lunedì 24 agosto 2009

lunedì 10 agosto 2009

CHE ALBA!

Ci ha svegliati così, Gianni "Cibo" verso le 5,30...
A Livorno fa davvero un caldo insopportabile, e anche sulla costa grossetana, a dire il vero.
Così, mentre M. approfitta di una settimana di ferie per andare a volare sulle Dolomiti, organizziamo un week-end a Prato Fiorito. Cena alla brace, pernotto in tenda: già pronti al mattino per il volo delle 10.

L'idea è quella del volo della sera a Diecimo, la spesa e poi tutti insieme a Prato Fiorito. In atterraggio ci sono anche Gianni e Vale che si lasciano convincere ad aggiungersi a noi, intanto per cena per il pernotto poi si vedrà. Partiamo un po' tardi, tra il recupero da aspettare (c'è nord in decollo e M. e Carlo devono scendere in auto insieme agli altri), Gianni che sbaglia strada, non c'è tempo di fermarsi all'atterraggio di San Cassiano se vogliamo montare le tende prima che faccia buio.

Antonio, Cristina ed il piccolo Andrea hanno la tenda Quequa che si apre in 2 secondi, Carlo monta una igloo, Mauro una 4 posti verandata che ospiterà anche Gianni e Valentina (ma come? avete avvertito i vostri figli che non rientrate e poi invece prendete la strada di casa?) ed io la mia piccola Ferrino 2 posti ultraleggera. Sembra, dicono, una piccola tenda monoposto. Che motivo c'è, incalzano, di portarsi una tenda da MTB quando si è venuti in auto? M. la guarda perplesso e si chede se riusciremo ad entrarci tutti e due, di sicuro rimpange la sua igloo 4 posti che gli ho fatto lasciare a casa.

Per cena bistecchine di maiale, salsiccia, schiacciata calda, birra e un po' di vino. Anche due trote che non s'è capito bene Gianni come ha fatto a procurarsi.
Non manca di farci notare che non abbiamo portato l'indispensabile alle notti accanto al fuoco: la grappa!

Durante la notte Gianni accusa un po' il freddo (ha solo la tuta di volo, il sacco a pelo lo ha lasciato a Valentina) e quindi non manca occasione di svegliarci per renderci partecipi.

Colazione con calma, latte e nutella. Poi torniamo a San Cassiano per vedere l'atterraggio (sì, quello accanto al cimitero), poi di nuovo su per il voletto del mattino.
Però tra una cosa e l'altra (a scendere e salire ci vuole più di un'ora, e poi a piedi fino al decollo) non è poi così mattina, e in più verso nord si stanno addensando le nubi. In valle c'è il sole, si va.

Decolla M. io lo seguo, poi Antonio aspetta che torni un po' di vento. Mauro e il Bove sono già in aria. Fuori per i miei gusti è un po' frizzantina, come al solito sono leggera e già in decollo non avanzo molto: ho già pronto lo speed.
M. mi aspetta là fuori e cerca le discendenze (!!) per mantenere la mia quota.
Faccio la mia planata tenendomi sempre discosta dalla montagna, che lì l'attività è più forte. Sopra le case di San Cassiano si sale a +2, perciò smaltisco sui campi prima di entrare in atterraggio. Mauro e Mauro sono già atterrati.
M. mi ha seguito fino in atterraggio, e quindi atterra anche lui. Anche oggi rinuncia ad un volo tutto suo per seguirmi in aria.
Sopra di noi Antonio è altissimo. È salito gratis fino a 1600mt, senza neppure girare le termiche, e dal decollo si preoccupano che non si renda conto e si faccia aspirare. Arriva in atterraggio tutto contento anche lui per il primo volo a Prato Fiorito, ha anche la traccia del GPS.

