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lunedì 6 ottobre 2014

week end di fine estate

Gli amici si preparano ad andare sul Sumbra, per me, per il mio ginocchio, è ancora presto.
I windgrams dicono sia buona solo a Diecimo, e allora capita di salire in decollo al primo giro, a prendere il sole, che sembra ancora estate, e la giornata ancora non è partita.

Arriva in decollo chi a Diecimo più o meno ha fatto giusto l'esame, e ti trovi a spiegare che di là c'è la croce di Brancoli, e ci si dovrebbe appoggiare su quella gobba per passare la valle del Serchio, che a nord c'è il Prato Fiorito e poi l'appennino, e ad ovest le Apuane, e di là da quella cresta il Prana e, di fronte, Camaiore. 
Che buffo, sai: il pollo di casa che racconta di creste sognate, dove non è stato mai, a chi mentre parli è già a farsi i conti della quota che serve per passare.

Ed oggi? Oggi è nord-est, sarebbe da andare al mare, dico. È giusto lì dietro. Magari, penso. Sarei dovuta andarci con la quota di marzo , a saper la strada.
Stessa frequenza, si gira insieme la prima termica. Parte sulla cresta. Parto anche io.

La cresta tiene, ma solo un po', e sullo spigolo macché non c'è la termica che mi aspettavo...
Dietrofront! sono controvento e la cresta ovviamente non tiene più. 
Ma quanti c@@o di boschi ci sono a Diecimo! Li ho visti piuttosto da vicino, pianta per pianta. Quanto sono lunghi 5 minuti per venirne fuori!

La radio mi suggerisce d'appoggiarmi lì a sinistra, che senz'altro un po' darà. M'aspetta parcheggiato sullo spigolo, fino a che non mi vede al sicuro su Dezza, poi lo vedo partire verso ovest.

Amelio ha lasciato la termica e s'è parcheggiato a vedere dove diavolo andrò a finire. M'aspetterà in atterraggio per dirmene quattro...

Sbuca inaspettata da Valdottavo la vela viola. È andato a Camaiore ed è pure rientrato. 
Io, se mai da Diecimo passerò il Prana, di sicuro andrò ad atterrare al mare, per godermi l'ultimo bagno dell'estate. Il bikini è da sempre nel cockpit.



Domenica i wingrams lasciano sognare.
Propongono basi a 2000 in Pizzorne e 2500 a Diecimo. Siamo tutti qui.
Abbiamo scherzato, eh, dovrebbero scrivercelo in fondo.

È un esercizio di pazienza, invece. Metro su metro, i picchi che gli altri hanno registrato io non li ho trovati, e volare senza zavorra stavolta davvero aiuta.

Palazzina, antenna, decollo, Gromigno. Avevo voglia oggi di tornare a Diecimo, e di andarci in volo. È ancora nord est sopra le creste, debole debole, quello che serve.
Davanti a me c'è un delta parcheggiato: posso partire anche io.

Tengo d'occhio l'altimetro e finalmente questa volta non mi faccio fregare dalla parallasse. La croce di Brancoli è intorno ai 700mt, e ho ancora quota da spendere, non sono così bassa. 

A Diecimo si sale poco, giusto un giro per Dezza, con Ulisse che gioca con il Rush 4.

La vela viola nel frattempo sta tornando in Pizzorne con una quota davvero ridicola.

giovedì 5 giugno 2014

LUCCA e LA GARFAGNANA

(pubblicato sul n. 249 di Volo Libero FIVL, maggio 2014)


su un'idea di Luciano Cassiago.

La prima volta che sono stata a Lucca, da sola, avevo ancora la vela scuola. Coi 1500 mt recuperati sull’atterraggio, iniziati a girare nel debole bip-bip del vario per il solo gusto che il volo durasse un po’ di più. La città si avvicina maestosa, con le Mura seicentesche, e i prati  delle corse campestri degli anni della scuola. Sulla carta sono solo 13 km, ma appena metti giù i piedi a porta San Jacopo, la gioia è così tanta che non puoi non telefonare a casa “babbo, sono a Lucca!” “Ma non ci vai tutti i sabati?”. Già, ma oggi ci sono arrivata in volo, e da sola per giunta.

Lucca e la Garfagnana

Costeggiando il fiume, appena ci si affaccia oltre Valdottavo, la valle del Serchio si apre alla vista di chi percorre verso nord la provinciale Ludovica o la Statale del Brennero e dell’Abetone. Il decollo di Diecimo, la croce di Brancoli, boa per chi fa il traverso dalle Pizzorne, e verso nord, il Prato Fiorito: in pochi km, a nord di Lucca, si concentrano tre campi di volo, adatti a tutte le esigenze: allievi e principianti, domenicali che aspettano la sera,  piloti esperti a caccia di cross impegnativi, turisti per una passeggiata tra le nuvole.

Da quasi trent'anni a Diecimo si viene ad imparare a volare. Due scuole formano qui i loro allievi, ed altre ci raggiungono in prossimità degli esami.  È un’isola felice: quando nel resto della Toscana la meteo  è avversa, ritorna anche chi qui ha imparato a staccarsi dal suolo e poi ha spiccato il volo per altri decolli: Diecimo stupisce per la sua capacità di farci volare quando altrove tutti stanno a terra.

È la morfologia della valle che regala voli insperati in dinamica o termodinamica per ogni stagione dell'anno: la conformazione del costone e della valle del Serchio che lo fiancheggia permettono un perfetto allineamento della brezza che si incanala da sud.  I venti da nord e da est vengono attenuati dall’Appennino o dalle Pizzorne, e il sud prevale , e te lo trovi dritto in decollo. Qui per volare un po’ di vento ci vuole,è bene dirlo, perché il decollo è piuttosto corto e non permette grandi prese di velocità.

È un volo molto spesso stanziale, ma se si riesce a far quota, almeno 1500 mt, anche da Diecimo si parte per il cross, verso le Pizzorne o Prato Fiorito, magari, in giornate speciali, ad ovest verso il mare. Più facile però venire ad atterrare a Diecimo dalle Pizzorne, seguendo il crinale verso nord-ovest, o nelle giornate buone, da Prato Fiorito passando la Val Freddana e sorvolando il ponte del Diavolo, che rappresenta questa parte di Garfagnana ed i ragazzi del Club di Diecimo hanno disegnato sulle maglie da qualche tempo.

L’altopiano delle Pizzorne si affaccia sulla piana di Lucca, sui monti pisani e sul mare, offrendo un meraviglioso scenario naturale e culturale. Oltre al superbo panorama sulla città famosa in tutto il mondo per le sue bellissime mura circondate da vasti prati - ottimi atterraggi-  e per il suo centro storico, da qui si vede il mare in lontananza, la catena delle Apune e dell’Appennino e si sorvolano sulla via dell’atterraggio le famose ville seicentesche che caratterizzano questo angolo d’Italia davvero affascinante.

Il sito di volo è di quelli completi, in termini di opportunità di volo e di condizioni: i piloti meno esperti sceglieranno gli orari più calmi del mattino o della sera, per la gioia di una planata sulle principesche Ville di Marlia, con i  loro  curatissimi parchi, e su splendide distese di ulivi e casali in pietra, badando però di non baloccarsi strada facendo, ché in atterraggio si arriva in efficienza ma senza troppo margine e per buona parte del volo sotto i piedi si hanno solo boschi, ulivi, e vigne.

