi, quanto nel sorvolare uno dei centri cittadini meglio conservati d’Italia ed atterrare ai piedi delle sue maestose Mura, smaltendo la quota residua davanti agli occhi affascinati di migliaia di cittadini e turisti.

Il sito ospita anche un cospicuo numero di deltaplanisti, per i quali è un vero paradiso: è l’unico decollo raggiungibile completamente in auto, sotto il pilone dell’Alta Tensione che dà nome al club locale, pochi passi sul prato e via,  verso la piana, l’Appennino, o le Apuane. Il volo è un po’ tecnico, le termiche strette. C’è Daniele con l’ala rigida, che ogni tanto lo perdi di vista e ti telefona dal Mugello, dalla Maremma o dal Subasio, e ti chiede soltanto di recuperargli l’auto...

Di Prato Fiorito, da pollo, respiravo l'attesa. Quella che ti fa fermare sulla strada per il decollo consueto a traguardare se di neve ce ne fosse ancora e a stimare quando sarebbe potuta iniziare la stagione. Conoscevo la luce negli occhi di chi -se il meteo prometteva- riusciva a lasciare il lavoro alle 10 del mattino per andare lì a volare. Ma solo quando sei là fuori ne scopri la magia.
È un volo in termica, impegnativo e generoso. Un immenso prato verde per decollare. E camini sulla parete rocciosa a sud dove si sale velocemente e con forza; in pochi istanti si è già sul culmine del Prato, a guardare il Mosca, il Tre Potenze, il Rondinaio, e tra loro l'Orrido.
L’Orrido di Botri è una spaccatura nella montagna, una lama stretta, un’aspra gola calcarea dalle ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del Rio Pelago. L’avevo visto, da dentro, in un percorso di 5 ore scendendo dentro l’alveo del torrente con muta, imbraco, discensori e corda accompagnata dalle guide di torrentismo.  A vederlo dall’alto, l’Orrido fa davvero paura. Di qui comincia l'appennino Tosco Emiliano. Di là dalle creste l'Emilia, e nelle domeniche di sole spuntano le vele di chi, proveniente da quella parte, è animato dallo stesso spirito.

Il giro del pollaio lo chiamano quelli bravi. Si risale la cima del Prato Fiorito, si fa quota, ci si sposta sul Mosca, e poi di lì si attraversa l’Orrido verso il Rondinaio, il Tre potenze, di nuovo il Mosca per atterrare da Beppe, o di nuovo sul Prato, dopo un giro sul Coronado, per il top sulla sella accanto al decollo. In questo cross non ci sono atterraggi di fortuna, di nessun tipo. Si fa top su quell’immenso panettone brullo che è il Prato Fiorito, c’è tutto lo spazio che si vuole. Se proprio non ci si fa a salire nei camini, si atterra giù in valle, a San Cassiano dove c’è un unico campo in discesa.  Anche atterrare da Beppe, accanto al parcheggio, è piuttosto impegnativo.
Per chi invece torna sul Prato con abbastanza quota, c’è la possibilità di un cross verso Diecimo, o le Pizzorne, tenendo d’occhio il bosco da attraversare ed i pochi atterraggi alternativi nella valle del Serchio.

La zona di Lucca, allora, vale sicuramente una visita, sia culturale che con la vela al seguito. I tre siti  offrono condizioni e possibilità di volo variegate ed adatte a tutti i livelli. Innumerevoli le alternative al volo per chi vuole arricchire la propria vacanza.

Il paesaggio è variegato e suggestivo, aspro a volte, l’alternarsi di creste e colline prepara dolcemente l’avvicinarsi dell’Appennino e delle Apuane. Verso sud i paesi arroccati al sole sui costoni lasciano il posto alle Ville maestose delle famiglie principesche, e attraversando la piana fanno desiderare le Mura della città. Il fiume Serchio e la sua valle non molto ampia raccolgono la brezza e modificano i venti regalando voli insperati in ogni stagione.  Sono boschi di castagni e querce, e olivi e vigne che profumano e colorano la primavera, e rendono ogni chilometro percorso una conquista e una gioia.
Sono chilometri densi: di volo, di natura, di cultura, di buon cibo. Come certi week end.

