lunedì 9 agosto 2010

CI SONO PIÙ STELLE QUESTA SERA

Sabato e domenica a Prato Fiorito, con le vele, le tende, la brace ed il vino. Meteo permettendo.
Questi gli ingredienti per un week end di inizio agosto.
Dopo il volo in Pizzorne, ci fermiamo a far la spesa e partiamo: direzione Prato Fiorito.

Oltre alle vele in macchina ci sono tenda sacchi a pelo e anche tre litri di Cannonau preso nelle recenti vacanze in Sardegna, e un po' di grappa di Morellino. Mauro mette a disposizione il carrello del cavallo per trasportare il tutto più comodamente.

Ivano insieme ad Antonella e i nipotini sta già preparando il campo. Maurizio prepara la station-wagon come una camera da letto (la pulisce con l'aspirapolvere prima di stendere il sacco a pelo, ha portato anche il pigiama!).
Si prepara il fuoco per la carne alla brace e Mauro cucina un'ottima pasta aglio e olio. Carlo ha portato i pomodori del suo orto. Appena il sole tramonta inizia a scendere la guazza, M. indossa oltre al pile anche la tuta da volo e il sottocasco. Ci scaldiamo con il Cannonau (12,5 °) e poi intorno al fuoco con vin santo e grappa.
Il cielo è limpido, l'inquinamento luminoso quasi assente, tanto che Giovanni commenta: ci sono più stelle questa sera ... forse il doppio!

Per colazione latte, caffè e nutella poi attendiamo che il vento giri per andare in decollo. Al mattino non ci sono ancora cumuli, e il vento sembra provenire da nord. Attendiamo al sole.

Verso le 13 andiamo in decollo, mi preparo accanto a M., parte Carlo poi M. , poi decollo anche io.
Il mio volo dura - dice il gps- solo 15 minuti ma è emozionante. mi porto sulla parete per farmi sollevare dalle termiche che salgono nei camini, per poi percorrere la sommità del monte e riportarmi di nuovo sopra la parete per girare l'aria che si incanala nelle pieghe della montagna. Quota massima 1.450mt !
Il vento è in po' rafficato, però, e sta aumentando di intensità. Scelgo il prato e mi preparo al mio primo top!

mercoledì 30 giugno 2010

SARNANO

Mentre siamo in vacanza (con la vela!) in Sardegna arriva una telefonata: il week end un po' di amici vanno a Sarnano. Ci aggreghiamo?

Rientriamo venerdì in tarda serata, dopo le consuete ore di traghetto, riprepariamo una nuova borsa con i pochi vestiti puliti rimasti, poche ore di sonno e ben prima dell'alba siamo già in viaggio, direzione Sarnano.

L'occasione è la sessione di esame che diplomerà Sergio bipostista, ma in tanti si sono aggregati alla gita, compresi gli amici genovesi che accompagnano Carlo e Ulisse all'esame per il monoposto. In più alcuni dei pizzornai hanno pianificato un week-end poco lontano, a Castelluccio di Norcia.

I monti Sibillini sono magnifici (la foto è di Emilia). Il decollo è un prato immenso, e farci top è una definizione decisamente riduttiva. 
Aspettiamo che partano gli aspiranti piloti, ci sono ben 5 scuole che tra mono e bi-posto sono venute a far brevettare gli allievi. Io e Giovanni ci dedichiamo ad immortalare gli amici in decollo.

Com'è strano qui, rispetto ai nostri decolli! Il decollo è esposto a Nord-est e si vola fin dal mattino. E alla sera  il costone è in ombra.
Nella strada tra l'atterraggio ed il decollo c'è il covo dei Limani, un fantastico rifugio dove mangiare, prendere il fresco e dove risiede la scuola di volo.
Aspettiamo l'esito delle prove teoriche: i nostri amici sono promossi!
Cena al Covo, ovvio. Si mangia benissimo. E in più c'è anche il posto per dormire. Qualcuno nelle stanze del rifugio, Sergio in camper, gli altri in tenda! Io e M., non abbiamo avuto il tempo di passare a prendere la mia ferrino, abbiamo portato una vecchissima canadese ma fortunatamente abbiamo avuto in prestito una Quequa 3 posti: si apre davvero in tre secondi, ma la mattina ci vuole mezz'ora a leggere le istruzioni per richiuderla!

Controlliamo il meteo la domenica. Gli amici a Castelluccio non hanno volato, anzi, sul Vettore è pure nevicato. Decidiamo di rimanere a Sarnano. 