Nelle ore centrali dei giorni di primavera, ed in estate,  le Pizzorne regalano frizzanti voli in termica e interessanti opportunità di cross. Un paio di termiche di servizio consentono solitamente di spostarsi a sud verso  Lucca, ad ovest verso il Serchio e Diecimo, oppure ad est verso Pescia e Collodi. Nelle giornate davvero buone, è poi possibile arrivare a nord fin verso l’Appennino, per rinfrescarsi con una birra da Beppe a Prato Fiorito. Il volo è un po’ impegnativo, soprattutto nelle ore centrali: le termiche che si staccano a volte sono solo bolle, strette e  frastagliate dal maestrale del pomeriggio.

Il volo che riempirà gli occhi ed il cuore di chi avrà la fortuna di compierlo è quello che porta dal decollo delle Pizzorne fin sopra la città di Lucca. La magia non sta tanto nei 13 km di pianura, con i loro punti di sgancio delle termiche piuttosto prevedibili e ripetitivi, quanto nel sorvolare uno dei centri cittadini meglio conservati d’Italia ed atterrare ai piedi delle sue maestose Mura, smaltendo la quota residua davanti agli occhi affascinati di migliaia di cittadini e turisti.

Il sito ospita anche un cospicuo numero di deltaplanisti, per i quali è un vero paradiso: è l’unico decollo raggiungibile completamente in auto, sotto il pilone dell’Alta Tensione che dà nome al club locale, pochi passi sul prato e via,  verso la piana, l’Appennino, o le Apuane. Il volo è un po’ tecnico, le termiche strette. C’è Daniele con l’ala rigida, che ogni tanto lo perdi di vista e ti telefona dal Mugello, dalla Maremma o dal Subasio, e ti chiede soltanto di recuperargli l’auto...

Di Prato Fiorito, da pollo, respiravo l'attesa. Quella che ti fa fermare sulla strada per il decollo consueto a traguardare se di neve ce ne fosse ancora e a stimare quando sarebbe potuta iniziare la stagione. Conoscevo la luce negli occhi di chi -se il meteo prometteva- riusciva a lasciare il lavoro alle 10 del mattino per andare lì a volare. Ma solo quando sei là fuori ne scopri la magia.
È un volo in termica, impegnativo e generoso. Un immenso prato verde per decollare. E camini sulla parete rocciosa a sud dove si sale velocemente e con forza; in pochi istanti si è già sul culmine del Prato, a guardare il Mosca, il Tre Potenze, il Rondinaio, e tra loro l'Orrido.
L’Orrido di Botri è una spaccatura nella montagna, una lama stretta, un’aspra gola calcarea dalle ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del Rio Pelago. L’avevo visto, da dentro, in un percorso di 5 ore scendendo dentro l’alveo del torrente con muta, imbraco, discensori e corda accompagnata dalle guide di torrentismo.  A vederlo dall’alto, l’Orrido fa davvero paura. Di qui comincia l'appennino Tosco Emiliano. Di là dalle creste l'Emilia, e nelle domeniche di sole spuntano le vele di chi, proveniente da quella parte, è animato dallo stesso spirito.

Il giro del pollaio lo chiamano quelli bravi. Si risale la cima del Prato Fiorito, si fa quota, ci si sposta sul Mosca, e poi di lì si attraversa l’Orrido verso il Rondinaio, il Tre potenze, di nuovo il Mosca per atterrare da Beppe, o di nuovo sul Prato, dopo un giro sul Coronado, per il top sulla sella accanto al decollo. In questo cross non ci sono atterraggi di fortuna, di nessun tipo. Si fa top su quell’immenso panettone brullo che è il Prato Fiorito, c’è tutto lo spazio che si vuole. Se proprio non ci si fa a salire nei camini, si atterra giù in valle, a San Cassiano dove c’è un unico campo in discesa.  Anche atterrare da Beppe, accanto al parcheggio, è piuttosto impegnativo.
Per chi invece torna sul Prato con abbastanza quota, c’è la possibilità di un cross verso Diecimo, o le Pizzorne, tenendo d’occhio il bosco da attraversare ed i pochi atterraggi alternativi nella valle del Serchio.

La zona di Lucca, allora, vale sicuramente una visita, sia culturale che con la vela al seguito. I tre siti  offrono condizioni e possibilità di volo variegate ed adatte a tutti i livelli. Innumerevoli le alternative al volo per chi vuole arricchire la propria vacanza.

Il paesaggio è variegato e suggestivo, aspro a volte, l’alternarsi di creste e colline prepara dolcemente l’avvicinarsi dell’Appennino e delle Apuane. Verso sud i paesi arroccati al sole sui costoni lasciano il posto alle Ville maestose delle famiglie principesche, e attraversando la piana fanno desiderare le Mura della città. Il fiume Serchio e la sua valle non molto ampia raccolgono la brezza e modificano i venti regalando voli insperati in ogni stagione.  Sono boschi di castagni e querce, e olivi e vigne che profumano e colorano la primavera, e rendono ogni chilometro percorso una conquista e una gioia.
Sono chilometri densi: di volo, di natura, di cultura, di buon cibo. Come certi week end.

Infine l’elemento soggettivo, non perché sia meno importante ma proprio perché è speciale: qui da noi un sorriso, una battuta, un aiuto, non lo si nega a nessuno. Fate attenzione quindi perché questo posto, la sua gente, i suoi voli, vi rimarranno nel cuore e vorrete sicuramente ritornarci.
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Per chi non vola:
un giro in centro a Lucca, e sulle mura; il percorso della marcia delle ville a Marlia;  prendere  il fresco sull’Altopiano delle Pizzorne; il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano; Canyoning nell’Orrido di Botri o nel Rio Selvano;  Rafting nella Lima;  Escursioni sul Prato Fiorito : trekking, cavallo, montain bike, quod.
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Diecimo:

43°58’39.36″N, 10°30’13.32″E,  720m slm,
     Esposizione: Sud, decollo rovescio da preferirsi. Vento talvolta rafficato.
43°58’5″N, 10°31’22″E, 52 m slm

para2.jpgAllievi & principianti, piloti esperti.
Volo in dinamica / termodinamica.
Top Landing impegnativo per la termica di servizio e gli alberi.

deltaplano.jpgNecessita di un po’ di strada a piedi per raggiungere il decollo.


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Pizzorne
↗  43.93402 N, 10.58442 E , 940 m slm, Esposizione: Ovest
↘  43.89997 N, 10.57112 E, 71 m slm

para2.jpgPiloti esperti. Principianti solo nelle ore serali/mattutine
Volo in termica.
Top Landing non possibile per la presenza di cavi elettrici e antenne.
deltaplano.jpgPerfetto  per il deltaplano.