Per me e per i fratelli è il primo volo qui. Siamo entusiasti.
Adesso devo studiare il modo di metter su un po' di zavorra: i 6Kg di piombi da sub di M. potrebbero andar bene.

lunedì 3 agosto 2009

MONTE PRATO FIORITO

Di Prato Fiorito conoscevo l'attesa. Quella che ti fa fermare sulla strada per il decollo consueto a traguardare se di neve ce ne fosse ancora e a stimare quando sarebbe potuta iniziare la stagione.
Conoscevo la luce negli occhi di chi -se il meteo prometteva- riusciva a lasciare il lavoro alle 10 del mattino per andare lì a volare.

Domenica mattina siamo pronti per Prato Fiorito. La mia vela è in macchina certo, ma per il volo del rientro a Diecimo anche se ci fermiamo a dare un occhio in atterraggio.
Su da Fiorella gli altri sono già arrivati. Tu voli? mi chiedono. No, grazie. Per me è presto, e comunque non a quest'ora. Ti va un biposto? Accidenti se mi va un biposto.

Già sul decollo Prato Fiorito è splendido, sembra un grande panettone. In aria il panorama è incredibile, l'avevo visto salendo in macchina, ma così da vicino mi lascia senza fiato.
Proseguiamo il giro, c'è un po' di attività termica per salire ma non abbastanza da far abbastanza quota per andar via. Giochiamo con M. e con Giovanni a sfruttare le loro strategie, se azzeccate, o nel cercarne di nuove, a caccia delle piccole bolle che si stanno staccando.

Atterriamo vicino al bar. Non m'è sembrato davvero un volo turistico: adesso lo so cosa ci viene a fare M. quassù. Io, col parapendio solista, ci metterò degli anni...

domenica 2 agosto 2009

PIZZA E PIZZORNE

In settimana era arrivata la telefonata di Gianni allora sabato pizza da me...
Come si fa a rifiutare un invito così? Vale e Gianni cucinano benissimo, e poi se Gianni lo chiamano Cibo un buon motivo ci deve pure essere!

Ci prepariamo allora ad un sabato di volo, e di cena. Francesco stacca anche uno dei rari biglietti speciali, Andrea appena sa che suo padre andrà da Gianni e Vale si aggrega con entusiasmo! Ha un debole per Teresa e la Pippa (i cani di casa) e per i 7 o 8 gatti.

Al mattino sono pronti per le Pizzorne. Ci sono anche Antonio e Mauro. Mauro riprende a volare dopo i mesi passati a preparare le noze con Jo. Antonio si diverte da matti: era stato alle Pizzorne per una planata un sacco di tempo fa ed aspettava un sabato così. Poi torna di corsa a casa a prendere il figlio. Io non ci sono per un impegno. Aspetto allora un resoconto più dettagliato dai fratellini e, perchè no, un po' di foto.

Io volo invece a Diecimo nel pomeriggio. Appena cala un po' di vento decollo anche io, con l'aiuto di Giovanni perchè M. è ancora per strada dopo le Pizzorne e mi trova già in volo. Subito fuori dal decollo trovo anche un +4: per adesso salgo gratis, prima o poi imparerò anche a girare!

Poi tutti a cena da Gianni e Vale! Ci sono anche Giovanni e Sara con la moto a tre ruote. Tutti a cena sotto la pergola: schiacciata e antipasti poi pizza cotta a legna. Gelato, cocomero, il cheese-cake di Lucia.

Mauro si offre di guidare al posto di Francesco fino a Livorno, ma non si sa come dopo un po' lo troviamo a dormire in macchina (quella di Antonio).
Ci prepariamo subito!
L'idea è quella di bagnarlo un po' (perchè l'auto non è sua...), farlo uscire e completare con un bel secchio di acqua gelida.
La prima parte riesce bene, poi sebbene assonnato s'immagina il seguito, complice Andrea che saltella intorno per vedere bagnare lo zio. Per uscire dall'auto aspetta che passi di lì la mamma di Vale e se ne fa scudo.

