martedì 25 giugno 2013

OLUDENIZ ( VIA PISA - RHODI)

Fine maggio. Piove da settimane, non si vola quasi mai. Shila ha la bronchite, e poi dove la porti con tutto quel fango?  Un po' di pubblicità solitamente fastidiosa suggerisce voli a prezzo stracciato, e allora il passo è breve: mentre cerco un volo da Pisa per una destinazione econimica qualunque senza pioggia nel week end mi viene in mente che c'era in estate un Pisa-Rodi con la Rayan, e un traghetto per Fethye.
Eccolo: c'è! Controllo orari e prezzi. In pochi minuti si chiedono le ferie, si compra il biglietto con la Rayan, con 20 kg di bagaglio in stiva e si prenota la prima sera a Rodi. E si prepara la borsa, e si mette la sacca della vela sulla bilancia che la partenza è di lì a 5 giorni.
Si lascia a casa la pioggia e si va verso il sole!

Sabato pomeriggio a Rodi. E' evidente fin da subito metà del bagaglio potevamo lasciarlo a casa: è caldo, finalmente! Sfodero un po' del mio greco arrugginito per leggere i cartelli stradali (che buffo!) e approfittiamo per visitare la città vecchia, la cittadella e il porto. Più o meno da queste parti mio nonno ha fatto parte della guerra. Scambio con babbo e zio le foto di posti che avevamo solo sentito raccontare.

Al mattino di buon ora al porto. Solo che invece del traghetto c'è l'aliscafo. La domenica pare che Fethye sia una meta piuttosto gettonata e difatti non c'è posto. Unica destinazione in Turchia  è Marmaris, un paio di ore più a nord. Vabbè: intanto si va, poi ci si riorganizza. 



Finalmente Ölüdeniz! Il lunedì siamo sulla prima navetta. Si entra nel parco e l'aria si fa più fredda: si inizia a salire tra i pini. Arriviamo al decollo intermedio 1770 mt, è lastricato, invitante. La vista è magnifica, e le foto e il video della telecamera che avrò sul casco non rendono giustizia al blu, alle isole, ai colori. Aspetto mentre partono i bipostisti. "TakeOff!" gridano per indicare che è il loro turno, e le vele colorate si alzano in volo con un fruscio.




Mi metto in coda, è il mio turno. Quello che mi aspetta è una planata, che da quella quota equivale ad una mezz'ora di panorama mozzafiato sulla laguna blu, e atterraggio sul lungomare. Mi godo il volo, e l'azzurro, e il profumo del mare. 
Si va in spiaggia, e si torna in decollo con l'ultima navetta del pomeriggio.



SkySport è la nostro riferimento: oltre alle navette ci noleggia un'auto per visitare il canyon di Saklikent e uno po' di Turchia meno turistica, e quando gli chiedo di organizzarci una gita iper la  Valle delle Farfalle, Mike ci  propone invece una rilassante crociera in barca a vela. Per l'equivalente di 17€ pranzo compreso ci godiamo il silenzio del mare, il fruscio delle vele, e i tuffi di isola in isola.



Il venerdì si torna a Rodi (questa volta con l'aliscafo!) per 4 giorni di mare e pini. La nostra base è a Lyndos: case bianche, l'acropoli e il fantastico yogurt del Mosaic.

A Rodi è tutto turistico ma la stagione ovviamente deve ancora iniziare, e soprattutto gli italiani non sono ancora arrivati! Esploriamo un po' la parte orientale dell'isola. Ci fermiamo a fare benzina, e il gestore ci regala quattro fichi buonissimi!
Ceniamo in una trattoria gestita da due anziani signori. La crisi è arrivata anche da loro e ne parliamo in una lingua mista tra greco, italiano, inglese e francese. Ordiniamo τζατζίκι e insalata greca e in più ci portano uova sode ancora calde, formaggio, yogurt con la marmellata, tutto fatto in casa con ingredienti del loro orto. Loro pasteggiano accompagnandosi con caraffe di grappa e ghiaccio allungata con l'acqua (ούζο), e lo assaggiamo anche noi. Ci siamo così divertiti che salviamo sul navigatore il punto gps e ci torniamo a cena due giorni dopo.
Verso sud si susseguono spiagge semideserte e acqua blu. Ovviamente ci lasciamo ammaliare...

lunedì 29 aprile 2013

LA MARCIA DELLE VILLE 1 e 2

Hanno preparato 13000 pettorali quest'anno. Io ho il 10865.
È l'occasione per vedere dal di dentro le ville che, generalmente chiuse, sorvoliamo dall'alto, e ne ammiriamo il rigore e la cura dei parchi e dei palazzi.

