mercoledì 9 gennaio 2013

La befana vien dal cielo 2013


Quest'anno ci eravamo preparati per tempo! Per coinvolgere i bambini delle scuole già dalla metà di Dicembre avevamo pronta la locandina, contattato le scuole, la Pro Loco del Borgo ed inviato parenti ed amici! L'ultima settimana, però, l'abbiamo passata a preparare macchine, pupazzetti, crostate e per gli ultimi ritocchi.
Inutile dire che con cuore guardavamo il meteo per la domenica...

Sabato la base è davvero sotto i piedi. Le foto di Bracino di venerdì dall'antenna delle Pizzorne mostrano un mare di nubi, proprio come le slide dei corsi di Zanocco, solo che a casa nostra non mi era mai capitato di vederle. Intanto allerto Mauro per il piano B: se non si potrà  volare la Befana arriverà a cavallo. Quest'anno, anzi, in aggiunta ad Amelio e Merendina, abbiamo anche Mirco e Lucia. Lucia si è cucita addirittura il vestito. Sabato pomeriggio, in atterraggio, ci sono comunque i ragazzi. È evidente a tutti che non si può volare, ma siamo lì, casomai cambiasse qualcosa. Li metto tutti al lavoro a preparare calzette!

Domenica mattina, dalla stalla, non si vede neppure Matraia, lo strato di nubi è ancora più basso. Alle 11 inizio a pulire Said, e a telefonare in giro. Incredibile: Il Bargiglio è pulito! Il mare di nubi si è fermato a Valdottavo.

Tutti in atterraggio allora, prepariamo l'acqua per la cioccolata dei bimbi, il tavolo coi dolci, e vino cannella e chiodi di garofano e lasciamo il signor Alberto, babbo di Amelio, con una radio a sorvegliare il vin brulè. In atterraggio c'è un leggero sud: si va tutti in decollo! 

Aiutiamo a vestire le befane e a preparare le vele, in decollo c'è una leggera brezza, qualcuno parte. L'appuntamento è per le 14.30. Ci dicono per radio che l'atterraggio è pieno di bambini in attesa.
Siamo pronti ma di brezza non ce n'è più. Anzi a tratti sembra addirittura da dietro. Il sud sta portando avanti il mare di nubi ed è evidente che chi partirà lo farà all'italiana, correndo a più non posso. Qualcuno prova a partire sfiorando i cespugli, qualcuno si infrasca e torna su con la vela a fiocco.

Mirco e Lucia aspettano il vento zero e poi decollano correndo a perdifiato. Che bravi! Portano con sé coriandoli, un fumogeno e il sacco dei doni.
Prepariamo Merendina (Daniele) e Amelio per il secondo tandem, ma aria per partire proprio non ce n'è.

Decido di tornar giù in auto, per vedere almeno la fine della festa.
Quando arrivo, ci sono ancora genitori e bambini, Lucia ha distribuito calzette a grandi e piccini.
Arrivano intanto altri parapendii, e la notizia che il  secondo tandem non partirà.

Mi consolo col vin brulè: dopo tre ore sul fuoco di alcol non ce n'è davvero più ma è buono, caldo e contrasta il freddo e l'umido che è già arrivato. Ne avevamo preparato 10 Lt e non ne è avanzato neppure un po'. 

Ci sono i nipoti di M. ad aspettarlo in atterraggio. Simon ha fotografato tutti, aspettando lo zio, che atterra per ultimo a chiudere la festa.
C'è Morgan, biondissimo, ad aspettare la befana. "Sei stato buono?" - chiede la madre coprendosi il viso e camuffando la voce- " Abbastanza". "Dov'è la tua mamma?" "È andata a volare"

martedì 27 novembre 2012

PIZZORNE E NUVOLE

Doveva essere un week end di volo in compagnia di amici lontani. Eppure non abbiamo trovato un po' di sole che valesse il viaggio, nel raggio di 4-5 ore da casa.

E allora cambio programma!
Pensavamo già da un po' di ferrare Shila, per andarci in giro più serenamente e su percorsi più impegnativi, una volta che io e lei ci fossimo un po' allenate ad affrontare qualche ora insieme.
Da qualche settimana, infatti, il sabato quando è possibile vado in giro con Michela che cavalca Teresa o Said.