Infine l’elemento soggettivo, non perché sia meno importante ma proprio perché è speciale: qui da noi un sorriso, una battuta, un aiuto, non lo si nega a nessuno. Fate attenzione quindi perché questo posto, la sua gente, i suoi voli, vi rimarranno nel cuore e vorrete sicuramente ritornarci.
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Per chi non vola:
un giro in centro a Lucca, e sulle mura; il percorso della marcia delle ville a Marlia;  prendere  il fresco sull’Altopiano delle Pizzorne; il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano; Canyoning nell’Orrido di Botri o nel Rio Selvano;  Rafting nella Lima;  Escursioni sul Prato Fiorito : trekking, cavallo, montain bike, quod.
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Diecimo:

43°58’39.36″N, 10°30’13.32″E,  720m slm,
     Esposizione: Sud, decollo rovescio da preferirsi. Vento talvolta rafficato.
43°58’5″N, 10°31’22″E, 52 m slm

para2.jpgAllievi & principianti, piloti esperti.
Volo in dinamica / termodinamica.
Top Landing impegnativo per la termica di servizio e gli alberi.

deltaplano.jpgNecessita di un po’ di strada a piedi per raggiungere il decollo.


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Pizzorne
↗  43.93402 N, 10.58442 E , 940 m slm, Esposizione: Ovest
↘  43.89997 N, 10.57112 E, 71 m slm

para2.jpgPiloti esperti. Principianti solo nelle ore serali/mattutine
Volo in termica.
Top Landing non possibile per la presenza di cavi elettrici e antenne.
deltaplano.jpgPerfetto  per il deltaplano.


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Prato Fiorito
↗   44.05403 N, 10.62032 E, 1200 m slm, Esposizione: Sud. Immenso.
 Top Landing, ovunque sul Prato Fiorito.

para2.jpgPiloti molto esperti. Molto impegnativo nelle ore centrali. Per il cross non ci sono atterraggi di emergenza, di nessun tipo.
Piloti poco esperti : solo nelle ore calme (serali/mattutine) con atterraggio a San Cassiano. Volo in termica.
deltaplano.jpgn/a. Si sorvola  provenendo dalle Pizzorne, o dall’Appennino.

lunedì 1 luglio 2013

LA MAGIA DEL PRATO FIORITO

C'è la festa, su al Prato. Dal tramonto al tramonto.

Dei volatori non c'ha creduto quasi nessuno. Incerti sulla meteo che promette basi a duemila ma copertura totale a partire dalle 14. Sabato sera Whatsup mi mostra il windgram insieme all'invidia di chi deve ripartire. Domenica guardo le blipmaps, e la copertura è proprio lì, dal Prato Fiorito verso l'appennino. Quella copertura prevista per il primo pomeriggio fa rinunciare i più. C'è chi dice che in Pizzorne sarà migliore e che a Prato Fiorito magari ci verrà in volo.

Alle 11 la voce squillante di Marco il dentista ci avverte che lui è già lì sul Prato, per la festa e un po' di trekking, ovviamente ha con sé la vela. Si va sul prato è deciso! Io e M. con due auto, per l'eventuale recupero. La rossa è alla sua prima gita, la lasciamo a San Cassiano. 

Il Prato è davvero magico. Non c'è quasi vento. Si stanno formando i cumuli sul Mosca, e ce ne sono oltre la valle. Il panorama è magnifico. Si sale a piedi, senza aspettare oltre, che, se la copertura avanza a coprire il sole, le termiche si spengono e ci tocca atterrare.

La salita sul Prato è come sempre impegnativa, coi miei 20 kg di zaino e poco allenamento. 
Riprendo fiato e mi preparo. Sta cumulando: è bellissimo. 
Esce M. a far da cavia, e sale subito, gratis. Tocca a me; non salgo, anzi. Mi porto davanti ai camini per recuperare un po' di quota. La termica è lì fuori, appoggiata al costone, basta recuperare i primi metri poi è tutto più facile e il cumulo sopra il Prato tira su che è un piacere. Non c'è quasi neppure bisogno di girare. Sento la cabrata, il vario fischia forte, mollo i comandi, appoggio le mani sulle bretelle, respiro e mi preparo alla picchiata che seguirà. In pochi secondi ho recuperato quasi 400 metri. Il vario registra un +7.5.





È bellissimo e dolce. Sugli appennini c'è un tetto bianco proprio sopra la nostra testa, invitante. Mi dirigo verso il Mosca, sullo spigolo anzi sono ancora più alta, faccio due giri e proseguo sul costone, verso le Tre Potenze. L'Orrido è alla mia sinistra, ed oggi posso ammirarlo in tutto il suo splendore. 
Accanto al Rondinaio un aereo di linea ha la mia quota. Che ci fanno così bassi? Ma lo sanno che ci siamo anche noi? Proseguo finché il vario debolmente suona.  Poi decido di rientrare.  
Non fossi stata da sola, oggi sarebbe stata perfetta per il giro del pollaio, come lo chiamano quelli bravi.