I sentieri per arrivarci invece un po' li conosco, tra una villa e l'altra. Per andare in decollo si passa da Villa Reale e si prosegue per Matraia, c'è la strettoria della Villa, dove ho recuperato un giorno Giovanni che per essere andato troppo in giro non è riuscito a rientrare, c'è la vigna dove in più d'uno siamo atterrati ricordando di fare attenzione al sottovento. 
E in più da qualche tempo Shila mi fa scoprire sentieri nuovi. Lo scorso sabato, seguendo le indicazioni di Mauro, ce ne siamo andate verso ovest, in Pian di Casciana, e poi oltre verso la Fraga, costeggiando le ville. C'è un gusto particolare a girare da soli, un feeling più forte tra te e il cavallo, una consapevolezza maggiore dei sentieri, degli ostacoli e dell'orientamento.

Quest'anno, per la Marcia, c'è una bella novità. L'associazione inSella! organizza la passeggiata a cavallo, sul  medesimo percorso, con le varianti del caso per l'accesso alle ville. Una quarantina di cavalli e cavalieri colorati. ne aspettavano molti di più, ma l'attesa pioggia ha fatto desistere i più lontani.
L'organizzazione è impeccabile, il Mitico e i suoi hanno fatto davvero un bel lavoro.

Indecisa fino all'ultimo, il meteo è variabile quanto più non si può. Sole e temporali si alternano. L'unica cosa certa è che oggi non si vola. Non ci sarà Andrea a far le foto dall'alto e ad atterrare a Villa Reale o alla Specola nella curiosità dei passanti.

Farò la marcia in due tempi, allora.
Al mattino il percorso a piedi di 10 km, nel pomeriggio quello a cavallo. Rinuncio ai 16 km, per essere in tempo alla stalla per far bella Shila, e soprattutto per asciugarla prima dei metterle la sella.
La prima parte è sotto la pioggia, e la mantellina funziona a meraviglia. Recuperiamo in salita, e ci fermiamo solo alla Specola ad ascoltare i ragazzi che suonano, che brava la cantante!
All'arrivo a Marlia l'organizzazione è perfetta. In piazza del mercato sono pronti con bruschette, dolci, pasta, bibite.

Poi alle 11 verso la stalla. Il sole ha asciugato i cavalli, non c'è bisogno di molte cure. Anzi la pioggia della notte li ha anche lavati, si fa in fretta. Si lucida la criniera con l'olio, che oggi si va in passeggiata!
Io sono tesa, si sa. Detesto la presenza di cavalli e cavalieri che non conosco, e non mi conoscono. Quando si è in tanti ci vogliono cento occhi. 
Ci fermiamo da Canapino, e poi in Pian di Casciana. L'attesa delle 15 è snervante. In sella per la foto di rito mi sembrano tutti troppo vicini. Matto come un cavallo non è solo un modo di dire. E i nostri hanno sangue arabo. Mi tengo il più possibile vicino a Said. Perché con Said accanto Shila non ha paura, e per quanto mi riguarda, la presenza di Mauro ha lo stesso effetto. 
Si parte. Ma tu ce lo vedi Said a stare buono al passo? Il cavallo vecchio e sonnecchiante di mezz'ora prima lascia il posto ad un energico e scoppiettante arabo. Mauro lo tiene, e lui mostra il suo disappunto con un trotto spigoloso.  Quando si passa su sentieri noti, sui prati dove al solito si corre è una lotta continua: loro son lì a chiedere di allungare, che quegli altri lì davanti proprio non li sopportano.
Dopo un paio d'ore di rientro verso Pian di Casciana, si passa davanti alla strada di casa. Ho la schiena, le ginocchia, anche le mani doloranti  per le ossa di Shila e per la tensione. Lascio che Shila prenda la strada della stalla. Per noi, oggi, va bene così.

lunedì 18 marzo 2013

DUEMILA !