Il sabato mattina inizia presto. Alle 8.30 c'è il ferratore, Shila è docile e si lascia ferrare. Mi chiedo se abbia o meno la sensazione di queste scarpe nuove. 

Michela sa che il mio hobby principale è il volo, nella piccola Aygo c'è la vela, la zavorra e tutto l'occorrente, e che quindi le ore centrali della giornata sono da passare tra decollo e atterraggio. Il programma è semplice: lasciamo per la prima volta Rashid a casa, in compagni a di Said, e andiamo a fare un giro di un paio d'ore, per vedere come va il distacco.

Appena ci allontaniamo sembra che non ci siano particolari stranezze. Shila mi sembra sorpresa dell'effetto dei ferri sulla ghiaia, e sembra un po' agitata. Non si volta per cercare suo figlio ma piuttosto per tenere d'occhio Teresa, alla quale tenta anzi di rifilare un paio di calci.
Mauro dirà poi che Rashid ha corso verso la rete in cerca della madre, ed è saltato al collo dello zio Said.

Michela e Teresa
Tengo d'occhio il decollo, sulla sommità delle Pizzorne. Ma è in nube... un paio d'ore in giro con Michela e Ilaria, poi decidiamo di proseguire per San Gennaro, dove ci raggiunge Silvio.
Alla fine del giro il paio d'ore previste diventano cinque, e a Michela che mi chiede di tanto in tanto se voglio rientrare per andare a volare rispondo a cuor leggero: finché il decollo è in base... non si vola!

A cena temo d'essere poco di compagnia... alle 11 stendo il sacco a pelo e buonanotte!

Per la domenica il programma è stabilito da tempo, di quelle cose che dici "non appena..." e questa domenica gli ingredienti ci sono tutti: Shila ha i ferri, Rashid è abbastanza grande, il piede di Said è guarito, io mi sono un po' allenata,  Mauro non lavora, e non è buono per volare. È deciso: si va in Pizzorne!

Sveglia alle 6, per sfruttare al meglio le ore di luce. Maurizio si alza solo per dire che rinuncia. Usciamo nel buio, con la sella sulla spalla sembro quasi vera. Si va alla stalla a far mangiare i cavalli, poi facciamo colazione a nostra volta. Nel frattempo, piove leggero e fastidioso.
Dopo colazione la pioggia sembra fermarsi, le pizzorne sono coperte, l'aria è invitante. Io e Mauro prepariamo i cavalli, portiamo dietro la mantellina e si parte. Porto il gps, ma solo per averne la traccia! si fermerà dopo un paio d'ore però. 

Mauro e Said, nella nebbia
Attacchiamo le Pizzorne dietro Valgiano. La salita è ripida, a tratti. Per non stancare troppo Said ne facciamo dei tratti a piedi.
Rashid è curioso e segue gli altri. Oggi compie sei mesi. Il che vorrebbe anche dire che potrebbe lasciare la stalla da un giorno all'altro, oppure rimanere ancora un po'.
La pioggia recente ha lavato i sentieri lasciandone scoperti i sassi. Shila ha i ferri, li abbiamo messi apposta. Senza ferri questa escursione, lunga e impegnativa, sarebbe stata impensabile.
Il paesaggio è suggestivo. Siamo in nube, visibilità 50 metri. Sembra d'essere in un film medioevale. Non ci sono suoni, ma solo gli odori dei bosco. Saliamo. Said scruta attento il sentiero: di sicuro ha sentito suoni o odori che noi non percepiamo, oppure ricorda il cervo imponente che ha incontrato chissà quanti anni fa su questo sentiero.

Il sentiero s'interrompe, è franato. La violenza dell'acqua l'ha portato via. Decidiamo comunque di proseguire, a passo, e uno per volta. Mauro va avanti a controllare che il sentiero riprenda, poi torna a prendere Said, e Rashid. Io passo per ultima con Shila, col cuore in gola, per quanto è stretto il passaggio.

Arriviamo sulla strada che a fatica la riconosco: siamo in Pizzorne. C'è così nebbia che non si vede neppure l'Aldebaran di là dal prato. Ci fermiamo per un caffè, e un panino.

Al ritorno scegliamo un altro sentiero, dal lato di San Piero a Marcigliano. Il comune di Capannori ha pulito e segnato i sentieri, la discesa è lieve ma ripida e sassosa.
Shila e Said allungano il passo, hanno riconosciuto la strada di casa, Rashid è un po' stanco, si vede. È la prima gita fuori casa. Sui sassi sceglie i percorsi migliori, per i suoi zoccoli nuovi.