Preparano il caffè, il secchio sembra lì abbandonato. Passa di nuovo la mamma di Vale, e fa per portarlo via: poverino... ci dice; ha il cambio la rassicuriamo... ah allora sì!
Mauro sembra protetto, sta sul dondolo accanto a M., intorno gli amici col caffè. Lucia è rapidissima, mi affida il bimbo, io provo con gli occhi a dire a M. di spostarsi ma non si accorge: Mauro è investito in pieno dall'acqua gelida! Missione compiuta!

lunedì 27 luglio 2009

IL MIO PRIMO SIV

Alessio in radio ha la voce di Lucia. Accogliente ma decisa. Ti racconta la manovra e poi te la fa eseguire, senza fretta e senza paura. E tu te ne stai appesa a un cencio bianco-blu guidata da un ragazzo in costume e occhiali da sole che ti fa chiudere una vela aperta.
Direzione sud: si inizia.

Come al solito il primo volo per me è di ambientamento. E questa volta ad ambientarmi ci ho messo un po'. C'è molto vento là fuori e per arrivare più a sud possibile ci vuole un sacco di tempo e tutto lo speed. Cominciamo con le asimmetriche. La prima serve solo a controllare di aver la forza di tirar giù le bretelle A (ho ancora timore che la spalla non riesca a tenere la pressione), poi cominciamo. Chiudo a destra, mi attacco a sinistra per fermare la rotazione e mi blocco così. La vela smette di ruotare, si riapre e io rimango lì impietrita, peso e comando a sinistra, e la vela entra in spirale dall'altra parte! Alessio per radio mi continua a dire di rilasciare e io neppure lo sento. Dopo tre giri finalmente mi sblocco, mi viene da pensare "e ora come ci esco?" e allora la voce di Alessio arriva chiara, traziono a destra, rilascio, esco.
Ok, riprendo fiato e di nuovo una asimmetrica a destra, questa volta controllo e rilascio correttamente. Proseguiamo.
Poi sbaglio le misure per l'atterraggio e per poco finisco in acqua... primo bagno!

Il secondo giorno sono decisamente più concentrata! Asimmetriche e frontali, anche accelerati.
Nel secondo volo anche lo stallo di C. Dolcemente la vela ti porta indietro e poi scende veloce, senza turbolenza, in verticale oltre 10 m/s e come molli si riapre pulita.
Finiamo le manovre un po' troppo a nord. "Usa lo speed e vieni a Sud che facciamo due wing-over" mi dice. Macchè: c'è un bel vento da sud e non arrivo neppure in atterraggio... Domani zavorra!
Mi viene a prendere Michele col gommone. La croce rossa mi promette un giro gratis del lago al terzo bagno!

Terzo giorno. Con la zavorra è tutta un'altra cosa. Di nuovo lo stallo di C. E poi, visto che tanto c'ero già entrata senza volerlo, anche le spirali, così almeno vedo come si entra senza andare in negativo e come si esce.
Devo prendere un po' la mano ad atterrare con la zavorra. Non riesco a rimanere in piedi e come atterro mi sembra d'essere un tartaruga sdraiata sul dorso.

Quarto giorno. Esco per prima. A partire per primi è tutta un'altra cosa. Si salta tutta l'ansia da decollo e si arriva alti sul lago. Oggi stalli!
Prima di salire in funivia mi faccio spiegare la manovra e chiedo più volte cosa succede se non ce la dovessi fare a tenere giù i freni finchè la vela non torna sulla testa. Stai tranquilla, mi dicono, ce la fai senz'altro, il trucco sta nel rimanere simmetrici e con le braccia attaccate al corpo. E se proprio ti dovessere scappare un comando dentro la tua Istinct stai certa che non ci cadi!
Quando sono là fuori la voce di Alessio mi tranquillizza e mi guida. Per quattro volte porto giù i freni dolcemente, la vela va in stallo, sto ferma con le mani attaccate ai fianchi, aspetto, sollevo fino ai moschettoni, poi un po' di più e poi la lascio volare! Esce pulita e picchia dolcemente.
Al secondo volo dovrei provare i negativi, ma c'è vento forte da Sud e in decollo è davvero freddo. Rinuncio all'ultimo volo e scendo in funivia.