Dopo tanta pioggia il sabato si preannuncia promettente un po' dappertutto, prefrontale. I windgrams prevedono quote interessanti e venti deboli, e un irraggiamento adeguato.
In tanti passiamo il venerdì a guardare, a studiare. Qualche fortunato ha il venerdì festivo e va a farsi un volo. La situazione è alquanto strana: sul Serra è anche nevicato.

Passo il venerdì sera a predisporre il casco: il babbo m'ha regalato una bellissima Midland XTC 300, e devo ancora provarla in volo. L'idea è di accenderla e dimenticarsi d'averla indosso. Chissà che ne vien fuori. 

Il sabato mattina inizia alla stalla. Mauro sta predisponendo il tondino che servirà per domare Rashid, ed passiamo qualche ora ad inchiodare tavole. I cavalli nel frattempo si godono il sole proprio nel tondino, e Mauro mi da prova della doma di Said. Appena gli mostra una vettina, quel meraviglioso arabo esegue agile e scattante gli ordini di Mauro, che li impartisce semplicemente con la voce e con un gesto.

Nel frattempo si studiano i cumuli sull'antenna delle Pizzorne, guardiamo come si formano ed evolvono, e quel leggero Nord che li porta avanti. Speriamo che il sole scaldi abbastanza la pianura da far girare il vento.

Mentre andiamo in atterraggio ci viene in mente di lasciare la piccola Aygo davanti alla gelateria. Il nostro abituale ritrovo dopo volo si è spostato dal Tamoil al Dolce&Amaro, un po' più a sud dell'atterraggio ufficiale ed è circondato da ampi campi non coltivati. Adatto per chi non ha voglia d'aspettare il recupero in atterraggio e preferisce ingannare l'attesa davanti ad un gelato.

Nel frattempo arrivano sms dagli amici: dopo tanta neve, parcheggiati bimba e peluche dai nonni, tutti in decollo!

Pronti si va! La pioggia ha lavato la strada, non c'è più neve per andare in decollo. Il vento è rafficato, ma la giornata è promettente e impegnativa. Esce Antonio e in due giri è altissimo.
Noi bovi ci prepariamo uno accanto all'altro.  Esce Ivano ( Bove 2) poi Mauro (Bove 1), infine io. 
Metto tutta la zavorra: è primavera, e non mi fido a metterne meno.
La giornata è ballerina, fin da subito. Più avanti c'è la vela gialla di Mauro. Il vario inizia a suonare nella termica che ci riporta sull'antenna, ma non voglio farmi scarrocciare e ad ogni giro devo tornare avanti. Il cumulo è proprio sopra di noi spostato un po' dietro.
Il mondo inizia a farsi guadare lì sotto, a 1300 sull'antenna.

"Bove 2 ai Bovi..."  dice la radio: Ivano è atterrato dal gelataio. Anche Mauro raggiunta l'antenna si dirige verso sud.

Mi sposto sul decollo e di lì sul Gromiglio (Spazzavento). È la termica di servizio.
Il vario suona debole, a volte più forte. La giro finché ce n'è. Ad ogni giro l'antenna si fa più piccola. Lo strumento registra un picco di +6.3 m/s, e quota 1956 s.l.m. Accidenti per me è la prima volta di un quasi-duemila. Questo panorama l'avevo visto solo in bipo, un sacco di tempo fa. Ci sono  il mare, le Apuane, la valle di Diecimo. E ci sono io, arrivata fin qui da sola. Peccato che il bosco sia spoglio e c'è solo marrone invece che verde. 



Il gelato sarà per un'altra volta. Scelgo di andare a Diecimo, passando dalla croce di Brancoli. "I bovi a bove cinque" dice la radio. Mi chiamano per sapere dove sono: vorrei rispondere ma tra gli ingombranti guanti invernali, la radio nel taschino, e soprattutto l'aria frizzante là fuori dopo un paio di tentativi di lasciare i comandi rinuncio. Pazienza, vi telefono quando atterro.

Direzione Croce di Brancoli, il vento è un po' di lato, e non trovo proprio niente per risparmiare quota, tutt'altro. Attivo alla boa con 1050 mt: ho speso oltre 900 mt per il traverso. 
La media valle e il Bargiglio sono lì in tutto il loro splendore, basta non guardare le cartiere lungo il corso del Serchio. 
Alla croce di Brancoli la termica c'è: è la confluenza tra il vento meteo e la valle, e per questo piuttosto impegnativa. L'attraverso senza girare e proseguo.