La giornata è splendida. Appena il vento cala decollo anche io. Che bello là fuori. Salgo a fatica, anche in dinamica, però poi il vario inizia a suonare ed inizio (finalmente!) a girare, recuperando 400mt ! 
Gli altri hanno fatto ben altri voli, giocando sui Monti Sibillini.

venerdì 25 giugno 2010

CASTELSARDO

Finalmente vacanze!
In cinque in giro per la Sardegna alla scoperta di siti di volo e panorami mozzafiato, oltre ovviamente all'atteso mare. Punto d'appoggio a Castelsardo.
Le previsioni meteo dicono che ancora l'estate non è arrivata, ma ugualmente siamo fiduciosi.




Primo giorno (venerdì)
Appena il tempo di arrivare, scarichiamo i bagagli e subito in giro a caccia dei decolli vicini.
A pochi km ci sono il decollo delle Antenne di fronte al mare, ed il decollo di Littigheddu, un po' più interno, in località San Giovanni. Contattiamo i locali per i dettagli: grazie!
C'è ancora troppo vento: aspetteremo.



Secondo giorno(sabato)
 Il vento è davvero forte, scegliamo allora una baia sottovento a Stintino alla spiaggia della Pelosetta.Viaggio in costante contatto radio (peccato per il mio microfono che in scooter si prende tutto il vento e posso solo ascoltare!).

Terzo giorno (domenica)
Vento forte e minaccia di pioggia ci fanno scegliere un itinerario culturale: visita di CastelSardo, e poi verso Targu per i nuraghi.

Quarto giorno (lunedì)
L'estate tarda ancora ad arrivare. Anzi c'è anche la pioggia. La meta di oggi è Isola Rossa, con tappa intermedia al delta del Coghinas.

Quinto giorno (martedì)
Finalmente il meteo promette bene! Anche i venti sembrano quelli dei quadranti giusti!
La mattina scorre piacevolmente al mare, a LuBagnu, a due passi da casa.
Alle 12, però, inizia a cumulare e ci dirigiamo verso il Littigheddu. Verifichiamo l'atterraggio, e poi su in decollo. Ho portato la zavorra... potrebbe servire: non si sa mai!
Morfologicamente si tratta di un altipiano che contorna la valle, con le pareti ripide e sopra sull'altopiano pascoli e greggi.
Il vento è un po' angolato. Antonio parte per primo, impeccabile. Poi è il mio turno. E' chiaro da subito che da sola non ce la farò, nonostante la zavorra. Come sollevo la vela, il vento mi prende e mi sposta verso il campo dietro al decollo. Parto allora con l'aiuto di M., che mi tiene mentre tiro su la vela e mi giro.
Appena fuori inizia il mio volo in termodinamica. Per me è anche impegnativo. Al secondo giro guardo il panorama mozzafiato ed Antonio che continua a salire...
Anche M riesce a partire. Il vento sempre più angolato gli ha fatto ritardare un po'il decollo. 
Continuo a far dinamica cercando di mantenermi sopravento, poi vado ad atterrare. Attivano anche gli altri, a turno, usando il mio casco rosso come centro.

Sesto giorno (mercoledì)
Finalmente l'estate è arrivata. Scegliamo Bosa Marina (poco a sud di Alghero) per il secondo volo.
Il volo di Bosa è in dinamica, anche qui c'è un altopiano, in fondo alla spiaggia.
Mattino dedicato al mare, poi in decollo. Parte M. per primo, anche per verificare se tiene abbastanza da tenerci su. Poi è il mio turno, infine parte Antonio. Senza zavorra, che oggi di vento ce n'è poco, salgo in dinamica finché ce n'è e per una volta sono più in alto. Fuori si sta così bene che anche io tolgo la macchina fotografica dalla tasca della tuta e mi metto a far foto. 
Per l'atterraggio M. e Antonio scelgono il parcheggio. Li raggiunge il proprietario del terreno che ci segnala che le vele avanti e indietro sul pendio gli spaventano le capre.
Io invece mi dirigo verso la spiaggia, c'è tutto lo spazio che si possa desiderare. Appena arrivo sulla sabbia vengo circondata da uno sciame di bambini! e che sorpresa quando scoprono che sotto il casco quel volatore è una ragazza!


Settimo giorno (giovedì)
Un tour enogastronomico al mattino, e poi un ultimo volo al Littigheddu. Ho sempre la zavorra. Parto per prima. Di nuovo un volo in termodinamica però le raffiche si sentono! Rimango una mezz'ora per il costone, poi il vento sembra aumentare, tengo d'occhio il gps per la velocità al suolo e l'atterraggio non troppo lontano. Raggiungo l'atterraggio con tutto lo speed. Mi raggiungono poco dopo gli altri.
C'è ancora tempo per andare al mare.