Rientriamo a Segromigno che sono quasi le 15, dopo 6 ore di cammino. E già pensiamo alla prossima gita.

lunedì 19 novembre 2012

WEEK END METEO

Abbiamo iniziato a parlarne in una riunione, un mesetto fa. Di quelle che magari è venerdì sera e non viene  quasi nessuno."Si fa un corso Meteo, e si chiama Damiano?"

Io, Damiano l'avevo conosciuto nel 2009. A Lucca nevicava. Era il corso meteo precedente. Io ero un pollo,  e un buon matematico. Da matematico imparai a leggere i grafici; da pollo, un po' meno a capire.

Questa volta è diverso. Questo corso per me inizia alla fine di ottobre, quando Damiano ci conferma le date e il programma.
In due-tre settimane ho contattato i club e i piloti delle nostre zone, e quelli di Emilia Romagna e Liguria, cercando di scrivere a tutti. Ho chiesto indirizzi e contatti agli amici volatori, anche a quelli lontani.
In questo, facebook permette di raggiungere un sacco di gente.
C'è anche chi mi chiede: come mi hai trovato? 

E ti trovi a scrivere a gente che non conosci, a parlarci al telefono, per poi scoprire il sabato mattina che faccia abbia.  Anche a dare un nome alle facce che vedi ogni tanto sui decolli. E una faccia a piloti di cui hai sentito parlare.  

Il mio sabato mattina inizia addirittura il mercoledì pomeriggio. Ho in forno 7 crostate con la marmellata d'arancia per le pause durante il corso. Una, ovviamente, è per Mauro il Bove, che mette a disposizione degli amici la sua casa: basta portarsi il sacco a pelo e scegliersi il divano, o un letto. 

C'è aspettativa il sabato mattina. L'auditorium è bellissimo. I volatori arrivano quasi tutti puntuali. C'è chi - come me- scopre che a Capannori di piazza Aldo Moro ce ne sono due: l'altra è a Marlia, che è sempre nel comune di Capannori e il tom tom si confonde.
Il più lontano è Gianni di Ostia, che rientra a casa con 4 litri d'olio nuovo, c'è la moglie di Giuseppe che lo ha accompagnato da Monfestino, i ragazzi di San Giuliano, qualcuno da Firenze, i deltaplanisti della Versilia,  Alessandro e Roberto dalla Maremma. I più giovani e promettenti Piergiorgio e Gabriele.
Gli allievi di Endrio e di Mirco, tra cui Marchino, quello che porta il sole alle grigliate.
Alla fine siamo quasi in sessanta.

S'inizia col chiederci se potremo volare. Se quell'est che è previsto per oggi non sarà così forte in decollo per permetterci di partire. Si guardano i windgram di Diecimo, si descrivono le informazioni che contengono, una per una. Con la curiosità di andare in decollo e vedere se è vero.

Briefing in decollo - foto A.Antoni
All'ora di pranzo si va in decollo, aspettandoci una planata, alcuni in Pizzorne, altri a Diecimo.
Damiano in decollo ci descrive la giornata, per come l'abbiamo letta sulle carte, e poi tutti in volo. 
C'è poca aria per partire, seguiamo i cicli termici, quanto basta per partire all'italiana. Damiano prepara in un angolo la vela a fiocco. Noi, come al solito, ci prepariamo direttamente in decollo...

Non c'è quasi niente fuori. Ma il quasi va già bene. Senza zavorra galleggio più degli altri, la termica è debole ed io mi fermo sulla palazzina a recuperare quei pochi metri per star su. Faccio anche da termo cavia: mi vedono galleggiare e girare e me li trovo sotto. E poi giriamo insieme.
Quante vele in Pizzorne, per esser novembre! Andrea-Power-Point ci immortala tutti, e alle 20 siamo già on-line. Nel pomeriggio debriefing, e le blipmaps. E le nuvole accelerate di Damiano.

Poi pizza a Colognole, tutti insieme, per fortificare le nuove amicizie. Io e Ulisse salutiamo i Liguri che rientrano verso Genova scambiandoci inviti per un volo in compagnia, e un po' di vodka russa che non s'è capito bene perché l'abbiano in macchina. Per tornare a Sesto di Moriano basterebbe orientarsi con le luci delle Pizzorne, invece andiamo in giro ridendo per la piana con una nuova navigazione zen "boh? prova ad andar di qua..." Ci ritroviamo alle mura di Lucca che quasi neppure le riconosco.