Per attraversare la valle impego altri 500 mt tanto che mi viene il dubbio se riuscirò sullo spigolo più sporgente del costone. Aggancio e recupero in dinamica sulla cresta est. In volo ci sono due vele, piuttosto alte. Il vento sul decollo sembra molto rafficato, non decolla nessun altro e anche i ragazzi in volo ondeggiano un po'.

Decido che per oggi può bastare! Sono contentissima dei miei duemila e del mio traverso. Si può andare ad atterrare!

Telefono ai bovi la mia gioia prima ancora di togliermi l'imbraco, poi approfitto di un passaggio per tornare in Pizzorne insieme a Pietro e Federico arrivati in volo da San Giuliano.

Con calma si finisce di fare i recuperi e ci si gode il tramonto dalle Pizzorne.

mercoledì 9 gennaio 2013

La befana vien dal cielo 2013


Quest'anno ci eravamo preparati per tempo! Per coinvolgere i bambini delle scuole già dalla metà di Dicembre avevamo pronta la locandina, contattato le scuole, la Pro Loco del Borgo ed inviato parenti ed amici! L'ultima settimana, però, l'abbiamo passata a preparare macchine, pupazzetti, crostate e per gli ultimi ritocchi.
Inutile dire che con cuore guardavamo il meteo per la domenica...

Sabato la base è davvero sotto i piedi. Le foto di Bracino di venerdì dall'antenna delle Pizzorne mostrano un mare di nubi, proprio come le slide dei corsi di Zanocco, solo che a casa nostra non mi era mai capitato di vederle. Intanto allerto Mauro per il piano B: se non si potrà  volare la Befana arriverà a cavallo. Quest'anno, anzi, in aggiunta ad Amelio e Merendina, abbiamo anche Mirco e Lucia. Lucia si è cucita addirittura il vestito. Sabato pomeriggio, in atterraggio, ci sono comunque i ragazzi. È evidente a tutti che non si può volare, ma siamo lì, casomai cambiasse qualcosa. Li metto tutti al lavoro a preparare calzette!

Domenica mattina, dalla stalla, non si vede neppure Matraia, lo strato di nubi è ancora più basso. Alle 11 inizio a pulire Said, e a telefonare in giro. Incredibile: Il Bargiglio è pulito! Il mare di nubi si è fermato a Valdottavo.

Tutti in atterraggio allora, prepariamo l'acqua per la cioccolata dei bimbi, il tavolo coi dolci, e vino cannella e chiodi di garofano e lasciamo il signor Alberto, babbo di Amelio, con una radio a sorvegliare il vin brulè. In atterraggio c'è un leggero sud: si va tutti in decollo! 

Aiutiamo a vestire le befane e a preparare le vele, in decollo c'è una leggera brezza, qualcuno parte. L'appuntamento è per le 14.30. Ci dicono per radio che l'atterraggio è pieno di bambini in attesa.
Siamo pronti ma di brezza non ce n'è più. Anzi a tratti sembra addirittura da dietro. Il sud sta portando avanti il mare di nubi ed è evidente che chi partirà lo farà all'italiana, correndo a più non posso. Qualcuno prova a partire sfiorando i cespugli, qualcuno si infrasca e torna su con la vela a fiocco.

Mirco e Lucia aspettano il vento zero e poi decollano correndo a perdifiato. Che bravi! Portano con sé coriandoli, un fumogeno e il sacco dei doni.
Prepariamo Merendina (Daniele) e Amelio per il secondo tandem, ma aria per partire proprio non ce n'è.

Decido di tornar giù in auto, per vedere almeno la fine della festa.
Quando arrivo, ci sono ancora genitori e bambini, Lucia ha distribuito calzette a grandi e piccini.
Arrivano intanto altri parapendii, e la notizia che il  secondo tandem non partirà.

Mi consolo col vin brulè: dopo tre ore sul fuoco di alcol non ce n'è davvero più ma è buono, caldo e contrasta il freddo e l'umido che è già arrivato. Ne avevamo preparato 10 Lt e non ne è avanzato neppure un po'. 