Ottavo giorno (venerdì)
Un paio d'ore al mare, a goderci l'inizio dell'estate. E poi di nuovo verso casa. 


lunedì 3 maggio 2010

ZENA

Basta uno sguardo veloce alla meteo, venerdì, per decidere che il nostro week-end in giro è da rimandare anche questa settimana.
Allora sabato rimettiamo la sveglia e siamo pronti per il volo del mattino, che non poi così sicuro che il pomeriggio si possa volare. Di domenica invece si sa già che dovrebbe piovere... 
E così arriviamo in atterraggio verso le 10.30. C'è già un'auto, si vedono all'interno le sacche dei para (inconfondibili!) e tre ragazzi giocano sul prato: chissà chi sono... nel frattempo arriva un'altra auto.
Vengono da Genova: Maria Carla, Giorgio, Luca, Emilia, Daniele. Da neo brevettati, ritornano a volare a Diecimo, dopo esserci stati qualche volta durante il corso, adesso che in Liguria la stagione estiva impedisce di volare sulla spiaggia.
Dopo le consuete osservazioni (non smaltite troppo sottovento, che poi non si riesce a rientrare), andiamo insieme in decollo per il volo della mattina. Per me è un volo in dinamica, però un po' tiene. 
Mentre mi presento sull'atterraggio sento una voce per radio che mi guida... quando atterra anche Emilia mi accorgo che abbiamo gli stessi colori e dall'atterraggio mi avevano scambiato per lei!
Torniamo su per il volo del pomeriggio. Nel frattempo è arrivato anche Marco, con 4 porzioni di baccalà prese alla sagra ad Anchiano e che riuscirà anche a portare a casa per cena.
In decollo il vento sembra rinforzato un po'. Io aspetto. Marco invece decolla e con l'aiuto di M. per radio inizia a girare le termiche: sopra Dezza arriva a 1400 mt!
Poi decollo anche io, e qualche suggerimento per girare lo seguo, con Lucia in bipo che aspetta che lasci la termica per sfruttarla senza darmi fastidio.
In atterraggio, poi, decidiamo di fare un salto anche noi alla sagra del baccalà, ma niente, è già finito. 
Ci consoliamo con una birra da Bruton, prima di riprendere, in direzioni diverse, l'autostrada.


mercoledì 28 aprile 2010

EMILY

Mauro, il mio co-autore, da un po' non si fa sentire e ugualmente da un po' non lo vediamo in decollo.
Prima aveva da preparare il matrimonio con Joanna, poi lamentava di non aver tempo per venire a volare...

Ecco nella notte del 26 aprile è arrivata EMILY

Auguri!

lunedì 26 aprile 2010

«ROTONDE, NON QUADRATE»

Domenica M. mi ha fatto un regalo.
Dopo il suo volo in Pizzorne siamo andati a Diecimo per il mio volo. Ecco, invece di decollare anche lui, si è fatto prestare una radio e mi ha guidato per girare una termica.
È un regalo perché -dice- se ho qualcuno che mi suggerisce non imparo a farlo da sola.
Io, che mi sento sempre il costone troppo vicino e che ho paura di essere scarrocciata troppo sul costone nella parte del 360 in cui ho il vento dietro, alla prima indicazione non ho seguito il consiglio e mi sono portata un po' più fuori, per fare quello spazio secondo me necessario tra me e il costone.
Poi invece quelle indicazioni le ho seguite, recuperando ad ogni giro una distanza adeguata e cercando di capire e di seguire come fosse scarrocciata la termica.
Girare forse non è proprio quello che ho fatto, se poi mi hanno detto: ... Girala! Le termiche sono rotonde, non quadrate! 
La traccia del gps sembra uno scarabocchio, ma intanto ho i miei mille in quattro giri e la voglia di provare di nuovo.

mercoledì 14 aprile 2010

STRIBUGLIANO /3

Da qualche tempo i giorni rossi sul calendario sono quelli più osteggiati dalla meteo.
E allora io e M. prendiamo un giorno di ferie e ci aggreghiamo alla comitiva diretta a Stribugliano!

La giornata è splendida, c'è il sole finalmente. Ci sono anche un po' di cumuli, però in disfacimento e riesco a sfruttarli poco. Il primo volo è solo una planata, al secondo riesco a star un po' di più in giro e a recuperare quota decollo.

C'è tempo per un terzo volo, prima che l'Ovest diventi più forte e arrivi la perturbazione preannunciata per la serata. Dopo le prime bolle fuori dal decollo fatico ad avanzare e scendo velocemente. Mentre mi guardo intorno alla ricerca di un campo qualunque, perché per arrivare in atterraggio ci sono un po' di fili elettrici e qualche albero, ecco qualche bolla mi fa recuperare un po'.
La quota adesso c'è ma ci sono un po' di bolle che mi lasciano lì senza farmi scendere né salire, mentre la velocità orizzontale diminuisce...
Mi porto sopra l'atterraggio, scendo in verticale con le orecchie e le mollo solo a pochi metri da terra.
È la prima volta che le orecchie mi servono e non sono solo un esercizio!

Una bella palestra oggi!