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giovedì 7 gennaio 2016

Il Buio

Ho paura del buio. Praticamente da sempre.
Non a caso ho passato una quindicina d'anni ad occuparmi di stelle, in una torre longobarda spersa nel Chianti. 
Il cielo con le stelle è un po' meno buio. Ci s'abitua subito ad accontentarsi dei contorni, delle voci, a fidarsi dei proprio piedi nel camminare, e nelle proprie dita per smontare il telescopio al buio.

È capitato, poi, di far tardi fuori con Shila, e rientrare sulla strada di casa che lei conosce così bene, seguendo il culo bianco di Said. Trovarsi sul prato e trattenerla, quando sente l'erba sotto gli zoccoli e avrebbe voglia di correre. Ché di galoppare ne avrei voglia anche io, sotto la Luna, ma il prezzo potrebbe essere troppo alto.

Da qualche tempo, invece, ho iniziato ad andare a camminare nel buio nel bosco. La lampada frontale è sempre con me, ma rimane spenta il più possibile.
Per mano, inizio a conoscerlo un po' questo bosco sopra Figlinelli, questi sentieri. A riconoscere i fruscii e rumori, a guardare le stelle sopra l'inversione che invade il Valdarno. Come se il quasi-buio facesse ascoltare di più. I suoni del bosco, le nostre voci. 

L'anno nuovo è iniziato nel buio. Dal decollo al mare, a Monterosso. Accendendo la frontale solo per farsi notare dalle auto di passaggio, e poi dopo la mezzanotte, dal mare al decollo. Nel silenzio, nel buio, per mano, per quasi 4 ore, una quindicina di km, e 2 bottiglie di prosecco.

La mattina ci sveglia in decollo, nell'invidia dei volatori del Capodanno. Il primo ad arrivare è Luciano, che sorpresa! C'è quasi mezza toscana a Monterosso, e poi i Liguri, e gli emiliani. È buona per volare, si va tutti fuori a colorare la spiaggia.


lunedì 4 aprile 2011

Primo Bagno



Venerdì mattina la voce allegra di Marco (il falegname) interrompe la noia dell'ufficio. "Dove si va domani? C'è il sole!". E propone Monterosso. Telefono agli amici, per alcuni il preavviso è stato davvero ridicolo. Eppure si presentano al casello di Lucca (Mauro, Maurizio, Marco), o partono da Calenzano (Giovanni, Ulisse, Marco).
Prima di arrivare un decollo una piccola sosta: da quanto tempo non mangiavo la focaccia di Recco!

Marco e Roberta in decollo

Poi in decollo per il primo volo del mattino. Per adesso ci siamo solo noi. Decolliamo io e Marco per  primi, per rompere il ghiaccio e provare l'atterraggio (Marco non c'è mai stato). Solo pochi minuti e in decollo non c'è più aria per partire. Gli altri attendono.
Tornati in decollo è già chiaro che ci sarà da aspettare. Il vento è da Ovest, aspettiamo che il sole scaldi il pendio e lo faccia girare. Nel frattempo ci abbronziamo un po'.


Marco in volo
Nel pomeriggio Giovanni, Mauro e Marco riescono a decollare, approfittando di piccole tregue del vento dominante. Il decollo è impegnativo ed io, Maurizio e Ulisse decidiamo che è ora di andare (in auto) a prendere un po' di sole in spiaggia. 

Il primo bagno della stagione











Giovanni e Marco hanno ovviamente già fatto il bagno e si stanno asciugando, Mauro (il Bove) si rammarica di non aver portato il costume. Io ed Ulisse entriamo di corsa in acqua... è gelida!

I ragazzi tornano in decollo, non si sa mai.  Io ne approfitto per un giro a piedi per la città vecchia. 
Rientriamo in Toscana abbronzati!

sabato 5 febbraio 2011

Monterosso

Sembra che sia il primo week end di sole, e vento lieve, dopo tanto aspettare. Durante la settimana alcuni giorni di sole fanno sperare di trovare decolli e pendii asciutti, da far scaldare.
Passo la settimana a controllare le previsioni. Su Lucca, come al solito.

Poi invece  Giovanni propone una gita a Monterosso. C'è stato in uno dei giorni feriali di bel tempo (lui che può!) ed ha voglia di tornarci. Mi aggrego volentieri: a Monterosso a volare non ci sono mai stata. E anche a piedi sono passati un po' di anni.


Per impratichirmi un po' e togliere l'ansia del decollo e dell'atterraggio nuovi dò inizio da sola ai voli del mattino. Fuori è così liscio che ho tutto il tempo di lasciare i comandi e cercare con calma la macchina fotografica nelle tasca della tuta. Ne ho una di scorta anche per Giovanni.
L'atterraggio è in spiaggia. Il mio obiettivo chiaramente è il punto più largo e con meno sabbia.


In volo ci sono solo io, per la mia gioia e anche per quella dei turisti che si godono il primo sole quasi primaverire. Peccato, non c'era nessuno degli amici bipostiti: gli avrei affidato tutti coloro che mi hanno chiesto di poter volare.
Atterraggio in spiaggia







Le termiche dei giorni precedenti non si fanno trovare. In tutto sono quattro planate. Menomale che c'è il taxi che ci riporta in decollo! Mi consola il fatto che anche Giovanni, nonostante provi a cercare di rimanere in dinamica, non rimane in volo molto più a lungo. Paolo invece è un'altra storia, sembra inventare le termiche dove non ci sono. 




Sulla passeggiata


La domenica che segue ci concediamo un po' di relax con cavalli di Mauro, un voletto a Diecimo prima che arrivi la velatura e che il Sud rinforzi troppo. In Pizzorne al contrario c'è vento da Nord, ed i ragazzi tornano giù in auto.

 Il TG Regionale, in serata, porta pessime notizie.
Ciao, Marco.