Ci sono i nipoti di M. ad aspettarlo in atterraggio. Simon ha fotografato tutti, aspettando lo zio, che atterra per ultimo a chiudere la festa.
C'è Morgan, biondissimo, ad aspettare la befana. "Sei stato buono?" - chiede la madre coprendosi il viso e camuffando la voce- " Abbastanza". "Dov'è la tua mamma?" "È andata a volare"

martedì 27 novembre 2012

PIZZORNE E NUVOLE

Doveva essere un week end di volo in compagnia di amici lontani. Eppure non abbiamo trovato un po' di sole che valesse il viaggio, nel raggio di 4-5 ore da casa.

E allora cambio programma!
Pensavamo già da un po' di ferrare Shila, per andarci in giro più serenamente e su percorsi più impegnativi, una volta che io e lei ci fossimo un po' allenate ad affrontare qualche ora insieme.
Da qualche settimana, infatti, il sabato quando è possibile vado in giro con Michela che cavalca Teresa o Said.

Il sabato mattina inizia presto. Alle 8.30 c'è il ferratore, Shila è docile e si lascia ferrare. Mi chiedo se abbia o meno la sensazione di queste scarpe nuove. 

Michela sa che il mio hobby principale è il volo, nella piccola Aygo c'è la vela, la zavorra e tutto l'occorrente, e che quindi le ore centrali della giornata sono da passare tra decollo e atterraggio. Il programma è semplice: lasciamo per la prima volta Rashid a casa, in compagni a di Said, e andiamo a fare un giro di un paio d'ore, per vedere come va il distacco.

Appena ci allontaniamo sembra che non ci siano particolari stranezze. Shila mi sembra sorpresa dell'effetto dei ferri sulla ghiaia, e sembra un po' agitata. Non si volta per cercare suo figlio ma piuttosto per tenere d'occhio Teresa, alla quale tenta anzi di rifilare un paio di calci.
Mauro dirà poi che Rashid ha corso verso la rete in cerca della madre, ed è saltato al collo dello zio Said.

Michela e Teresa
Tengo d'occhio il decollo, sulla sommità delle Pizzorne. Ma è in nube... un paio d'ore in giro con Michela e Ilaria, poi decidiamo di proseguire per San Gennaro, dove ci raggiunge Silvio.
Alla fine del giro il paio d'ore previste diventano cinque, e a Michela che mi chiede di tanto in tanto se voglio rientrare per andare a volare rispondo a cuor leggero: finché il decollo è in base... non si vola!

A cena temo d'essere poco di compagnia... alle 11 stendo il sacco a pelo e buonanotte!

Per la domenica il programma è stabilito da tempo, di quelle cose che dici "non appena..." e questa domenica gli ingredienti ci sono tutti: Shila ha i ferri, Rashid è abbastanza grande, il piede di Said è guarito, io mi sono un po' allenata,  Mauro non lavora, e non è buono per volare. È deciso: si va in Pizzorne!

Sveglia alle 6, per sfruttare al meglio le ore di luce. Maurizio si alza solo per dire che rinuncia. Usciamo nel buio, con la sella sulla spalla sembro quasi vera. Si va alla stalla a far mangiare i cavalli, poi facciamo colazione a nostra volta. Nel frattempo, piove leggero e fastidioso.
Dopo colazione la pioggia sembra fermarsi, le pizzorne sono coperte, l'aria è invitante. Io e Mauro prepariamo i cavalli, portiamo dietro la mantellina e si parte. Porto il gps, ma solo per averne la traccia! si fermerà dopo un paio d'ore però. 

Mauro e Said, nella nebbia
Attacchiamo le Pizzorne dietro Valgiano. La salita è ripida, a tratti. Per non stancare troppo Said ne facciamo dei tratti a piedi.
Rashid è curioso e segue gli altri. Oggi compie sei mesi. Il che vorrebbe anche dire che potrebbe lasciare la stalla da un giorno all'altro, oppure rimanere ancora un po'.
La pioggia recente ha lavato i sentieri lasciandone scoperti i sassi. Shila ha i ferri, li abbiamo messi apposta. Senza ferri questa escursione, lunga e impegnativa, sarebbe stata impensabile.
Il paesaggio è suggestivo. Siamo in nube, visibilità 50 metri. Sembra d'essere in un film medioevale. Non ci sono suoni, ma solo gli odori dei bosco. Saliamo. Said scruta attento il sentiero: di sicuro ha sentito suoni o odori che noi non percepiamo, oppure ricorda il cervo imponente che ha incontrato chissà quanti anni fa su questo sentiero.