Sono vari i motivi per cui si vanno a fare i corsi SIV. Sono diversi i livelli di abilità con i quali ci si presenta e diversi gli obiettivi che si intende perseguire.
Ho visto Giulio e Alberto giocare con Il Cross-Blade, Francesco con la D-Bag.
Io sono partita fresca di brevetto e un negativo sull'atterraggio ancora da smaltire. Torno a casa un po' più sicura, sotto al mio cencio bianco-blu, ancora incredula d'esser riuscita, seppur guidata, a chiudere e riaprire.

(*) la paperella me la son fatta regalare da Michael, autografata. Ogni due bagni nel lago di Garda c'è la paperella. Giacomo - water-resistent - ha la collezione.

domenica 19 luglio 2009

STRIBBB...UGLIANO

Ne avevamo sentito parlare, un po' dai ragazzi di Grosseto del mio corso (Gianluca, Matteo, Marco) che volano lì, un po' sui forum per il raduno del volo libero più volte rimandato per maltempo. Dicevano anche che c'è un bel vento e allora noi polli possiamo volare al mattino o la sera tardi quando c'è restituzione.

Sabato sono a Sesto Fiorentino, a classificare la Serie B. Là fuori c'è un vento che porta via. Mi spiace per M. che perde un giorno di volo e passa il pomeriggio dietro alle faccende domestiche; un po' meno per me, che per una volta non devo scegliere tra il volo e il baseball.

Per domenica invece c'è in programma Stribugliano. Partiamo presto: peccato non esser potuti partire la sera prima appoggiandosi alla casetta di Monticello Amiata.
Il vento forte del sabato è finito. In decollo si sta benissimo. C'è anche Paolo che fa la navetta e ci risparmia una bella salita a piedi.

Per il volo del mattino mi limito ad una planata. L'obiettivo è arrivare in atterraggio, oppure scegliere un campo qualunque, prestando attenzione alla linea elettrica. Comunque la quota che ho mi basta e faccio anche un paio di otto prima dell'ingresso in campo.

Poi torno su, solo per il fatto che fa meno caldo che in atterraggio! Nel primo pomeriggio c'è vento forte da Sud. M. fa fatica ad avanzare e poi atterra in un campo prima dell'atterraggio "ufficiale".
Per aria c'è invece il parapendio di Sergio che è decollato un po' prima. Poi ci racconterà di aver fatto oltre 2000 mt e di essere andato in giro nei paesi vicini.

Il mio volo della sera aspetta che ci sia restituzione. M. è in volo e in decollo mi aiuta Giovanni., che ha fatto top. Gianluca, arrivato nel pomeriggio, è decollato prima e sta atterrando.
Sto fuori un po', poi in atteraggio. Vorrei smaltire sulla strada, ma si sale dolcemente anche lì! Mi sposto più avanti e faccio i miei otto e qualche esse. Il campo è grande: c'è tutto il posto.

Rientriamo abbronzati, dopo una pizza al bar-ristorante di Claudio.

domenica 12 luglio 2009

PRIMO FUORI CAMPO IN PIZZORNE

Sabato non ho volato: a Diecimo nel pomeriggio grandinava, ed anche in Pizzorne M. è andato veloce in atterraggio perchè il nero si avvicinava. Così decidiamo di andare domenica mattina un po' prima in Pizzorne, per un voletto anche per me, prima del volo delle 13. Decolla M. , poi lo seguo. Riesco a salire anche un pochino, a fare un paio di giri.

Poi decidiamo di andare verso l'atterraggio, perché non ho molta quota e potrebbe non bastare. Ecco da qui in poi inizio a sprecare tutta la quota che ho, senza uscire velocemente dalle discendenze, trascurando di girare le poche deboli termiche che il vario mi segnala e saltando l'unico campetto per un atterraggio intermedio.

Atterro in una stradina (pare vicino a casa di Adolfo), tra gli olivi e la siepe di una villa. Il mio primo fuorio campo.

Quando M. viene a riprendermi in auto mi trova a cavalcioni sulla siepe intenta a recuperare la vela.