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Prato Fiorito
↗   44.05403 N, 10.62032 E, 1200 m slm, Esposizione: Sud. Immenso.
 Top Landing, ovunque sul Prato Fiorito.

para2.jpgPiloti molto esperti. Molto impegnativo nelle ore centrali. Per il cross non ci sono atterraggi di emergenza, di nessun tipo.
Piloti poco esperti : solo nelle ore calme (serali/mattutine) con atterraggio a San Cassiano. Volo in termica.
deltaplano.jpgn/a. Si sorvola  provenendo dalle Pizzorne, o dall’Appennino.

lunedì 18 marzo 2013

DUEMILA !

Dopo tanta pioggia il sabato si preannuncia promettente un po' dappertutto, prefrontale. I windgrams prevedono quote interessanti e venti deboli, e un irraggiamento adeguato.
In tanti passiamo il venerdì a guardare, a studiare. Qualche fortunato ha il venerdì festivo e va a farsi un volo. La situazione è alquanto strana: sul Serra è anche nevicato.

Passo il venerdì sera a predisporre il casco: il babbo m'ha regalato una bellissima Midland XTC 300, e devo ancora provarla in volo. L'idea è di accenderla e dimenticarsi d'averla indosso. Chissà che ne vien fuori. 

Il sabato mattina inizia alla stalla. Mauro sta predisponendo il tondino che servirà per domare Rashid, ed passiamo qualche ora ad inchiodare tavole. I cavalli nel frattempo si godono il sole proprio nel tondino, e Mauro mi da prova della doma di Said. Appena gli mostra una vettina, quel meraviglioso arabo esegue agile e scattante gli ordini di Mauro, che li impartisce semplicemente con la voce e con un gesto.

Nel frattempo si studiano i cumuli sull'antenna delle Pizzorne, guardiamo come si formano ed evolvono, e quel leggero Nord che li porta avanti. Speriamo che il sole scaldi abbastanza la pianura da far girare il vento.

Mentre andiamo in atterraggio ci viene in mente di lasciare la piccola Aygo davanti alla gelateria. Il nostro abituale ritrovo dopo volo si è spostato dal Tamoil al Dolce&Amaro, un po' più a sud dell'atterraggio ufficiale ed è circondato da ampi campi non coltivati. Adatto per chi non ha voglia d'aspettare il recupero in atterraggio e preferisce ingannare l'attesa davanti ad un gelato.

Nel frattempo arrivano sms dagli amici: dopo tanta neve, parcheggiati bimba e peluche dai nonni, tutti in decollo!

Pronti si va! La pioggia ha lavato la strada, non c'è più neve per andare in decollo. Il vento è rafficato, ma la giornata è promettente e impegnativa. Esce Antonio e in due giri è altissimo.
Noi bovi ci prepariamo uno accanto all'altro.  Esce Ivano ( Bove 2) poi Mauro (Bove 1), infine io. 
Metto tutta la zavorra: è primavera, e non mi fido a metterne meno.
La giornata è ballerina, fin da subito. Più avanti c'è la vela gialla di Mauro. Il vario inizia a suonare nella termica che ci riporta sull'antenna, ma non voglio farmi scarrocciare e ad ogni giro devo tornare avanti. Il cumulo è proprio sopra di noi spostato un po' dietro.
Il mondo inizia a farsi guadare lì sotto, a 1300 sull'antenna.

"Bove 2 ai Bovi..."  dice la radio: Ivano è atterrato dal gelataio. Anche Mauro raggiunta l'antenna si dirige verso sud.

Mi sposto sul decollo e di lì sul Gromiglio (Spazzavento). È la termica di servizio.
Il vario suona debole, a volte più forte. La giro finché ce n'è. Ad ogni giro l'antenna si fa più piccola. Lo strumento registra un picco di +6.3 m/s, e quota 1956 s.l.m. Accidenti per me è la prima volta di un quasi-duemila. Questo panorama l'avevo visto solo in bipo, un sacco di tempo fa. Ci sono  il mare, le Apuane, la valle di Diecimo. E ci sono io, arrivata fin qui da sola. Peccato che il bosco sia spoglio e c'è solo marrone invece che verde. 



Il gelato sarà per un'altra volta. Scelgo di andare a Diecimo, passando dalla croce di Brancoli. "I bovi a bove cinque" dice la radio. Mi chiamano per sapere dove sono: vorrei rispondere ma tra gli ingombranti guanti invernali, la radio nel taschino, e soprattutto l'aria frizzante là fuori dopo un paio di tentativi di lasciare i comandi rinuncio. Pazienza, vi telefono quando atterro.

Direzione Croce di Brancoli, il vento è un po' di lato, e non trovo proprio niente per risparmiare quota, tutt'altro. Attivo alla boa con 1050 mt: ho speso oltre 900 mt per il traverso. 
La media valle e il Bargiglio sono lì in tutto il loro splendore, basta non guardare le cartiere lungo il corso del Serchio. 
Alla croce di Brancoli la termica c'è: è la confluenza tra il vento meteo e la valle, e per questo piuttosto impegnativa. L'attraverso senza girare e proseguo.



Per attraversare la valle impego altri 500 mt tanto che mi viene il dubbio se riuscirò sullo spigolo più sporgente del costone. Aggancio e recupero in dinamica sulla cresta est. In volo ci sono due vele, piuttosto alte. Il vento sul decollo sembra molto rafficato, non decolla nessun altro e anche i ragazzi in volo ondeggiano un po'.

Decido che per oggi può bastare! Sono contentissima dei miei duemila e del mio traverso. Si può andare ad atterrare!

Telefono ai bovi la mia gioia prima ancora di togliermi l'imbraco, poi approfitto di un passaggio per tornare in Pizzorne insieme a Pietro e Federico arrivati in volo da San Giuliano.

Con calma si finisce di fare i recuperi e ci si gode il tramonto dalle Pizzorne.

martedì 27 novembre 2012

PIZZORNE E NUVOLE

Doveva essere un week end di volo in compagnia di amici lontani. Eppure non abbiamo trovato un po' di sole che valesse il viaggio, nel raggio di 4-5 ore da casa.

E allora cambio programma!
Pensavamo già da un po' di ferrare Shila, per andarci in giro più serenamente e su percorsi più impegnativi, una volta che io e lei ci fossimo un po' allenate ad affrontare qualche ora insieme.
Da qualche settimana, infatti, il sabato quando è possibile vado in giro con Michela che cavalca Teresa o Said.

Il sabato mattina inizia presto. Alle 8.30 c'è il ferratore, Shila è docile e si lascia ferrare. Mi chiedo se abbia o meno la sensazione di queste scarpe nuove. 

Michela sa che il mio hobby principale è il volo, nella piccola Aygo c'è la vela, la zavorra e tutto l'occorrente, e che quindi le ore centrali della giornata sono da passare tra decollo e atterraggio. Il programma è semplice: lasciamo per la prima volta Rashid a casa, in compagni a di Said, e andiamo a fare un giro di un paio d'ore, per vedere come va il distacco.

Appena ci allontaniamo sembra che non ci siano particolari stranezze. Shila mi sembra sorpresa dell'effetto dei ferri sulla ghiaia, e sembra un po' agitata. Non si volta per cercare suo figlio ma piuttosto per tenere d'occhio Teresa, alla quale tenta anzi di rifilare un paio di calci.
Mauro dirà poi che Rashid ha corso verso la rete in cerca della madre, ed è saltato al collo dello zio Said.