La domenica si sa già che non voleremo. Si parla di termiche, di diagrammi, di curve di stato, di adiabatiche. E nel pomeriggio di psicologia e benessere nel volo. Damiano ci racconta la sua esperienza di campione di Cross,  nei suoi voli da 8-9 ore. Strategie, e suggerimenti.
Si conclude con le calamite: quelle che ti riportano a terra anche se non ce n'è motivo, che dopo che sei atterrato ti chiedi perché sei sceso, tipo aver la macchina in atterraggio o avere un impegno la sera.
La prima dell'elenco, la più importante riporta il titolo famiglia, ma la foto contro sole ne mostra un aspetto che fa esclamare "ora se entra il Direttore del centro, voglio vedere come lo spieghi che stiamo facendo un corso meteo!"

venerdì 26 ottobre 2012

RUSH 2

È arrivata mercoledì la vela in prova. Michela mi ha spedito il suo Rush 2, il corriere è stato velocissimo.

Giovedì dalle finestre vista mare dell'ufficio sembra ancora estate. Le previsioni dicono però che il week end è da stare in casa, e ugualmente  il successivo.

La mia indecisione dura solo fino alle 12... poi di corsa a casa, a prendere la sacca della vela, e via in autostrada. Destinazione Diecimo, che ho da provare il Rush nei cieli di casa, prima che inizi a piovere.

In atterraggio ci sono anche gli allievi, ad approfittare di un giorno di sole. 
Ne approfitto per un po' di gonfiaggi.

Accidenti com'è piccola! Eppure la superficie è come quella del Dragon. Controlliamo l'etichetta: taglia XS, 55-75 Kg, 19 mq di superficie proiettata, EN-B... DHV 2.
Ed io che mi sono fidata di para2000 e pensavo fosse un  DHV 1-2!

La porto in decollo, con un po' di timore. La giornata è liscia, l'ideale per il primo volo con un due.
Appena fuori dal decollo me la sento piccola ma è solo una sensazione momentanea.
Mi sono divertita da matti! I comando sono morbidi, gira che è una bellezza. Piano piano che ci prendo confidenza mi avvicino al costone, poi provo su Dezza, torno un po' bassa ma recupero quota decollo in due passaggi. M. mi sorveglia dal decollo. 
Un'ora di pura gioia!

Però le considerazioni da fare sono diverse.
Sono ancora un pollo, come dice il nome di questo blog, per di più un peso piuma, con qualche chilo di zavorra da aggiungere alla XS. Nella mia taglia le vele intermedie sono necessariamente più cattive, hanno spesso omologazioni diverse dalle taglie superiori.
Non sono ancora pronta per un Due, per un Due  in primavera, magari in giro per decolli, nelle ore centrali. 
Per quest'anno c'è da allenarsi col Dragon, poi si vedrà!

lunedì 10 settembre 2012

SOTTOVOCE

Sabato ho perso la voce. 
Non saprei dire come, eppure la mattina c'era quando con Shila e Rashid sono andata a passeggiare insieme a Maurizio e Mif. Tanto più che io con Shila ci parlo, e anche con Rashid. Non che dica delle cose sensate, però ho l'illusione di farle sentire la mia presenza di fronte a quelle cose colorate che proprio non le piacciono.

Nel pomeriggio il mio volo in Pizzorne non è stato un gran che: discendenza e un po' di chiusure; ho anche collezionato un nuovo fuoricampo. Mi consolo con una mezz'ora a Diecimo. Giovanni, ovviamente, c'è arrivato in volo.

Poi di corsa a far la spesa per la grigliata del club, che non si sa mai quanti siamo...
C'è Marchino che ha mantenuto le promesse: ha portato il sole, un po' d'estate, un po' di musica, insieme al suo amico Federico. La serata è piacevole, quasi calda. Allegra.
Per la mia voce è comunque un disastro. Pazienza, tornerà.

Domenica si va a Prato Fiorito! I ragazzi si sono organizzati mentre io preparavo la cena, e mi danno appuntamento per la mattina alle 11. 
Prima di andare, però, io e Mauro andiamo a far gli zoccoli a Shila e a Said. Said è senza ferri da qualche mese, nella speranza che gli crescano un po' le unghie. 