Nel frattempo M. è andato ad atterrare da Beppe. L'altoparlante della festa lo saluta. Aspetteranno inutilmente anche noi, ma Marco è andato ad atterrare giù a San Cassiano (tornerà su con la rossa), e io so bene che quell'atterraggio non è proprio adatto a me... e poi: ho da proseguire il mio giro! Sorvolo la festa a 1900 mt poi di nuovo a spasso sul Prato. Vado a smaltire sul Coronado, e sono pronta per il top.

Ci godiamo la festa. Scopro con piacere che sindaco, assessore, organizzatori sono ex volatori, di quelli dei tempi che furono. I primi a volare nella valle. C'era il Betti, ricorda M. "Ma sono io il Betti!" ribatte il sindaco: in vent'anni deve essere un po' cambiato...
È ora di rientrare ma ecco c'è un' altra vela sul Mosca, fa un paio di giri ed atterra da Beppe: è Endrio arrivato dalle Pizzorne, in tandem. Dichiarata vale doppio...

lunedì 10 settembre 2012

SOTTOVOCE

Sabato ho perso la voce. 
Non saprei dire come, eppure la mattina c'era quando con Shila e Rashid sono andata a passeggiare insieme a Maurizio e Mif. Tanto più che io con Shila ci parlo, e anche con Rashid. Non che dica delle cose sensate, però ho l'illusione di farle sentire la mia presenza di fronte a quelle cose colorate che proprio non le piacciono.

Nel pomeriggio il mio volo in Pizzorne non è stato un gran che: discendenza e un po' di chiusure; ho anche collezionato un nuovo fuoricampo. Mi consolo con una mezz'ora a Diecimo. Giovanni, ovviamente, c'è arrivato in volo.

Poi di corsa a far la spesa per la grigliata del club, che non si sa mai quanti siamo...
C'è Marchino che ha mantenuto le promesse: ha portato il sole, un po' d'estate, un po' di musica, insieme al suo amico Federico. La serata è piacevole, quasi calda. Allegra.
Per la mia voce è comunque un disastro. Pazienza, tornerà.

Domenica si va a Prato Fiorito! I ragazzi si sono organizzati mentre io preparavo la cena, e mi danno appuntamento per la mattina alle 11. 
Prima di andare, però, io e Mauro andiamo a far gli zoccoli a Shila e a Said. Said è senza ferri da qualche mese, nella speranza che gli crescano un po' le unghie. 

Pronti! alle 11 in atterraggio a Diecimo, per fare i conti delle auto. La mia ovviamente non è disponibile, e non solo perché è minuscola ma anche perché ho tutte le cose della grigliata, da riportare a casa.
Insieme agli altri arrivano anche Lele in scooter, Massimone insieme a Gabriele, Gianpiero con Libero, il suo cane. Alessio ci aspetta al bar, a San Cassiano.

A Prato Fiorito troviamo anche i volatori della Versilia.
In decollo c'è un bel po' di vento, ci sarà da aspettare. Nel frattempo parte Pietrino, e il Bove lo segue (ma chi era quella vela gialla?? ), fa il suo giro e viene a far top. Fuori, dice, anche se non è bella come il giorno prima, vento non ce n'è. L'aria che è in decollo è la termica.

Partono Lele e Massimone, con un bel po' di vento. Ma loro hanno anche una bella stazza che li aiuta.
Aspetto un po', poi ci prepariamo più bassi, e si parte sulla pausa.
Ho le istruzioni per il giro del pollaio, ma mi concentro sul primo step: almeno 1500mt per andare sul Mosca. Ci sono stata in bipo, diverso tempo fa. ...
Ce l'ho anche io oggi quota per andare!
Parto per il traverso, mi appoggio sul Mosca, lo seguo per un po' ma non trovo altro. Davanti a me Gabriele invece punta per il Rondinaio.
Decido di rientrare, là sotto ci sono anche i campi accanto alla capanna di Beppe. Invece ho quota e torno in decollo a far top!