Michela e Teresa
Tengo d'occhio il decollo, sulla sommità delle Pizzorne. Ma è in nube... un paio d'ore in giro con Michela e Ilaria, poi decidiamo di proseguire per San Gennaro, dove ci raggiunge Silvio.
Alla fine del giro il paio d'ore previste diventano cinque, e a Michela che mi chiede di tanto in tanto se voglio rientrare per andare a volare rispondo a cuor leggero: finché il decollo è in base... non si vola!

A cena temo d'essere poco di compagnia... alle 11 stendo il sacco a pelo e buonanotte!

Per la domenica il programma è stabilito da tempo, di quelle cose che dici "non appena..." e questa domenica gli ingredienti ci sono tutti: Shila ha i ferri, Rashid è abbastanza grande, il piede di Said è guarito, io mi sono un po' allenata,  Mauro non lavora, e non è buono per volare. È deciso: si va in Pizzorne!

Sveglia alle 6, per sfruttare al meglio le ore di luce. Maurizio si alza solo per dire che rinuncia. Usciamo nel buio, con la sella sulla spalla sembro quasi vera. Si va alla stalla a far mangiare i cavalli, poi facciamo colazione a nostra volta. Nel frattempo, piove leggero e fastidioso.
Dopo colazione la pioggia sembra fermarsi, le pizzorne sono coperte, l'aria è invitante. Io e Mauro prepariamo i cavalli, portiamo dietro la mantellina e si parte. Porto il gps, ma solo per averne la traccia! si fermerà dopo un paio d'ore però. 

Mauro e Said, nella nebbia
Attacchiamo le Pizzorne dietro Valgiano. La salita è ripida, a tratti. Per non stancare troppo Said ne facciamo dei tratti a piedi.
Rashid è curioso e segue gli altri. Oggi compie sei mesi. Il che vorrebbe anche dire che potrebbe lasciare la stalla da un giorno all'altro, oppure rimanere ancora un po'.
La pioggia recente ha lavato i sentieri lasciandone scoperti i sassi. Shila ha i ferri, li abbiamo messi apposta. Senza ferri questa escursione, lunga e impegnativa, sarebbe stata impensabile.
Il paesaggio è suggestivo. Siamo in nube, visibilità 50 metri. Sembra d'essere in un film medioevale. Non ci sono suoni, ma solo gli odori dei bosco. Saliamo. Said scruta attento il sentiero: di sicuro ha sentito suoni o odori che noi non percepiamo, oppure ricorda il cervo imponente che ha incontrato chissà quanti anni fa su questo sentiero.

Il sentiero s'interrompe, è franato. La violenza dell'acqua l'ha portato via. Decidiamo comunque di proseguire, a passo, e uno per volta. Mauro va avanti a controllare che il sentiero riprenda, poi torna a prendere Said, e Rashid. Io passo per ultima con Shila, col cuore in gola, per quanto è stretto il passaggio.

Arriviamo sulla strada che a fatica la riconosco: siamo in Pizzorne. C'è così nebbia che non si vede neppure l'Aldebaran di là dal prato. Ci fermiamo per un caffè, e un panino.

Al ritorno scegliamo un altro sentiero, dal lato di San Piero a Marcigliano. Il comune di Capannori ha pulito e segnato i sentieri, la discesa è lieve ma ripida e sassosa.
Shila e Said allungano il passo, hanno riconosciuto la strada di casa, Rashid è un po' stanco, si vede. È la prima gita fuori casa. Sui sassi sceglie i percorsi migliori, per i suoi zoccoli nuovi.

Rientriamo a Segromigno che sono quasi le 15, dopo 6 ore di cammino. E già pensiamo alla prossima gita.

lunedì 19 novembre 2012

WEEK END METEO

Abbiamo iniziato a parlarne in una riunione, un mesetto fa. Di quelle che magari è venerdì sera e non viene  quasi nessuno."Si fa un corso Meteo, e si chiama Damiano?"

Io, Damiano l'avevo conosciuto nel 2009. A Lucca nevicava. Era il corso meteo precedente. Io ero un pollo,  e un buon matematico. Da matematico imparai a leggere i grafici; da pollo, un po' meno a capire.

Questa volta è diverso. Questo corso per me inizia alla fine di ottobre, quando Damiano ci conferma le date e il programma.
In due-tre settimane ho contattato i club e i piloti delle nostre zone, e quelli di Emilia Romagna e Liguria, cercando di scrivere a tutti. Ho chiesto indirizzi e contatti agli amici volatori, anche a quelli lontani.
In questo, facebook permette di raggiungere un sacco di gente.
C'è anche chi mi chiede: come mi hai trovato? 

E ti trovi a scrivere a gente che non conosci, a parlarci al telefono, per poi scoprire il sabato mattina che faccia abbia.  Anche a dare un nome alle facce che vedi ogni tanto sui decolli. E una faccia a piloti di cui hai sentito parlare.  

Il mio sabato mattina inizia addirittura il mercoledì pomeriggio. Ho in forno 7 crostate con la marmellata d'arancia per le pause durante il corso. Una, ovviamente, è per Mauro il Bove, che mette a disposizione degli amici la sua casa: basta portarsi il sacco a pelo e scegliersi il divano, o un letto. 

C'è aspettativa il sabato mattina. L'auditorium è bellissimo. I volatori arrivano quasi tutti puntuali. C'è chi - come me- scopre che a Capannori di piazza Aldo Moro ce ne sono due: l'altra è a Marlia, che è sempre nel comune di Capannori e il tom tom si confonde.
Il più lontano è Gianni di Ostia, che rientra a casa con 4 litri d'olio nuovo, c'è la moglie di Giuseppe che lo ha accompagnato da Monfestino, i ragazzi di San Giuliano, qualcuno da Firenze, i deltaplanisti della Versilia,  Alessandro e Roberto dalla Maremma. I più giovani e promettenti Piergiorgio e Gabriele.
Gli allievi di Endrio e di Mirco, tra cui Marchino, quello che porta il sole alle grigliate.
Alla fine siamo quasi in sessanta.

S'inizia col chiederci se potremo volare. Se quell'est che è previsto per oggi non sarà così forte in decollo per permetterci di partire. Si guardano i windgram di Diecimo, si descrivono le informazioni che contengono, una per una. Con la curiosità di andare in decollo e vedere se è vero.

Briefing in decollo - foto A.Antoni
All'ora di pranzo si va in decollo, aspettandoci una planata, alcuni in Pizzorne, altri a Diecimo.
Damiano in decollo ci descrive la giornata, per come l'abbiamo letta sulle carte, e poi tutti in volo. 
C'è poca aria per partire, seguiamo i cicli termici, quanto basta per partire all'italiana. Damiano prepara in un angolo la vela a fiocco. Noi, come al solito, ci prepariamo direttamente in decollo...

Non c'è quasi niente fuori. Ma il quasi va già bene. Senza zavorra galleggio più degli altri, la termica è debole ed io mi fermo sulla palazzina a recuperare quei pochi metri per star su. Faccio anche da termo cavia: mi vedono galleggiare e girare e me li trovo sotto. E poi giriamo insieme.
Quante vele in Pizzorne, per esser novembre! Andrea-Power-Point ci immortala tutti, e alle 20 siamo già on-line. Nel pomeriggio debriefing, e le blipmaps. E le nuvole accelerate di Damiano.