Pronti! alle 11 in atterraggio a Diecimo, per fare i conti delle auto. La mia ovviamente non è disponibile, e non solo perché è minuscola ma anche perché ho tutte le cose della grigliata, da riportare a casa.
Insieme agli altri arrivano anche Lele in scooter, Massimone insieme a Gabriele, Gianpiero con Libero, il suo cane. Alessio ci aspetta al bar, a San Cassiano.

A Prato Fiorito troviamo anche i volatori della Versilia.
In decollo c'è un bel po' di vento, ci sarà da aspettare. Nel frattempo parte Pietrino, e il Bove lo segue (ma chi era quella vela gialla?? ), fa il suo giro e viene a far top. Fuori, dice, anche se non è bella come il giorno prima, vento non ce n'è. L'aria che è in decollo è la termica.

Partono Lele e Massimone, con un bel po' di vento. Ma loro hanno anche una bella stazza che li aiuta.
Aspetto un po', poi ci prepariamo più bassi, e si parte sulla pausa.
Ho le istruzioni per il giro del pollaio, ma mi concentro sul primo step: almeno 1500mt per andare sul Mosca. Ci sono stata in bipo, diverso tempo fa. ...
Ce l'ho anche io oggi quota per andare!
Parto per il traverso, mi appoggio sul Mosca, lo seguo per un po' ma non trovo altro. Davanti a me Gabriele invece punta per il Rondinaio.
Decido di rientrare, là sotto ci sono anche i campi accanto alla capanna di Beppe. Invece ho quota e torno in decollo a far top!

Riparto per un nuovo giro, fuori si sta spengendo, mi pare, trovo per salire solo in fondo, sul boschetto. M'accontento, per non andare ad atterrare giù a San Cassiano, torno in decollo e piego. Mario e Alessio hanno fatto top da Beppe, e ci aspettano davanti a un panino.

Massimo per radio chiama il figlio: Vieni a far top? Che più o meno significa: è un'ora e mezzo che sei lì fuori, siamo atterrati tutti, giù al bar non c'è nessuno, ne hai per molto?
Maurizio che ha preferito volare in aria più calma fa top e riparte: non troverà per risalire e ci aspetterà al bar.
Il ponte del Diavolo - Gabriele in arrivo al Borgo
Gabriele atterra. Dice due cose e poi riparte... sembrava non ci fosse niente ed invece lo perdi un attimo di vista ed ha già fatto di nuovo duemila. 
Dopo un po' lo si sente per radio: è entrato nella valle, e prosegue verso sud. Già che c'è, s'è dimenticato di lasciare la chiave della Corsa. Massimo scuote la testa: si vede che Gabri aveva voglia di un po' di chilometri. 
Poi telefona. Mentre noi si piegava le vele, perché la giornata ci sembrava conclusa, Gabriele andava ad atterrare al Borgo! 

Davanti a un prosecco, Alessio commenta con i suoi concittadini la fortuna del principiante...

lunedì 20 agosto 2012

DIECIMO TWICE

Dopo il Subasio, Il Sumbra e il Ferragosto a Massanera, io e i bovi sembriamo ragazzini in gita, la voglia di vedersi il sabato per volare insieme è tanta.

Si guardano le previsioni per il sabato. Promette un po' di est, più forte nelle ore centrali. Instabilità diffusa e generosa. Decidiamo di anticiparci, e di trovarci in atterraggio alle 12, per esser fuori prima che rinforzi troppo.

Con Gabriele arriva anche Massimo, suo padre. D'accordo che sono di strada, ma hanno lasciato una delle auto all'atterraggio di Diecimo. Per Giovanni è più che un invito!
Parto per ultima, non mi capita quasi mai. Menomale in decollo c'è ancora Daniele col l'Atos.