Riparto per un nuovo giro, fuori si sta spengendo, mi pare, trovo per salire solo in fondo, sul boschetto. M'accontento, per non andare ad atterrare giù a San Cassiano, torno in decollo e piego. Mario e Alessio hanno fatto top da Beppe, e ci aspettano davanti a un panino.

Massimo per radio chiama il figlio: Vieni a far top? Che più o meno significa: è un'ora e mezzo che sei lì fuori, siamo atterrati tutti, giù al bar non c'è nessuno, ne hai per molto?
Maurizio che ha preferito volare in aria più calma fa top e riparte: non troverà per risalire e ci aspetterà al bar.
Il ponte del Diavolo - Gabriele in arrivo al Borgo
Gabriele atterra. Dice due cose e poi riparte... sembrava non ci fosse niente ed invece lo perdi un attimo di vista ed ha già fatto di nuovo duemila. 
Dopo un po' lo si sente per radio: è entrato nella valle, e prosegue verso sud. Già che c'è, s'è dimenticato di lasciare la chiave della Corsa. Massimo scuote la testa: si vede che Gabri aveva voglia di un po' di chilometri. 
Poi telefona. Mentre noi si piegava le vele, perché la giornata ci sembrava conclusa, Gabriele andava ad atterrare al Borgo! 

Davanti a un prosecco, Alessio commenta con i suoi concittadini la fortuna del principiante...

lunedì 9 agosto 2010

CI SONO PIÙ STELLE QUESTA SERA

Sabato e domenica a Prato Fiorito, con le vele, le tende, la brace ed il vino. Meteo permettendo.
Questi gli ingredienti per un week end di inizio agosto.
Dopo il volo in Pizzorne, ci fermiamo a far la spesa e partiamo: direzione Prato Fiorito.

Oltre alle vele in macchina ci sono tenda sacchi a pelo e anche tre litri di Cannonau preso nelle recenti vacanze in Sardegna, e un po' di grappa di Morellino. Mauro mette a disposizione il carrello del cavallo per trasportare il tutto più comodamente.

Ivano insieme ad Antonella e i nipotini sta già preparando il campo. Maurizio prepara la station-wagon come una camera da letto (la pulisce con l'aspirapolvere prima di stendere il sacco a pelo, ha portato anche il pigiama!).
Si prepara il fuoco per la carne alla brace e Mauro cucina un'ottima pasta aglio e olio. Carlo ha portato i pomodori del suo orto. Appena il sole tramonta inizia a scendere la guazza, M. indossa oltre al pile anche la tuta da volo e il sottocasco. Ci scaldiamo con il Cannonau (12,5 °) e poi intorno al fuoco con vin santo e grappa.
Il cielo è limpido, l'inquinamento luminoso quasi assente, tanto che Giovanni commenta: ci sono più stelle questa sera ... forse il doppio!

Per colazione latte, caffè e nutella poi attendiamo che il vento giri per andare in decollo. Al mattino non ci sono ancora cumuli, e il vento sembra provenire da nord. Attendiamo al sole.

Verso le 13 andiamo in decollo, mi preparo accanto a M., parte Carlo poi M. , poi decollo anche io.
Il mio volo dura - dice il gps- solo 15 minuti ma è emozionante. mi porto sulla parete per farmi sollevare dalle termiche che salgono nei camini, per poi percorrere la sommità del monte e riportarmi di nuovo sopra la parete per girare l'aria che si incanala nelle pieghe della montagna. Quota massima 1.450mt !
Il vento è in po' rafficato, però, e sta aumentando di intensità. Scelgo il prato e mi preparo al mio primo top!

lunedì 10 agosto 2009

CHE ALBA!

Ci ha svegliati così, Gianni "Cibo" verso le 5,30...
A Livorno fa davvero un caldo insopportabile, e anche sulla costa grossetana, a dire il vero.
Così, mentre M. approfitta di una settimana di ferie per andare a volare sulle Dolomiti, organizziamo un week-end a Prato Fiorito. Cena alla brace, pernotto in tenda: già pronti al mattino per il volo delle 10.

L'idea è quella del volo della sera a Diecimo, la spesa e poi tutti insieme a Prato Fiorito. In atterraggio ci sono anche Gianni e Vale che si lasciano convincere ad aggiungersi a noi, intanto per cena per il pernotto poi si vedrà. Partiamo un po' tardi, tra il recupero da aspettare (c'è nord in decollo e M. e Carlo devono scendere in auto insieme agli altri), Gianni che sbaglia strada, non c'è tempo di fermarsi all'atterraggio di San Cassiano se vogliamo montare le tende prima che faccia buio.