Poi pizza a Colognole, tutti insieme, per fortificare le nuove amicizie. Io e Ulisse salutiamo i Liguri che rientrano verso Genova scambiandoci inviti per un volo in compagnia, e un po' di vodka russa che non s'è capito bene perché l'abbiano in macchina. Per tornare a Sesto di Moriano basterebbe orientarsi con le luci delle Pizzorne, invece andiamo in giro ridendo per la piana con una nuova navigazione zen "boh? prova ad andar di qua..." Ci ritroviamo alle mura di Lucca che quasi neppure le riconosco.

La domenica si sa già che non voleremo. Si parla di termiche, di diagrammi, di curve di stato, di adiabatiche. E nel pomeriggio di psicologia e benessere nel volo. Damiano ci racconta la sua esperienza di campione di Cross,  nei suoi voli da 8-9 ore. Strategie, e suggerimenti.
Si conclude con le calamite: quelle che ti riportano a terra anche se non ce n'è motivo, che dopo che sei atterrato ti chiedi perché sei sceso, tipo aver la macchina in atterraggio o avere un impegno la sera.
La prima dell'elenco, la più importante riporta il titolo famiglia, ma la foto contro sole ne mostra un aspetto che fa esclamare "ora se entra il Direttore del centro, voglio vedere come lo spieghi che stiamo facendo un corso meteo!"

lunedì 20 agosto 2012

DIECIMO TWICE

Dopo il Subasio, Il Sumbra e il Ferragosto a Massanera, io e i bovi sembriamo ragazzini in gita, la voglia di vedersi il sabato per volare insieme è tanta.

Si guardano le previsioni per il sabato. Promette un po' di est, più forte nelle ore centrali. Instabilità diffusa e generosa. Decidiamo di anticiparci, e di trovarci in atterraggio alle 12, per esser fuori prima che rinforzi troppo.

Con Gabriele arriva anche Massimo, suo padre. D'accordo che sono di strada, ma hanno lasciato una delle auto all'atterraggio di Diecimo. Per Giovanni è più che un invito!
Parto per ultima, non mi capita quasi mai. Menomale in decollo c'è ancora Daniele col l'Atos.



Fuori c'è un bel po' di gente. Giovanni e Mario sono già verso Diecimo. Gabriele e la sua vela celeste giocano tra il Gromigno e Deccio, Paolo se ne va in giro tra Lammari e Pescia, insieme ad Ulisse, poi ogni tanto si rivede passare. 
Io giro la termica del Decollo, arrivo a 1300, poi però è solo discendenza. Non voglio appoggiarmi al costone, vabbè, penso, ho bucato anche oggi. Davanti a me Massimo con la sua up arancione, e Lucian con la vela bianca. Vanno verso Matraia, proverò anche io lì, sperando nella Pupporina, o nella termica del campanile.
Davanti a me Massimo inizia a salire, è debole, ma c'è, sul paese e verso il costone. Vado anche io. Giriamo insieme io e Massimo, ed ho come l'impressione che mi stia aspettando, si allarga, perché è più veloce, si appoggia al costone e lo seguo. Non mi capita spesso una termica in compagnia! Accidenti, abbiamo recuperato oltre 900mt, e siamo sul Gromigno.
Massimo parte per il traverso, io faccio ancora un paio di giri, ché il vario suona ancora. Adesso ho la quota per partire! 
Seguo la cresta: di fronte a me la croce di Brancoli, Anchiano, il decollo e l'atterraggio di Diecimo. Scelgo la rotta più breve e meno efficace. Mi affaccio sulla valle del Serchio con 1100mt ma non riesco ad appoggiarmi al costone. Gli altri, invece, passati dalla croce di Brancoli hanno agganciato il Bargiglio e girano tra il decollo, e Dezza.
Vado ad atterrare, felice. Era facile oggi, dicono. Ma ci sono anche io, questa volta, proprio quando sembrava di dover andare in atterraggio, ed è la prima per me. È una gioa.

La domenica inizia presto. La giornata è mossa, dicono le previsioni. L'appuntamento rimane fissato per le 12. Però prima ho voglia di andare a vedere Shila, e Rashid e Said.
Said il giorno prima è anche caduto in una buca. Sta lì di casa da quasi vent'anni. Possibile che non sappia dove mette i piedi? Ma le more probabilmente erano dolci.
Metto la sella a Shila, e Mauro inizia un discorso che suona così: allora oggi esci con Shila, sali qui a destra... 
Io? da sola senza il Bove?  Shila è tranquilla, Rashid segue ordinato la madre, ed io vado, nel primo giro fuori casa da sola. La cavalla ubbidisce, Rashid è curioso. Ogni tanto lo chiamo e m'illudo che sappia che parlo con lui. Seguo i sentieri, scegliendo le vie più facili, tra olivi e vigne. 
Mauro lo so è preoccupato ma non lo dà a vedere. Da un po' di tempo mi allena e mi propone solo cose che sono in grado di affrontare, ed oggi sono pronta ad andare da sola. 
Sulla strada del ritorno Said ci ha già sentiti, e chiama la sua amica. Rashid corre avanti, ha sentito la strada di casa.

Pronti per tornare in decollo, allora. Ivano ci chiede di andare prima, per un volo meno impegnativo di quello del sabato. Saliamo intanto in decollo, Giovanni si offre come autista. Su ci sono già i Delta.
Partono Ivano e Mauro, per il volo del mattino. Fuori è mossa. Molto. L'assimmetrica di Mauro fuori dal decollo ci mette un'infinità a risolversi. Daniele ripassa sul decollo, poi va a farsi un giro sulle Panie.
Arrivano i volatori senza fretta, e li guardo prepararsi e partire. Fuori mi sembra davvero troppo mossa, è sud, e anche abbastanza sostenuto.
Quando sembra mollare mi preparo, ed esco. 

C'è sud, sono lenta e per passare il bosco devo seguirlo per un po', e c'è solo discendenza. Punto sulla Pupporina. È il rilievo più a sud che ho davanti, spero in qualche bolla, per recuperare qualche metro e poi andare a vedere. Se stacca m'aspetto di trovarla lì.
Trovo solo discendenza: immagino di essere nella discendenza della termica ed è vero. Eccola, c'è!
Prima debole, poi più forte mi appoggia alla cresta e mi riporta in decollo. 
Verso il Gromigno, e Spazzavento, seguo il costone, poi mi affaccio verso Deccio, e rientro.
Accidenti se è mossa. Respiro quando mi sento sollevare un attimo prima che il vario suoni più forte e ...giro! Non solo solo orecchie, colleziono anche un bel paio di asimmetriche, una dietro l'altra, ho le mani sulle bretelle, pronta a contrastare e mi giro verso valle, per uscire da quella lavatrice. Per oggi mi pare possa bastare.
Basta poco e si calma. Il vario continua a suonare però, mentre riprendo fiato ho recuperato quasi 300 metri, senza far nulla.  Allora si può continuare! Torno sul Gromigno attaccandolo dal punto più alto. Ho voglia di nuovo di un traverso. Seguo il costone, come il sabato, indecisa se puntare verso la croce di Brancoli o ripercorrere la via più breve. Non ho molta efficienza: quando il costone si divide scelgo di nuovo di andare verso destra, perché temo che la quota non mi basti per superare la croce. Sono errori di parallasse, invece: la quota per passare c'era...