Il sentiero s'interrompe, è franato. La violenza dell'acqua l'ha portato via. Decidiamo comunque di proseguire, a passo, e uno per volta. Mauro va avanti a controllare che il sentiero riprenda, poi torna a prendere Said, e Rashid. Io passo per ultima con Shila, col cuore in gola, per quanto è stretto il passaggio.

Arriviamo sulla strada che a fatica la riconosco: siamo in Pizzorne. C'è così nebbia che non si vede neppure l'Aldebaran di là dal prato. Ci fermiamo per un caffè, e un panino.

Al ritorno scegliamo un altro sentiero, dal lato di San Piero a Marcigliano. Il comune di Capannori ha pulito e segnato i sentieri, la discesa è lieve ma ripida e sassosa.
Shila e Said allungano il passo, hanno riconosciuto la strada di casa, Rashid è un po' stanco, si vede. È la prima gita fuori casa. Sui sassi sceglie i percorsi migliori, per i suoi zoccoli nuovi.

Rientriamo a Segromigno che sono quasi le 15, dopo 6 ore di cammino. E già pensiamo alla prossima gita.

lunedì 19 novembre 2012

WEEK END METEO

Abbiamo iniziato a parlarne in una riunione, un mesetto fa. Di quelle che magari è venerdì sera e non viene  quasi nessuno."Si fa un corso Meteo, e si chiama Damiano?"

Io, Damiano l'avevo conosciuto nel 2009. A Lucca nevicava. Era il corso meteo precedente. Io ero un pollo,  e un buon matematico. Da matematico imparai a leggere i grafici; da pollo, un po' meno a capire.

Questa volta è diverso. Questo corso per me inizia alla fine di ottobre, quando Damiano ci conferma le date e il programma.
In due-tre settimane ho contattato i club e i piloti delle nostre zone, e quelli di Emilia Romagna e Liguria, cercando di scrivere a tutti. Ho chiesto indirizzi e contatti agli amici volatori, anche a quelli lontani.
In questo, facebook permette di raggiungere un sacco di gente.
C'è anche chi mi chiede: come mi hai trovato? 

E ti trovi a scrivere a gente che non conosci, a parlarci al telefono, per poi scoprire il sabato mattina che faccia abbia.  Anche a dare un nome alle facce che vedi ogni tanto sui decolli. E una faccia a piloti di cui hai sentito parlare.  

Il mio sabato mattina inizia addirittura il mercoledì pomeriggio. Ho in forno 7 crostate con la marmellata d'arancia per le pause durante il corso. Una, ovviamente, è per Mauro il Bove, che mette a disposizione degli amici la sua casa: basta portarsi il sacco a pelo e scegliersi il divano, o un letto. 

C'è aspettativa il sabato mattina. L'auditorium è bellissimo. I volatori arrivano quasi tutti puntuali. C'è chi - come me- scopre che a Capannori di piazza Aldo Moro ce ne sono due: l'altra è a Marlia, che è sempre nel comune di Capannori e il tom tom si confonde.
Il più lontano è Gianni di Ostia, che rientra a casa con 4 litri d'olio nuovo, c'è la moglie di Giuseppe che lo ha accompagnato da Monfestino, i ragazzi di San Giuliano, qualcuno da Firenze, i deltaplanisti della Versilia,  Alessandro e Roberto dalla Maremma. I più giovani e promettenti Piergiorgio e Gabriele.
Gli allievi di Endrio e di Mirco, tra cui Marchino, quello che porta il sole alle grigliate.
Alla fine siamo quasi in sessanta.

S'inizia col chiederci se potremo volare. Se quell'est che è previsto per oggi non sarà così forte in decollo per permetterci di partire. Si guardano i windgram di Diecimo, si descrivono le informazioni che contengono, una per una. Con la curiosità di andare in decollo e vedere se è vero.