Fuori c'è un bel po' di gente. Giovanni e Mario sono già verso Diecimo. Gabriele e la sua vela celeste giocano tra il Gromigno e Deccio, Paolo se ne va in giro tra Lammari e Pescia, insieme ad Ulisse, poi ogni tanto si rivede passare. 
Io giro la termica del Decollo, arrivo a 1300, poi però è solo discendenza. Non voglio appoggiarmi al costone, vabbè, penso, ho bucato anche oggi. Davanti a me Massimo con la sua up arancione, e Lucian con la vela bianca. Vanno verso Matraia, proverò anche io lì, sperando nella Pupporina, o nella termica del campanile.
Davanti a me Massimo inizia a salire, è debole, ma c'è, sul paese e verso il costone. Vado anche io. Giriamo insieme io e Massimo, ed ho come l'impressione che mi stia aspettando, si allarga, perché è più veloce, si appoggia al costone e lo seguo. Non mi capita spesso una termica in compagnia! Accidenti, abbiamo recuperato oltre 900mt, e siamo sul Gromigno.
Massimo parte per il traverso, io faccio ancora un paio di giri, ché il vario suona ancora. Adesso ho la quota per partire! 
Seguo la cresta: di fronte a me la croce di Brancoli, Anchiano, il decollo e l'atterraggio di Diecimo. Scelgo la rotta più breve e meno efficace. Mi affaccio sulla valle del Serchio con 1100mt ma non riesco ad appoggiarmi al costone. Gli altri, invece, passati dalla croce di Brancoli hanno agganciato il Bargiglio e girano tra il decollo, e Dezza.
Vado ad atterrare, felice. Era facile oggi, dicono. Ma ci sono anche io, questa volta, proprio quando sembrava di dover andare in atterraggio, ed è la prima per me. È una gioa.

La domenica inizia presto. La giornata è mossa, dicono le previsioni. L'appuntamento rimane fissato per le 12. Però prima ho voglia di andare a vedere Shila, e Rashid e Said.
Said il giorno prima è anche caduto in una buca. Sta lì di casa da quasi vent'anni. Possibile che non sappia dove mette i piedi? Ma le more probabilmente erano dolci.
Metto la sella a Shila, e Mauro inizia un discorso che suona così: allora oggi esci con Shila, sali qui a destra... 
Io? da sola senza il Bove?  Shila è tranquilla, Rashid segue ordinato la madre, ed io vado, nel primo giro fuori casa da sola. La cavalla ubbidisce, Rashid è curioso. Ogni tanto lo chiamo e m'illudo che sappia che parlo con lui. Seguo i sentieri, scegliendo le vie più facili, tra olivi e vigne. 
Mauro lo so è preoccupato ma non lo dà a vedere. Da un po' di tempo mi allena e mi propone solo cose che sono in grado di affrontare, ed oggi sono pronta ad andare da sola. 
Sulla strada del ritorno Said ci ha già sentiti, e chiama la sua amica. Rashid corre avanti, ha sentito la strada di casa.

Pronti per tornare in decollo, allora. Ivano ci chiede di andare prima, per un volo meno impegnativo di quello del sabato. Saliamo intanto in decollo, Giovanni si offre come autista. Su ci sono già i Delta.
Partono Ivano e Mauro, per il volo del mattino. Fuori è mossa. Molto. L'assimmetrica di Mauro fuori dal decollo ci mette un'infinità a risolversi. Daniele ripassa sul decollo, poi va a farsi un giro sulle Panie.
Arrivano i volatori senza fretta, e li guardo prepararsi e partire. Fuori mi sembra davvero troppo mossa, è sud, e anche abbastanza sostenuto.
Quando sembra mollare mi preparo, ed esco. 

C'è sud, sono lenta e per passare il bosco devo seguirlo per un po', e c'è solo discendenza. Punto sulla Pupporina. È il rilievo più a sud che ho davanti, spero in qualche bolla, per recuperare qualche metro e poi andare a vedere. Se stacca m'aspetto di trovarla lì.
Trovo solo discendenza: immagino di essere nella discendenza della termica ed è vero. Eccola, c'è!
Prima debole, poi più forte mi appoggia alla cresta e mi riporta in decollo. 
Verso il Gromigno, e Spazzavento, seguo il costone, poi mi affaccio verso Deccio, e rientro.
Accidenti se è mossa. Respiro quando mi sento sollevare un attimo prima che il vario suoni più forte e ...giro! Non solo solo orecchie, colleziono anche un bel paio di asimmetriche, una dietro l'altra, ho le mani sulle bretelle, pronta a contrastare e mi giro verso valle, per uscire da quella lavatrice. Per oggi mi pare possa bastare.
Basta poco e si calma. Il vario continua a suonare però, mentre riprendo fiato ho recuperato quasi 300 metri, senza far nulla.  Allora si può continuare! Torno sul Gromigno attaccandolo dal punto più alto. Ho voglia di nuovo di un traverso. Seguo il costone, come il sabato, indecisa se puntare verso la croce di Brancoli o ripercorrere la via più breve. Non ho molta efficienza: quando il costone si divide scelgo di nuovo di andare verso destra, perché temo che la quota non mi basti per superare la croce. Sono errori di parallasse, invece: la quota per passare c'era...