E per festeggiare aspettiamo il recupero con un rigenerante bagno nel Serchio! Non a caso nella mia attrezzatura da volo ho messo anche il costume e un asciugamano!

È lunedì, ma la testa è ancora sul Gromigno con la quota per passare. Ho scaricato le tracce, ho guardato  su xc quelle dei Bovi, e degli Uccellacci. Loro sono andati in giro per i monti, io ho fatto solo un paio di traversi. Ma c'ero anche io, a chiedere un passaggio, questo week end. Dopo un certo numero di anni passati a guardare.




sabato 16 giugno 2012

A spasso per la piana

Non ne volevo sapere di scendere!

 I ragazzi decollano e si dirigono subito verso spazzavento. Io scelgo di andare verso la casina e l'antenna. Le termiche sono dolci, e ne approfitto: ho anche lasciato a terra l'acqua della zavorra.

 Torno sul decollo, e poi provo anche io ad andare verso spazzavento: ci sono stata anche a cavallo con Said, è la prima volta che ci vado da sola.... 
Gli altri son tutti lì che girano allegri e di termica in termica si lasciano portare verso Diecimo. Non riesco a sollevarmi, e decido di rientrare. 
Di nuovo casina e antenna, e 500mt guadagnati. Di nuovo sul decollo, e verso spazzavento seguendo il costone, e poi il colletto dell'Angelo. 

Da 1300 mt la vista su Diecimo è bellissima, e la croce di Brancoli, obiettivo per il traverso, sembra a un passo. Servirebbero almeno altri 100 mt per arrivarci e non li ho. 

Proseguo sul costone allora, fino alla Specola. C'è ancora termica, ho un po' di quota per andare in giro. Arrivo alla rotonda dell'Esselunga, e li vedo passare più alti, in tre vanno verso Lucca. 

Rientro, i capannoni scaldano e recupero un po'... ci prendo gusto e mi dirigo verso Lammari, lasciandomi la quota per rientrare. Menomale la piana scalda, non avevo fatto tanto bene i conti: quando mi sembra il momento di scegliere un campo qualsiasi, recupero quanto basta per arrivare in atterraggio, e poi ci vogliono le orecchie per scendere, dopo quasi 2 ore di volo!
(il mio volo qui)

 Non mi resta che andare a Diecimo, a preparare per la festa del club in atterraggio! 

 Poi mi dicono che c'era anche Luciano, nei tre che ho visto passare, ed è andato a godersi le mura di Lucca dall'alto. Peccato non averlo salutato.

domenica 4 marzo 2012

Said


Said è un arabo, di circa vent'anni. Grigio. In realtà è anche aveglinese per un quarto e si chiama Qui, ma ce lo vedi il Bove a chiamarlo Qui
È l'amico di Shila, e quando si allontana lei lo guarda partire e aspetta.  E quando sente il suo odore in cima alla collina, è già lì col muso in direzione del vento e lo chiama.
Said somiglia molto al suo padrone, come si usa dire per i cani. Said e Mauro sono cresciuti insieme. O almeno, Said è cresciuto insieme a Mauro.
È intelligente, orgoglioso e fiero. Non ha paura. Solo che, come fosse ancora un puledro, di tanto in tanto mostra la sua energia e la sua forza, senza dartene alcun preavviso.

Da qualche tempo, quando posso, è Shila la mia compagna di viaggio. Ma adesso, con la pancia che cresce per il puledrino in arrivo, dobbiamo rallentare con le passeggiate.
Domenica mattina siamo partiti per un giro verso le Pizzorne: Io, Mauro, Said e Mif.
Quattro ore tra Spazzavento, Matraia, Valgiano. Guardo Spazzavento dal basso. Io in volo da sola non ci sono mai andata.Lì c'è la termica "di servizio" per quelli che poi sanno andare in giro.

Sento i tendini e i muscoli di Said, con le orecchie pronte ad un comando che non arriva. Lui muove le orecchie come a chiedermi perché non lo faccio correre... Sapessi fermarlo sarebbe tutto più facile. Perché lui è obbediente, sì, ma è anche un arabo, e scalpita, e quando si scalda poi mica si ferma quando voglio io. Andrebbe già bene nei 100 o 200 metri successivi.
E allora quando lo sento che si prepara, perché dopo la prossima curva c'è  un prato, o una vigna dove gli piace correre, io scendo e attraverso a passo. Ho ancora da smaltire il volo di Giò del sabato, visto dal decollo di Diecimo. E so che Said mi prenderebbe la mano.
Procediamo a passo, un po' di trotto a volte.  Il suo trotto è duro e spigoloso.

Said non tarda a mostrare il suo carattere. Dapprima un po' di galoppo in un largo sentiero nel bosco, e poi, quasi vicino a casa approfitta per infilarsi al galoppo tra gli stretti filari di una vigna, e già che c'è solleva il posteriore. Non saprei dire come ho fatto a rimanere in sella e a girargli il muso per fermarlo.
Lo fermo, scendo, riprendo fiato. Lui si gratta il muso alla mia schiena come a dire: "già finita? te la sei presa? ma dài giocavo..."

sabato 7 gennaio 2012

Primo Volo dell'anno

Tramonto a Diecimo
Pronti per il primo volo dell'anno. Il mio, almeno. Gli altri hanno già volato e ci sono già in giro le loro foto.
Speravo, ieri, in una Befana volante. E invece il nord-ovest con raffiche di oltre 30 Km/h ci ha impedito di fare qualsiasi cosa. Inaspettatamente per il sabato invece le previsioni sono confermate. Dopo un'oretta passata con Shila, sempre più rotonda nella gravidanza, sotto la supervisione del Bove, eccoci pronti alle 12 in atterraggio alle Pizzorne. Si va in decollo, c'è il vento giusto per partire.
Senza ulteriore attesa decolla Giovanni ed è subito chiaro che fuori c'è proprio poco. Ma in fondo è gennaio!
Quando è il mio turno devo riprendere un po' di dimestichezza con la vela, sono quasi due mesi che non volo! Senza zavorra, adesso, è ovvio. Sul Dragon ho deciso che metterò comunque un po' di piombo, ma oggi non serve davvero.

Mi porto a sinistra, cercando la termica della casina. In effetti ogni tanto il vario suona, e giro un po', in compagnia di Ulisse, qualche deboli bolla, con la soddisfazione di essere più in alto (ma è solo perché lui è un po' carico sulla vela nuova, ed io sono senza zavorra).

Poi mi lascio un po' fregare dai fumi della valle, mi sembrano molto schiacciati, da sud, e mi viene il dubbio che in valle il vento sia rafficato, e che stia aumentando. Controllo il gps, ma nonostante questo mi porto in direzione dell'atterraggio, per accorgermi, una volta lì, che vento non ce n'è neanche un po'.