Briefing in decollo - foto A.Antoni
All'ora di pranzo si va in decollo, aspettandoci una planata, alcuni in Pizzorne, altri a Diecimo.
Damiano in decollo ci descrive la giornata, per come l'abbiamo letta sulle carte, e poi tutti in volo. 
C'è poca aria per partire, seguiamo i cicli termici, quanto basta per partire all'italiana. Damiano prepara in un angolo la vela a fiocco. Noi, come al solito, ci prepariamo direttamente in decollo...

Non c'è quasi niente fuori. Ma il quasi va già bene. Senza zavorra galleggio più degli altri, la termica è debole ed io mi fermo sulla palazzina a recuperare quei pochi metri per star su. Faccio anche da termo cavia: mi vedono galleggiare e girare e me li trovo sotto. E poi giriamo insieme.
Quante vele in Pizzorne, per esser novembre! Andrea-Power-Point ci immortala tutti, e alle 20 siamo già on-line. Nel pomeriggio debriefing, e le blipmaps. E le nuvole accelerate di Damiano.

Poi pizza a Colognole, tutti insieme, per fortificare le nuove amicizie. Io e Ulisse salutiamo i Liguri che rientrano verso Genova scambiandoci inviti per un volo in compagnia, e un po' di vodka russa che non s'è capito bene perché l'abbiano in macchina. Per tornare a Sesto di Moriano basterebbe orientarsi con le luci delle Pizzorne, invece andiamo in giro ridendo per la piana con una nuova navigazione zen "boh? prova ad andar di qua..." Ci ritroviamo alle mura di Lucca che quasi neppure le riconosco.

La domenica si sa già che non voleremo. Si parla di termiche, di diagrammi, di curve di stato, di adiabatiche. E nel pomeriggio di psicologia e benessere nel volo. Damiano ci racconta la sua esperienza di campione di Cross,  nei suoi voli da 8-9 ore. Strategie, e suggerimenti.
Si conclude con le calamite: quelle che ti riportano a terra anche se non ce n'è motivo, che dopo che sei atterrato ti chiedi perché sei sceso, tipo aver la macchina in atterraggio o avere un impegno la sera.
La prima dell'elenco, la più importante riporta il titolo famiglia, ma la foto contro sole ne mostra un aspetto che fa esclamare "ora se entra il Direttore del centro, voglio vedere come lo spieghi che stiamo facendo un corso meteo!"

venerdì 26 ottobre 2012

RUSH 2

È arrivata mercoledì la vela in prova. Michela mi ha spedito il suo Rush 2, il corriere è stato velocissimo.

Giovedì dalle finestre vista mare dell'ufficio sembra ancora estate. Le previsioni dicono però che il week end è da stare in casa, e ugualmente  il successivo.

La mia indecisione dura solo fino alle 12... poi di corsa a casa, a prendere la sacca della vela, e via in autostrada. Destinazione Diecimo, che ho da provare il Rush nei cieli di casa, prima che inizi a piovere.

In atterraggio ci sono anche gli allievi, ad approfittare di un giorno di sole. 
Ne approfitto per un po' di gonfiaggi.

Accidenti com'è piccola! Eppure la superficie è come quella del Dragon. Controlliamo l'etichetta: taglia XS, 55-75 Kg, 19 mq di superficie proiettata, EN-B... DHV 2.
Ed io che mi sono fidata di para2000 e pensavo fosse un  DHV 1-2!

La porto in decollo, con un po' di timore. La giornata è liscia, l'ideale per il primo volo con un due.
Appena fuori dal decollo me la sento piccola ma è solo una sensazione momentanea.
Mi sono divertita da matti! I comando sono morbidi, gira che è una bellezza. Piano piano che ci prendo confidenza mi avvicino al costone, poi provo su Dezza, torno un po' bassa ma recupero quota decollo in due passaggi. M. mi sorveglia dal decollo. 
Un'ora di pura gioia!

Però le considerazioni da fare sono diverse.
Sono ancora un pollo, come dice il nome di questo blog, per di più un peso piuma, con qualche chilo di zavorra da aggiungere alla XS. Nella mia taglia le vele intermedie sono necessariamente più cattive, hanno spesso omologazioni diverse dalle taglie superiori.
Non sono ancora pronta per un Due, per un Due  in primavera, magari in giro per decolli, nelle ore centrali. 
Per quest'anno c'è da allenarsi col Dragon, poi si vedrà!