E per festeggiare aspettiamo il recupero con un rigenerante bagno nel Serchio! Non a caso nella mia attrezzatura da volo ho messo anche il costume e un asciugamano!

È lunedì, ma la testa è ancora sul Gromigno con la quota per passare. Ho scaricato le tracce, ho guardato  su xc quelle dei Bovi, e degli Uccellacci. Loro sono andati in giro per i monti, io ho fatto solo un paio di traversi. Ma c'ero anche io, a chiedere un passaggio, questo week end. Dopo un certo numero di anni passati a guardare.




lunedì 13 agosto 2012

Il Sumbra, lo sherpa, il tè e Vega

Eravamo sul Subasio, io e i bovi, quando arriva il messaggio di Marco il Dentista: sabato prossimo si va sul Sumbra, si dorme in vetta e si vola al mattino. 
E' una gita faticosa, e Marco la fa tutti gli anni, in compagnia di Moreno. 

Sapevo che c'è Luciano in zona, gli dico della nostra gita. Lu ama queste montagne, se le porta nel sangue. Ci diamo appuntamento per le 15. 
Incontrare Lu è come rivedere un vecchio amico. Ha un'allegria contagiosa. Il buffo è che dal vivo non ci siamo praticamente mai visti. Luciano, sua sorella, le loro cugine saliranno con noi in vetta, e poi torneranno indietro. 





Si accolla il mio zaino e mi lascia il suo. Nella salita parliamo di volo e di Alpi Apuane. A sentirle raccontare da lui sembra di esserci sempre stata. E quella foto da manager in carriera che ha sul web poco assomiglia a quella voce che accarezza le montagne.
Il panorama è mozzafiato. Appare improvviso, scatto qualche foto, c'è la funzione panorama apposta. Ma le foto non rendono neppure l'idea di quello che ho di fronte. Spengo la macchina, e mi fermo a guardare.

In vetta c'è il tempo di qualche foto ricordo. Lu racconta il suo volo più bello su questo monti e ci indica dove staccano le termiche. Poi metà del gruppo riprende la discesa.

Rimaniamo io con Ulisse e Gabriele, Marco con Moreno.
Prepariamo le tende per la notte e poi andiamo a far legna per il fuoco.
Io ho timore d'aver freddo come al solito, ho anche portato il sacco a pelo invernale, e confido molto nel calore del fuoco. 
In effetti di calore, io e i bovi, ne abbiamo portato anche dell'altro. Somiglia al tè, certo, ma con una gradazione più alta. Ci farà compagnia per buona parte della serata.
Il tramonto dalla vetta è emozionante, c'è il mare lì davanti, si vede fino a Livorno. E poi i monti, tutti da guardare mentre si colorano di rosa.

Ci sistemiamo accanto al fuoco, con i panini per cena. Togliamo scarpe e calze per farle asciugare e rimaniamo a goderci il fuoco, in tuta da volo e a piedi nudi. E a piedi nudi andiamo a vedere l'eco dei fuochi d'artificio dei paesi della valle.
Ho portato con me il laser verde, per giocare con tutte quelle stelle che a poco a poco arriveranno. Aspettiamo le perseidi, certo. Ma anche tutte le altre sono lì da guardare...
Indico Vega, il triangolo estivo, il grande carro, Arturo. 





Al mattino ci sono già i cirri. Promettono vento forte. Sistemiamo le attrezzature, e ci prepariamo. Ci raggiungono anche Massimo e Mosè, con le vele. Massimo festeggia con noi il suo compleanno.
Decidiamo di partire prima possibile, prima che la brezza di valle si attenui e il vento dal mare non ci permetta di decollare verso il lago di Vagli.
Moreno, che non vola, gufa un po', e si chiede se qualcuno tornerà con lui a piedi... 
Partiamo all'italiana Ulisse per primo, poi io, che quasi non mi ricordo neppure come si fa, poi gli altri.
Fuori non c'è niente. Si passa sul paese, giusto il tempo di far due foto, e poi si atterra.