Atterro, soddisfatta di esser rimasta almeno un po' per aria, per il poco che c'era.
Condivido in atterraggio le calzette avanzate: mandarini, noccioline, caramelle.

Poi a Diecimo. Anche i ragazzi hanno volato, e sono tutti in atterraggio.... ci sformo un po': l'avessimo avuta venerdì una giornata così che festa dell'epifania sarebbe venuta fuori!
Vado in decollo ad accompagnare Mauro, Giovanni e Marco per la planata della sera. È l'occasione per uno splendido tramonto vista mare!

lunedì 30 maggio 2011

Lucca!

Tengo d'occhio da un po' la web cam su una città lontana: i cumuli sulle montagne M. li vede guardando verso est e smania di non poter andar lì a farsi un volo.

Da qualche tempo i Bovi si presentano in atterraggio alle 11, per il volo del mattino. Perché è primavera e più tardi le condizioni potrebbero essere per me troppo impegnative; così intanto facciamo il primo volo.
Sabato ci sono Emilia e Giò e i cumuli già formati alle 11. Quasi belli come quelli della web cam della ipko.
Andiamo in decollo, e questa volta parto per prima: io ed Emilia detestiamo decollare per ultime e lasciamo Giò a chiudere le danze.

C'è discendenza fuori, arrivo a Matraia un po' bassina, poi finalmente trovo per ritirarmi su. La giornata è frizzantina. Giò nel frattempo è altissimo e lo vedo andare verso Diecimo.
Mi dirigo verso l'atterraggio, recuperando di tanto in tanto i cento metri che perdo nelle discendenze. Mi porto sopra l'atterraggio mentre Emilia sta atterrando. Ho ancora 550mt di quota, mi allargo per fare un giro e non avere troppo da smaltire.
Lucca (in tandem)

Ed ecco proprio sulle case accanto all'atterraggio il vario inizia debolmente a suonare. Inizio a girare solo per la voglia di far durare il volo un po' di più... E la termica mi porta a 1500mt!
Ho quota per andare in giro, penso di tornare a Lammari e rientrare, ma con questa quota posso provare a fare di più: direzione Lucca! 
In volo ci sono stata solo in biposto prima di Pasqua (in foto), ma da sola è tutta un'altra emozione.



È bellissimo... tengo d'occhio l'altimetro, e studio i campi della piana per un atterraggio alternativo, ma all'altezza del campo da Baseball ho ancora 750mt. Verso le mura allora: atterro sull'erba sotto le mura a Porta San Jacopo.

Quando arrivano Emilia e Giò per il recupero (grazie!!) sono ancora al telefono con M. a raccontare quanto son belle le mura di Lucca viste dall'alto.

lunedì 23 maggio 2011

IL PRIMO CROSS

Sabato c'è la festa a Lammari. 
Di Lammari so proprio poco. Ci sono i laghetti e li ho visti brillare in volo da sopra l'atterraggio. È in direzione Lucca, per quelli che ci sanno andare in volo. 

Ci sono stata solo una volta, col tom-tom, a febbraio per salutare Marco. A Lammari siamo parte della festa, ci aspettano in volo dopo le 13. 

In atterraggio io e Giò approfittiamo del passaggio di Martino con il Delta. In decollo il vento è buono; dietro i monti si stanno formando grandi cumuli. Mi preparo alla svelta, per partire subito, prima che il fronte avanzi.... 
Le istruzioni per la giornata sono quelle che mi ha dato M. in chat la sera prima: fai il pieno di quota, insisti sulle termiche, e poi tira un dritto. In pianura campi per un atterraggio alternativo non mancano.

In decollo arrivano anche gli altri. Andrea decolla scavalcandomi. Endrio mi ricorda di tenere di conto i cumuli che stanno arrivando da dietro.  Pronta... si va!
Fino a Matraia non riesco a salire... ho 640 mt e mi chiedo quale strategia adottare per arrivare in atterraggio.
Poi eccola, la termica stacca proprio sopra il paese. Inizio a girare e mi lascio scarrocciare. Accidenti com'è bello da quassù. Insisto, a ricercarla quando la perdo, a non farmi allontanare, a tener d'occhio il fronte in arrivo.

A 1550 mt decido che può bastare. Salirei ancora ma il cumulo mi sembra troppo vicino. Verso valle invece è tutto azzurro e i laghetti brillano sotto il sole.
Direzione Sud! 

Attraverso Matraia e cerco di sprecare il meno possibile.  Ma davvero anche io sto arrivando a meta?

In effetti per la meta mi mancano solo una ventina di metri. Controllo la direzione del vento, gli alberi e scelgo: atterro in un campo di fieno accanto ai laghetti. Tra me e il campo sportivo solo una fila di alberi! 

sabato 19 febbraio 2011

Quasi primavera

L'altopiano delle Pizzorne

Per domenica si prevede pioggia, sabato invece c'è un bel sole primaverile. Alle 11 già cumula in Pizzorne, proprio sopra le antenne.

Il volo di oggi è quello di Giò. È stato in aria 2h20m, dalle Pizzorne a Diecimo, e su Dezza.
Aveva -dice- da salutare Marco.

domenica 5 dicembre 2010

December Poems

Giovanni in decollo
Per questo sabato le previsioni dicono "forse" e anche solo questo basta, dopo una settimana di ferie sotto la pioggia, anche solo per una planata.
Fiduciosa carico la radio, le batterie della macchina fotografica, la zavorra anche se già so che non servirà. Il viaggio verso Lucca non promette nulla di buono, già a San Vincenzo piove, e a Livorno, e a Pisa.

In atterraggio scegliamo di salire sulle Pizzorne, almeno per vedere un po' di neve, che sabato i ragazzi hanno volato ed io invece no. Il cielo è coperto.
In decollo non è ancora il caso di partire. Il cielo è coperto ma verso il mare sembra aprirsi... si va a far colazione all'Aldebaran!  Vorrei far due foto... la piccola CyberShot è rimasta in auto, uffa. Fortuna che nella vela c'è la macchinetta di riserva, con poca batteria e senza memory card, sufficiente però a prendere due pose del sentiero innevato e del traliccio delle Pizzorne.

Torniamo in decollo, c'è un po' di sole adesso. Però il vento non è proprio ottimale, anzi è proprio da nord. In valle invece i fumi salgo dritti. Aspettiamo, magari gira... e infatti. Giovanni si prepara mentre Mauro annuncia di tornare in auto, ed io attendo. Giovanni decolla con il vento di lato, e fuori sembra tenere. Il sole ci scalda, almeno l'animo...
Decido di decollare e mi preparo. Il vento si ferma ed io sono pronta: partenza all'italiana, prima che giri da nord! 
Poco più di una planata ma per Dicembre è proprio quello che ci vuole! 
In atterraggio io e Gio ci rammarichiamo che Mauro non sia decollato, si sarebbe divertito.  
E invece ha cambiato idea ed eccolo arrivare!
Mauro il Bove
M., al telefono, avrebbe anche lui voglia di un voletto e mi dice che lì, intanto, è iniziato a nevicare...