Antonio, Cristina ed il piccolo Andrea hanno la tenda Quequa che si apre in 2 secondi, Carlo monta una igloo, Mauro una 4 posti verandata che ospiterà anche Gianni e Valentina (ma come? avete avvertito i vostri figli che non rientrate e poi invece prendete la strada di casa?) ed io la mia piccola Ferrino 2 posti ultraleggera. Sembra, dicono, una piccola tenda monoposto. Che motivo c'è, incalzano, di portarsi una tenda da MTB quando si è venuti in auto? M. la guarda perplesso e si chede se riusciremo ad entrarci tutti e due, di sicuro rimpange la sua igloo 4 posti che gli ho fatto lasciare a casa.

Per cena bistecchine di maiale, salsiccia, schiacciata calda, birra e un po' di vino. Anche due trote che non s'è capito bene Gianni come ha fatto a procurarsi.
Non manca di farci notare che non abbiamo portato l'indispensabile alle notti accanto al fuoco: la grappa!

Durante la notte Gianni accusa un po' il freddo (ha solo la tuta di volo, il sacco a pelo lo ha lasciato a Valentina) e quindi non manca occasione di svegliarci per renderci partecipi.

Colazione con calma, latte e nutella. Poi torniamo a San Cassiano per vedere l'atterraggio (sì, quello accanto al cimitero), poi di nuovo su per il voletto del mattino.
Però tra una cosa e l'altra (a scendere e salire ci vuole più di un'ora, e poi a piedi fino al decollo) non è poi così mattina, e in più verso nord si stanno addensando le nubi. In valle c'è il sole, si va.

Decolla M. io lo seguo, poi Antonio aspetta che torni un po' di vento. Mauro e il Bove sono già in aria. Fuori per i miei gusti è un po' frizzantina, come al solito sono leggera e già in decollo non avanzo molto: ho già pronto lo speed.
M. mi aspetta là fuori e cerca le discendenze (!!) per mantenere la mia quota.
Faccio la mia planata tenendomi sempre discosta dalla montagna, che lì l'attività è più forte. Sopra le case di San Cassiano si sale a +2, perciò smaltisco sui campi prima di entrare in atterraggio. Mauro e Mauro sono già atterrati.
M. mi ha seguito fino in atterraggio, e quindi atterra anche lui. Anche oggi rinuncia ad un volo tutto suo per seguirmi in aria.
Sopra di noi Antonio è altissimo. È salito gratis fino a 1600mt, senza neppure girare le termiche, e dal decollo si preoccupano che non si renda conto e si faccia aspirare. Arriva in atterraggio tutto contento anche lui per il primo volo a Prato Fiorito, ha anche la traccia del GPS.

Per me e per i fratelli è il primo volo qui. Siamo entusiasti.
Adesso devo studiare il modo di metter su un po' di zavorra: i 6Kg di piombi da sub di M. potrebbero andar bene.

lunedì 3 agosto 2009

MONTE PRATO FIORITO

Di Prato Fiorito conoscevo l'attesa. Quella che ti fa fermare sulla strada per il decollo consueto a traguardare se di neve ce ne fosse ancora e a stimare quando sarebbe potuta iniziare la stagione.
Conoscevo la luce negli occhi di chi -se il meteo prometteva- riusciva a lasciare il lavoro alle 10 del mattino per andare lì a volare.

Domenica mattina siamo pronti per Prato Fiorito. La mia vela è in macchina certo, ma per il volo del rientro a Diecimo anche se ci fermiamo a dare un occhio in atterraggio.
Su da Fiorella gli altri sono già arrivati. Tu voli? mi chiedono. No, grazie. Per me è presto, e comunque non a quest'ora. Ti va un biposto? Accidenti se mi va un biposto.

Già sul decollo Prato Fiorito è splendido, sembra un grande panettone. In aria il panorama è incredibile, l'avevo visto salendo in macchina, ma così da vicino mi lascia senza fiato.
Proseguiamo il giro, c'è un po' di attività termica per salire ma non abbastanza da far abbastanza quota per andar via. Giochiamo con M. e con Giovanni a sfruttare le loro strategie, se azzeccate, o nel cercarne di nuove, a caccia delle piccole bolle che si stanno staccando.

Atterriamo vicino al bar. Non m'è sembrato davvero un volo turistico: adesso lo so cosa ci viene a fare M. quassù. Io, col parapendio solista, ci metterò degli anni...