[* Gary Peacock in sottofondo]


domenica 26 settembre 2010

ORECCHIE E SPEED

Com'è strano andare in Pizzorne senza M.
Certo, anche a marzo, però era diverso.
Tempo incerto. Consulto quattro siti meteo che dicono più o meno quattro cose diverse. Vado a vedere di persona, al più sarà un pomeriggio di chiacchiere con gli amici.
In Maremma, intanto, piove.

Primo volo con Mauro.
Secondo volo con Mauro e Giovanni. Atterraggio nel campo sul Brennero.

In serata racconto il volo a M., per telefono:
io: ero sotto la nube, sono venuta via orecchie e speed!
lui: chissà come si sono divertiti gli altri

(Gio mica tanto, si è parcheggiato fuori a vedere cosa combinavo)

domenica 5 settembre 2010

LA MIA TERMICA IN PIZZORNE

No, non è che ho preso l'abitudine di copiare sul blog la traccia per ogni volo...

Intanto, finalmente, proprio all'inizio ce l'ho fatta a rimanere un po' su e a riguadagnare quota decollo.

Poi lungo il costone che porta a Matraia proprio non ce la facevo ad uscire dalla discendenza, mi sono giocata oltre 400mt prima ancora di arrivare al paese. 

E quando mi dirigo verso valle cercando un posto adatto per un fuori campo e spero in una bolla per recuperare qualche decina di metri per l'atterraggio, ecco il vario inizia debolmente a suonare. Inizio a girare... e alla fine da 580 mt arrivo quasi a 1300! Ho la quota per andarmene un po' in giro (senza allontanarmi troppo), e godermi il panorama. 

domenica 14 marzo 2010

WEEK END PIZZORNE /DIECIMO

Questo week-end M. non è in Toscana, per lavoro, ma il meteo  promette un po' di sereno e allora vado da sola!

Sabato in Pizzorne, con Giovanni, Maurizio, Mauro, Ivano.
Domenica a Diecimo.

4 voli (voletti) in tutto!

domenica 2 agosto 2009

PIZZA E PIZZORNE

In settimana era arrivata la telefonata di Gianni allora sabato pizza da me...
Come si fa a rifiutare un invito così? Vale e Gianni cucinano benissimo, e poi se Gianni lo chiamano Cibo un buon motivo ci deve pure essere!

Ci prepariamo allora ad un sabato di volo, e di cena. Francesco stacca anche uno dei rari biglietti speciali, Andrea appena sa che suo padre andrà da Gianni e Vale si aggrega con entusiasmo! Ha un debole per Teresa e la Pippa (i cani di casa) e per i 7 o 8 gatti.

Al mattino sono pronti per le Pizzorne. Ci sono anche Antonio e Mauro. Mauro riprende a volare dopo i mesi passati a preparare le noze con Jo. Antonio si diverte da matti: era stato alle Pizzorne per una planata un sacco di tempo fa ed aspettava un sabato così. Poi torna di corsa a casa a prendere il figlio. Io non ci sono per un impegno. Aspetto allora un resoconto più dettagliato dai fratellini e, perchè no, un po' di foto.

Io volo invece a Diecimo nel pomeriggio. Appena cala un po' di vento decollo anche io, con l'aiuto di Giovanni perchè M. è ancora per strada dopo le Pizzorne e mi trova già in volo. Subito fuori dal decollo trovo anche un +4: per adesso salgo gratis, prima o poi imparerò anche a girare!

Poi tutti a cena da Gianni e Vale! Ci sono anche Giovanni e Sara con la moto a tre ruote. Tutti a cena sotto la pergola: schiacciata e antipasti poi pizza cotta a legna. Gelato, cocomero, il cheese-cake di Lucia.

Mauro si offre di guidare al posto di Francesco fino a Livorno, ma non si sa come dopo un po' lo troviamo a dormire in macchina (quella di Antonio).
Ci prepariamo subito!
L'idea è quella di bagnarlo un po' (perchè l'auto non è sua...), farlo uscire e completare con un bel secchio di acqua gelida.
La prima parte riesce bene, poi sebbene assonnato s'immagina il seguito, complice Andrea che saltella intorno per vedere bagnare lo zio. Per uscire dall'auto aspetta che passi di lì la mamma di Vale e se ne fa scudo.

Preparano il caffè, il secchio sembra lì abbandonato. Passa di nuovo la mamma di Vale, e fa per portarlo via: poverino... ci dice; ha il cambio la rassicuriamo... ah allora sì!
Mauro sembra protetto, sta sul dondolo accanto a M., intorno gli amici col caffè. Lucia è rapidissima, mi affida il bimbo, io provo con gli occhi a dire a M. di spostarsi ma non si accorge: Mauro è investito in pieno dall'acqua gelida! Missione compiuta!

domenica 12 luglio 2009

PRIMO FUORI CAMPO IN PIZZORNE

Sabato non ho volato: a Diecimo nel pomeriggio grandinava, ed anche in Pizzorne M. è andato veloce in atterraggio perchè il nero si avvicinava. Così decidiamo di andare domenica mattina un po' prima in Pizzorne, per un voletto anche per me, prima del volo delle 13. Decolla M. , poi lo seguo. Riesco a salire anche un pochino, a fare un paio di giri.

Poi decidiamo di andare verso l'atterraggio, perché non ho molta quota e potrebbe non bastare. Ecco da qui in poi inizio a sprecare tutta la quota che ho, senza uscire velocemente dalle discendenze, trascurando di girare le poche deboli termiche che il vario mi segnala e saltando l'unico campetto per un atterraggio intermedio.

Atterro in una stradina (pare vicino a casa di Adolfo), tra gli olivi e la siepe di una villa. Il mio primo fuorio campo.

Quando M. viene a riprendermi in auto mi trova a cavalcioni sulla siepe intenta a recuperare la vela.

domenica 24 maggio 2009

PRIMO VOLO IN PIZZORNE

Domenica 24 i pizzornai preparano la bisteccata: Mauro ai fornelli e Miriano alla brace.
Il programma è semplice: in occasione della settimana in cui i paragliders svizzeri sono ospiti dell'agriturismo è stata organizzata una festa sull'erba, con volo in parapendio, atterraggio nel campo adiacente all'agriturismo e poi tutti sul prato: pasta al sugo, carne alla brace e birra.

Sembra facile, a dirla così. Ma io in Pizzorna ho volato solo in tandem con Miriano che - come è noto - preferisce scambiar due chiacchiere in un biposto al volo da solista.

Pensavo sarebbe stata per me una domenica senza vela e invece scegliamo un orario tranquillo per una planata. E alle 11 siamo già in decollo. Fuori non c'è davvero niente, M. decolla e mi invita a seguirlo, anche alla svelta, che fuori non c'è attività termica e non può starsene parcheggiato ad aspettarmi troppo a lungo. Decollo, con due passi all'indietro, che di vento ce n'è a fatica un soffio per gonfiare il bordo d'attacco.
Fuori c'è solo una planata sulle ville, ma che bello! Mi godo il panorama! Il vario non suona mai, ma in fondo per il primo volo di ambientamento va proprio bene così!

Torniamo su per il recupero e mi abbronzo a far tre ore di foto e video ai para e ai delta, per poi tornar giù (in auto) ad assaporare la magia della cucina di Miriano sdraiati nel prato...